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Mar 26, 2019 Last Updated 10:18 AM, Mar 23, 2019

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g di asparagi verdi,
  • 300 g di riso integrale,
  • 4 foglie di alloro,
  • 2 cipolle bianche,
  • 20-30 semi di anice,
  • 1 cucchiaino abbondante di curcuma in polvere,
  • 200 g di ricotta,
  • 100 ml di latte,
  • pepe,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mondare gli asparagi eliminando la parte più dura del gambo, lavarli con cura e dividere le punte (i primi 4-5 cm circa) dai gambi.
  2. Portare a ebollizione 1,5 l circa di acqua e lessarvi prima le punte per 2-3 minuti, scolarle e metterle in acqua fredda, lessare dopo anche i gambi per 10 minuti e scolarli disponendoli su un vassoio conservando l'acqua di cottura.
  3. Disporre il riso in una pentola insieme alle foglie di alloro lavate, bagnare con 1 l circa di acqua di cottura degli asparagi, coprire parzialmente e lessare a fuoco medio basso per circa 30-35 minuti lasciando assorbire quasi tutto il liquido in cottura e mantenendo i chicchi di riso leggermente al dente, solo verso fine cottura salare leggermente.
  4. Nel frattempo sbucciare e tritare grossolanamente la cipolla bianca, metterla in una padella con 3-4 cucchiai di olio, i semi di anice, la curcuma e un pizzico di sale, coprire e a calore medio basso rosolare per 10 minuti circa.
  5. Trasferire il soffritto in una caraffa insieme alla ricotta e al latte, frullare finemente fino a ottenere una crema gialla uniforme e profumata.
  6. Mettere il riso pronto con ancora un poco della sua acqua di cottura nella padella del soffritto, aggiungere i gambi degli asparagi affettati e la crema alla curcuma, mescolare e dare la densità di un comune risotto regolando di sale e unendo all’ultimo una macinata di pepe.
  7. Servire nei piatti decorando con la punta degli asparagi e un’altra macinata di pepe a piacere.

Sono di nuovo le fibre protagoniste in positivo della moderna ricerca scientifica e questa volta il quadro che viene tracciato è molto approfondito e sistematico non limitandosi a singole tipologie.

Come da tempo di pensava, infatti, più che particolari tipologie di cibi e alimenti o categorie ristrette quello che conta di più è l’insieme delle sostanze che in una dieta quotidiana vengono assimilate, la loro unione è quella che concentra al massimo i distinti benefici che da soli invece forniscono minore protezione.

In uno studio portato avanti dall’University of Otago, in Nuova Zelanda sono stati analizzati 185 studi prospettici e 58 studi clinici che hanno compreso un totale di 4.600 adulti.

Dalla comparazione è emerso che rispetto a un campione di confronto composto da persone che consumavano poche fibre chi tra i soggetti seguiti assimilava un quantitativo elevato di di fibra nella dieta a prescindere dalla provenienza alimentare vantava una riduzione dal 15% al 31% di mortalità, malattia coronarica, tumore del colon-retto e diabete di tipo 2.

La presenza di elevate quantità di cereali integrali, verdure e cibi in genere ad alto contenuto di fibra alimentare è con buona certezza una barriera difensiva forte nei confronti del rischio di contrarre molte patologie legate all’alimentazione.

In particolari gli autori dello studio hanno stabilito che un consumo quotidiano di 25-29 g di fibre porta a un più che elevato beneficio all’organismo, sicuramente molto più efficace di una dieta standard a basso indice glicemico con apporto di fibre relativo o comunque di non buon livello.

Una conclusione in parte sorprendente se consideriamo l’indirizzo e l’attenzione di molte indicazioni dietetiche al solo impatto glicemico del cibo in un contesto in cui la salute dipende in realtà da molte sinergie e alleanza dove risultano particolarmente importanti e basilari alcune sostanze specifiche come le fibre.

E questo è anche il motivo per cui sul nostro sito trovate tante ricette a base di cereali in chicchi e lo Chef Giuseppe Capano ha voluto dedicare a questo argomento un intero libro che potete consultare qui!

Praticamente tutte le spezie e molti semi mantengono intatti i profumi o le virtù nutrizionali solo se riescono a evitare l'ossidazione dell'aria, fenomeno che avviene in maniera accelerata e rapida quando questi cibi sono ridotti in polvere o piccole parti.

Del resto la frantumazione fine di una spezia è ad esempio essenziale se si vogliono cogliere al 100% i suoi profumi e aromi lasciando che si distribuiscano efficacemente nel piatto che si prepara.

Come possiamo fare allora? La soluzione è nel passato, esiste da innumerevoli anni, infatti, un umile strumento nato appositamente per un unica spezia, il pepe, ma diventato nel tempo funzionale a molte altre.

Si tratta del macinapepe oggi meglio definito come macina spezie dove una ruota dentata sommata a semplici meccanismi consente di macinare e ridurre in polvere più o meno fine qualsiasi seme, spezia, sale e così via.

Si preservano così al massimo tutte le virtù di questi preziosi alimenti perché è possibile fare tutto questo solo poco prima dell'uso effettivo con un semplice movimento rotatorio della mano.

Considerando il costo ormai basso di questi strumenti il consiglio migliore è di acquistarne diversi e conservare direttamente dentro le spezie magari scegliendo versioni non trasparenti ma scure così da preservare dalla luce il contenuto interno.

Ma anche se li trovate solo trasparenti, in questi anni sono quelli che vanno più di moda perché consentono di vedere direttamente la spezia contenuta, basta conservarli in posti chiusi lontani da luce e calore.

Si otterranno in questo modo due vantaggi sostanziali, la conservazione pratica delle spezie, dei semi e anche della frutta secca con intatti profumi e proprietà e la comodità di macinarle solo quando serve godendo pienamente delle loro fragranze.

Ingredienti per 4 persone:

  • 2 spicchi d’aglio,
  • 1 rametto grande di rosmarino fresco,
  • 50 g di maizena,
  • 120 g di farina di riso integrale,
  • 50 g di farina di grano saraceno,
  • 2 piccoli scalogni,
  • 1 manciata di foglie di prezzemolo,
  • 4 carciofi,
  • 150 g di formaggio Stelvio o semplice scamorza,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Sbucciare e tritare molto finemente l’aglio con le foglioline verdi del rosmarino, metterlo in un pentolino con 2 cucchiai abbondanti di olio e rosolarlo delicatamente a fuoco basso per 2-3 minuti.
  2. Sciogliere la maizena con 60 ml di acqua, aggiungerla al soffritto e far addensare fino a formare una massa molto compatta, spegnere il fuoco, aspettare 2-3 minuti e diluirla con altri 60 ml di acqua mescolando fino a formare una cremina.
  3. Impastare le due farine con questa cremina e un pizzico di sale unendo altra farina di riso o un altro poco di acqua se dovesse servire, avvolgere in un panno e lasciare riposare.
  4. Sbucciare gli scalogni e tritarli finemente con il prezzemolo, metterli in una padella con 2-3 cucchiai di olio e rosolarli a calore basso per 5 minuti abbondanti, pulire con cura i carciofi eliminando le foglie esterne e parte del gambo, dividerli a metà, togliere l'eventuale barbetta interna, affettarli e aggiungerli al soffritto, salare, coprire e cuocere per 15 minuti circa a fuoco basso bagnando con poca acqua se necessario.
  5. Stendere sottilmente la pasta riposata su un foglio di carta da forno infarinandola poco e distribuirvi sopra il composto di carciofi tiepido e il formaggio affettato sottilmente, alzando il foglio di carta arrotolare delicatamente come se si trattasse di un normale strudel dolce chiudendo le estremità, ritagliare la carta in più e adagiare il rotolo su una teglia.
  6. È anche possibile realizzare 2 strudel più piccoli da tagliare poi a metà o 4 singoli da porzione, spennellare la superficie con il fondo oleoso di cottura dei carciofi mescolato a 2-3 cucchiai di acqua e cuocere nel forno caldo a 170 gradi per 25 minuti circa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 150 g di lenticchie piccole verdi,
  • 2 foglie di alloro fresco
  • 500 g di broccoletti verdi,
  • 3 carote medie,
  • 20-25 semi di anice,
  • 180 g di orzo perlato,
  • 1 cucchiaino circa di curry,
  • 1 cipolla rossa,
  • 1 cucchiaio di foglioline di timo fresco o ½ di secco,
  • 60 g di mandorle tostate,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Sciacquare le lenticchie verdi e metterle in una pentola con 1 l circa di acqua fredda, aggiungere le foglie di alloro, portare a ebollizione e a calore molto basso senza aggiungere sale lessarle per 25 minuti circa.
  2. Dividere i broccoletti in piccole cimette, lavarli con cura e lessarli in acqua bollente leggermente salata per soli 5 minuti in modo da tenerli croccanti, scolarli con una schiumarola su un vassoio a raffreddare e conservare l’acqua di cottura.
  3. Pulire le carote e tagliarle in sottili striscioline o a julienne corta, tritare o macinare i semi di anice, metterli in un larga casseruola con 2-3 cucchiai di olio e lasciare insaporire brevemente, aggiungere le carote e lasciarle rosolare per 5 minuti.
  4. Aggiungere l’orzo sciacquato e lasciarlo insaporire alcuni minuti, unire il curry e versare gradualmente l’acqua di cottura dei broccoletti cuocendo l’orzo per 25-30 minuti circa come fosse un risotto.
  5. Sbucciare la cipolla rossa e tritarla grossolanamente, metterla in una padella insieme a 2 cucchiai abbondanti di olio, coprirla e rosolarla per 10 minuti scarsi, aggiungere le lenticchie scolate dall’acqua e il timo, lasciarle insaporire con l’erba aromatica per 10 minuti sempre a fuoco basso.
  6. Tritare o frullare finemente le mandorle tostate e aggiungerle all’orzo pronto lasciandolo della densità di un risotto, metterlo nei piatti con un buco centrale in cui disporre le lenticchie, accompagnare e decorare con le cimette di broccoletti.

Ingredienti per 4 persone:

  • 280 g di farina tipo 1,
  • 1 cucchiaio di maggiorana secca,
  • un pizzico di bicarbonato (circa 1 g),
  • 140 ml di acqua,
  • 500 g di cicoria,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 240 g di orecchiette,
  • 40 g di mandorle sgusciate e pelate,
  • 100 g di rucola fresca pulita,
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 12 pomodori sottolio,
  • 150 g di scamorza,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mescolare insieme la farina con la maggiorana e il bicarbonato e disporre a fontana, emulsionare in un bicchiere 2 cucchiai d’olio con l’acqua e un pizzico di sale, impastare con la farina fino a ottenere un impasto omogeneo, coprirlo con un panno e lasciarlo riposare 40 minuti.
  2. Lavare con molta cura la cicoria eliminando ogni traccia di terra e lessarla per 5 minuti circa in poca acqua bollente, scolarla, lasciarla raffreddare, strizzarla dall'acqua in eccesso e tritarla.
  3. Sbucciare l’aglio e tritarlo, rosolarlo velocemente con poco olio, aggiungere la cicoria e lasciarla insaporire 5 minuti, a parte lessare in abbondante acqua bollente le orecchiette.
  4. Spezzettare la rucola con le mani, metterla in un frullatore con le mandorle e cominciare a frullare a impulsi per qualche secondo, aggiungere il parmigiano e 2 cucchiai di olio allungato con altrettanta acqua, continuare a frullare brevemente fino a ottenere una salsina verde chiaro.
  5. Tagliare la scamorza in piccoli cubetti e allo stesso modo i pomodori sottolio, scolare le orecchiette quando sono ancora a circa metà cottura, condirle con la salsina di rucola e stenderle a intiepidire in un vassoio, solo successivamente mescolarle con la scamorza, i pomodori secchi e la cicoria.
  6. Stendere i 2/3 della pasta riposata a 2 mm di spessore e formare una sfoglia ovale del diametro di circa 30 cm, stendervi sopra le orecchiette condite, coprire con la restante pasta stesa 3 cm circa più piccola della base, rivoltare i bordi e pressarli con i rebbi di una forchetta bucando la superficie, cuocere nel forno caldo a 180 gradi per 15-20 minuti circa.

I fagioli rimangono tra gli alimenti da privilegiare in assoluto per la preparazione di numerose ricette, la loro consistenza, sapore e cremosità sommata al buon apporto proteico sono aspetti talmente positivi da consigliare sempre la loro presenza in tavola.

Ci sono poi un infinità di interazioni positive con la salute, in molte circostanze il loro consumo rimane una barriera forte e sicura contro l’insorgenza di moltissime patologie legate all’alimentazione e ne prevengono molte altre risultando una fonte vegetale di altissimo livello con nutrienti preziosi e vitali.

Per facilitare la loro digestione che per alcune persone non è facile si può ricorrere all’uso delle piante aromatiche carminative che grazie agli oli essenziali in esse contenuti facilitano l’espulsione dei gas gastrointestinali e aiutano il lavoro dell’intestino.

Tra quelle più importanti ed efficaci si possono utilizzare l’Anice sia comune che stellato, l’Aneto, l’Angelica, il Calamo Aromatico, l’Origano, la Santoreggia, il Finocchio, il Cumino e il Coriandolo.

Le essenze in semi si aggiungono generalmente a inizio cottura per dare il tempo di sprigionare tutto il loro aroma e se si vuole potenziare la loro funzione la prassi è di pestarle, macinarle o tritarle direttamente con erbe in foglie fresche come il classico prezzemolo.

Il sapore è molto penetrante e se non si conoscono bene il consiglio è quello di limitare inizialmente la loro presenza a pochi semi, soprattutto per il cumino, l’anice e i semi di finocchio.

Potete anche avvolgere i semi in foglie di alloro fresche e legarle strette con uno spago da cucina, in questo modo sarà poi facile toglierle una volta cotti i legumi.

Oltre a queste si può ricorrere alle virtù di altre essenze aromatiche come la menta, la melissa, lo zenzero e il timo che rinfrescano e rendono ancora più gradevole il consumo dei legumi, ma in questo caso l'aggiunta avviene quasi sempre a fine cottura per mantenere al meglio aromi e profumi di queste erbe rinfrescanti.

La Catalogna è una varietà di cicoria coltivata con cespo a costa di media altezza e foglie frastagliate verde brillante, molto diffusa e usata con un ampia presenza stagionale e varietà con diverso uso culinario.

Tralasciando quelle destinate a diventare puntarelle per la omonima e famosa preparazione sul mercato si trovano principalmente varietà di cicoria catalogna a foglia liscia e stretta chiamata "pugliese" o "brindisina", la tipologia ad asparago con foglie più frastagliate e verdi che prende il nome di "abruzzese" e quella "di Chioggia" con foglie più larghe.

L'aroma amaro varia in base alle tipologie e al livello di crescita delle foglie che è preferibile non siano troppo grandi, la cottura prevalente è tramite lessatura, preferibilmente ad assorbimento con la sola acqua di lavaggio, ma se si vuole attenuare l'aroma amaro è preferibile lessare la verdura in abbondante acqua (riutilizzando l'acqua per un brodo o una minestra).

Per far risaltare l'aroma di questa cicoria è consigliabile aromatizzarla con bucce e succhi di agrumi, soprattutto il limone, ingredienti fortemente aromatici come capperi, acciughe e funghi secchi, formaggi intensi come il gorgonzola e il taleggio, tutti i legumi e i cereali in chicchi.

Rientra in questo modo nella preparazione di semplici contorni, ripieni di torte salate e paste fresche, strudel vegetali, risotti e salse per paste di semola.

Nello scegliere la Catalogna accertarsi che le foglie siano verdi brillanti, turgide, prive di lacerazioni e tracce di terra eccessiva, le coste o i gambi devono essere bianco brillanti e croccanti ben aderenti al fusto e alla radice di base senza essere troppo aperte all'esterno.

Per pulirla si taglia la base della radice e si separano coste con le foglie, quelle esterne più rovinate vengono scartate, il resto lavato con molta cura e eventualmente asciugato, in alcuni casi si separano i gambi bianchi dalle foglie verdi e si cuociono separatamente.

Ingredienti per 8 persone:

  • 5 g di lievito di birra fresco,
  • 225 ml circa di acqua tiepida,
  • 1 cucchiaio di miele,
  • 200 g di farina Timilia,
  • 300 g di farina 0 preferibilmente di qualità Maiorca,
  • 1 cucchiaino scarso di sale fino,
  • 2 cipolle,
  • 4 grandi finocchi,
  • 200 g di formaggio ragusano DOP,
  • 1 cucchiaio di timo fresco,
  • 1 cucchiaio abbondante di semi di sesamo,
  • olio extravergine d'oliva

Preparazione

  1. Mescolare in una ciotola l’acqua con il lievito, aggiungere la farina di timilia e formata una pastella coprirla e lasciarla riposare per 1 ora.
  2. Mescolare la farina 0 con il sale, disporla a fontana, nel mezzo mettere la pastella riposata, unire 2 cucchiai d’olio e il miele, raccogliendo man mano la farina dalla parte interna impastare gli ingredienti a lungo.
  3. Ottenuto un impasto uniforme e morbido (versare un altro poco di acqua se necessario) inciderlo con una croce superficiale e metterlo in un largo e alto contenitore con coperchio, avvolgerlo con un panno e lasciarlo lievitare per un tempo medio di 4 ore.
  4. Sbucciare le cipolle e tritarle grossolanamente, metterle in una padella insieme a 4 cucchiai di olio e rosolarle per 5 minuti abbondanti, aggiungere i finocchi tagliati in spicchi e il timo, salare, coprire e cuocere per altri 15 minuti circa bagnando con poca acqua se necessario.
  5. Stendere i 2/3 dell’impasto lievitato e rivestire una tortiera da 30 cm circa ben oliata lasciando dei bordi alti almeno 3 cm, farcire l'interno con i finocchi freddi e sopra mettere il formaggio a fettine, ricoprire con la pasta rimasta e rimettere a lievitare per 30 minuti.
  6. Riscaldare il forno fino a 190 gradi, bagnare la superficie della focaccia con poco olio allungato con acqua, cospargere con i semi di sesamo e cuocere per 20-25 minuti circa, intiepidire, tagliare a fette e servire.

Ingredienti per 4 persone:

  • 240 g di farina tipo 1,
  • 1 cucchiaino di maggiorana secca,
  • un pizzico di bicarbonato ( circa 1 g),
  • 100 ml di acqua,
  • 4 carciofi,
  • 1 spicchio d’aglio,
  • 80 g di mandorle tostate,
  • 100 g di rucola fresca pulita,
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mescolare insieme la farina con la maggiorana e il bicarbonato e disporre a fontana, emulsionare in un bicchiere 2 cucchiai abbondanti d’olio con l’acqua e un pizzico di sale, impastare con la farina fino a ottenere un impasto omogeneo, coprirlo con un panno e lasciarlo riposare 40 minuti.
  2. Pulire con cura i carciofi eliminando le foglie esterne e parte del gambo, dividerli a metà, togliere l'eventuale barbetta interna e affettarli.
  3. Sbucciare l’aglio e frullarlo velocemente con la metà delle mandorle tostate, condire i carciofi insieme a 2-3 cucchiai di olio e un pizzico di sale, mettere in una padella dal fondo spesso, coprire e trifolare per 10 minuti circa.
  4. Spezzettare la rucola con le mani, metterla in un frullatore con le mandorle rimaste e cominciare a frullare a impulsi per qualche secondo, aggiungere il parmigiano e 2-3 cucchiai di olio, continuare a frullare brevemente fino a ottenere un pesto grezzo.
  5. Stendere la pasta riposata a 2-3 mm di spessore e formare una serie di rettangoli di 6x12 cm, farcirli per metà con i carciofi tiepidi, richiudere formando dei quadrati e con una forchetta sigillare i bordi disponendoli in una teglia.
  6. Cuocerli nel forno caldo a 180 gradi per 15-20 minuti circa e servirli caldi con sopra un poco del pesto di rucola.

 

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