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May 24, 2019 Last Updated 7:18 AM, May 22, 2019

Ingredienti per 8 persone:

  • 300 g di fragole,
  • 60 g di burro,
  • 90 g di zucchero di canna,
  • 3 uova,
  • 80 g di nocciole sgusciate e tostate,
  • 80 g di farina di riso,
  • 8 g di lievito per dolci

Preparazione

  1. Lavare le fragole intere, asciugarle parzialmente e solo dopo eliminare il picciolo verde, tagliarle in piccoli cubetti.
  2. Ammorbidire il burro e in una ciotola montarlo a crema con lo zucchero di canna, aggiungete le uova una alla volta fino a inglobarla in maniera uniforme.
  3. Aggiungere le nocciole frullate finemente e successivamente la farina di riso con il lievito setacciato, mescolare bene e incorporare le fragole.
  4. Trasferire in piccoli pirottini da forno e cuocere nel forno caldo a 160 gradi per 15-20 minuti circa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 50 g di mandorle sgusciate e pelate,
  • 1 cucchiaio di buccia di limone grattugiata,
  • 6-700 g circa (in base al tipo di raccolto e agli scarti) di getti apicali di luppolo selvatico,
  • 320 g di ciriole di semola o trenette normali,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 12 pomodori secchi sottolio,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Tostare le mandorle nel forno caldo a 160 gradi in un pentolino a calore basso per 5 minuti circa, raffreddarle e tritarle finemente, preparare la buccia di limone.
  2. Mondare e lavare con molta cura i getti apicali del luppolo selvatico conservando solo i primi 10-12 cm circa, lessarli in abbondante acqua bollente salata per circa 5 minuti, scolarli con una schiumarola e nell’acqua di cottura lessare al dente la pasta.
  3. Sbucciare e tritare l’aglio, rosolarlo velocemente con 4 cucchiai abbondanti di olio, aggiungere il luppolo e lasciarlo insaporire per 5 minuti bagnandolo con un poco di acqua di cottura della pasta.
  4. Aggiungere i pomodori sottolio tagliati in striscioline e le mandorle tritate, scolare la pasta non troppo asciutta e saltarla nella padella del luppolo, distribuirla nei piatti e cospargerla con la buccia di limone grattugiata.

Cucinare è sempre una bellissima esperienza, consente di realizzare preparazioni che sanno soddisfare se stessi e gli altri, aiuta a trovare un proprio equilibrio interiore grazie alla stimolazione continua della creatività, per molti è fonte di serenità, una sorta di disciplina del benessere a 360 gradi.

L’aspetto più interessante è che tutto questo è possibile realizzarlo anche utilizzando pochi elementi, le combinazioni sono molteplici grazie al fatto che una buona cucina è sempre dotata di una buona dispensa di base che fa da supporto alla lavorazione degli ingredienti scelti.

C’è, infatti, una complementarità forte tra la cucina intesa come struttura di lavorazione con tutti gli strumenti del caso e le risorse alimentari minime che in cucina devono necessariamente essere presenti, pensiamo all’olio extravergine di oliva senza il quale sarebbe impossibile realizzare molti piatti.

È su questa precisa traccia che si muove il libro, l’obbiettivo è dimostrare concretamente come una volta stabilità una organizzazione di partenza in termini di ingredienti di base universali conservati in dispensa diventa molto semplice preparare ottimi piatti e ricette a volte anche solo aggiungendo un solo ingrediente appositamente acquistato fresco.

Semplicità è la parola chiave di fondo e nelle tante ricette presenti nel libro tutto questo viene dimostrato ampiamente toccando ogni tipologia di preparazione possibile.

Massimo Montanari, uno dei migliori storici dell’alimentazione in assoluto, in un intervento di qualche anno fa su una rivista di consumatori raccontava come “La complessità non si addice alle identità culinarie: le ardite sperimentazioni concettuali e tecnologiche dei cuochi di grido, di grande interesse intellettuale e scientifico, sono espressioni artistiche dal sapore inevitabilmente individuale. La quotidianità del mangiare si muove in spazi diversi, appunto quelli della semplicità, della ripetibilità, della condivisione collettiva”
Montanari prosegue nella riflessione aggiungendo “……se arte è esprimere e comunicare un’idea non banale, aggiungere valore e sentimento alla banalità di una fetta di pane condita col pomodoro è anch’essa una forma, forse estrema, di arte e di poesia”.

Questi aspetti relativi al cucinare sono cardini imprescindibili, la semplicità non è mai incapacità elaborativa, piuttosto grande capacità di sintesi e utilizzo intelligente delle risorse a disposizione in un quadro ottimale di utilizzo pieno delle energie presenti in un dato momento.

La cucina dello Chef Giuseppe Capano si basa molto spesso sulla semplicità, abbinare 3-4 ingredienti contando su alcuni pilastri di fondo che sono imprescindibili.
Il primo come già accennato è il condimento di base tassello essenziale nella costruzione di un piatto, qui il riferimento non può essere altro che l’olio derivato dalle olive che nella formulazione extravergine è l’espressione più alta di un condimento dalle mille opportunità di abbinamento e valorizzazione con le altre materie prime.

Altri pilastri sono le erbe aromatiche e le spezie, i tanti semi che la natura ci offre, la frutta secca che è un elemento altamente strategico quanto a volte mal utilizzato e diverse altre cose che in questo libro sono evidenziate descrivendo a grandi linee la loro fisionomia e consiglio di utilizzo.

Sono questi gli ingredienti che costantemente dovrebbero essere presenti nella dispensa di una cucina e fare da supporto a tutto il resto quando ci si approccia ai fornelli, con una base ben strutturata basta acquistare e reperire freschi 1, 2, 3 al massimo 4 ingredienti e senza problemi si possono realizzare ottime ricette dalla grande soddisfazione organolettica finale.

Oltre a questo ci sono altre considerazioni che rendono la cucina semplice un elemento estremamente importante da valutare in profondità, spesso è infatti funzionale a esaltare fattori che rimangono nascosti alle apparenze.
Fattori legati magari al valore nutritivo, alla funzione preventiva degli alimenti, all’equilibrio delle sostanze energetiche presenti, al corretto rapporto cibo e beneficio psicofisico indotto.

Elementi che per molti sono assolutamente secondari e quindi non evidenti se visti solo con gli occhi di chi si aspetta sempre elaborazioni spinte e particolareggiate.
Dietro l’apparente semplicità o banalità di un piatto si celano spesso pensieri, ricerche e strade molto elaborate, concetti profondi, intuizioni di spessore oppure semplicemente la volontà di tutelare l’anima intera di uno o più ingredienti senza che lavorazioni eccessive la rendano meno evidente.

In ultimo consideriamo anche che si tratta di una cucina alla portata di tutti e da tutti usufruibile senza grandi problematiche o difficoltà, veloce, sbrigativa, ecologica e funzionale.
L’unica incombenza è saper organizzare per tempo la propria dispensa personale e lo spazio di lavoro, in questo vi guida il libro insieme a tante buonissime ricette golose, sane e ricche di tante sostanze benefiche per l’organismo tutte accompagnate da splendide foto.

 

 

Rimane l'avocado un frutto davvero straordinario per le ampie possibilità creative che offre in cucina grazie alla sua polpa incredibilmente polivalente, le diverse consistenze con cui è possibile usarla e la cremosità che può offrire, base di eccellenti preparazioni salate e dolci.

Se poi andiamo oltre la sola cucina scopriamo come questa polpa porta in dote una carico ancora più prezioso di sostanze utili alla salute, non a caso dalla ricerca internazionale è un continuo di scoperte e conferme in questo senso.

Di un frutto così prezioso è sempre risultato strano però che le altre parti oltre la polpa non esprimessero altrettante doti e proprietà, pensiamo per esempio alla particolare buccia o al grande seme interno.

Ci hanno pensato gli studiosi del Center for Plant and Mushroom Foods for Health della Penn State University a portare alla ribalta proprio il seme svelando una serie di risvolti positivi e benefici.

Si è partiti da un uso già consolidato del seme come fonte primaria di un estratto utilizzato come colorante alimentare arancione di cui si era già notata la tendenza a limitare la produzione di mediatori pro infiammatori.

Approfondendo le verifiche e le sperimentazioni queste doti non solo sono state confermate, ma hanno suggerito ai ricercatori la possibilità di ampliare ancora di più il potenziale antiinfiammatorio della sostanza.

In prospettiva soprattutto come concreto aiuto per le problematiche che ruotano intorno all’artrite e a tutte le tante altre degenerazioni organiche scatenate da situazioni di infiammazione cronica.

Potremmo avere presto quindi un nuovo e potente antinfiammatorio derivato dal magico frutto dell'avocado grazie al suo seme di cui probabilmente si arriveranno presto a scoprire nuove e interessanti proprietà!

A livello produttivo abbiamo a disposizione una lunga lista di verdure a foglia verde da consumare a crudo per il piacere di ritrovare freschezza e gusto da declinare secondo i condimenti che più possono soddisfare il palato personale.

Tra tutte le verdure a foglia verde quella che sicuramente rimane l'insalata di riferimento per tutte le preparazioni di questo tipo è la lattuga conosciuta praticamente da tutti.

Non una singola varietà però perché sul mercato sotto questa denominazione ci sono diverse tipologie che è sempre opportuno non confondere, ma conoscere almeno nei loro tratti salienti singolarmente perché solo in apparenza sono uguali le une alle altre.

Essendo un argomento molto vasto qui ci si limita a segnalare le varietà principali sapendo che tante altre sono presenti a livello locale: la Trocadero, la Meraviglia di inverno e estate, la Regina di maggio, quella brasiliana meglio nota come Iceberg, la Batavia, la Canasta, la notissima Romana a cespo lungo con diverse varianti locali, la Gentilina, la Lollo.

Lo scopo di questo breve articolo non è esaminarle tutte nei loro dettagli, piuttosto mettere in evidenza come questo diffuso ortaggio non sia una sola cosa da usare in maniera indistinta visto che in una preparazione scegliere una tipologia piuttosto che un'altra può cambiare molto il risultato finale.

La nota interessante a livello nutrizionale e di salute è che tutte hanno comunque in comune un interessante quadro funzionale che ne fa capire bene l'importanza all'interno della dieta quotidiana.

Sono ad esempio un eccellente alimento reidratante contenendo ben il 95% di sostanza in acqua, consumare una buona insalata è un modo perfetto per portare liquidi sani all'organismo e lo è ancora di più in estate o in presenza di climi caldi dove il consumo di altri alimenti più secchi può portare in parallelo al consumo di bevande spesso poco salutari.

Oltre all’acqua però abbiamo anche un abbondanza di betacarotene, pectine, acido folico, vitamine A, B, C, E, minerali importanti come calcio, magnesio, potassio, ferro, tante e preziose fibre che sono un vero toccasana per l'intestino.

Un insieme di elementi che portano grande vantaggio al cuore e all’apparato cardiovascolare nel suo complesso con una buon controllo dell’efficienza e regolarità del battito cardiaco, aiuto attivo nella gestione della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo nel sangue e smaltimento dei grassi dannosi all’organismo che passano attraverso il filtro del fegato.

Ci sono poi spiccate proprietà sedative e carminative utili in caso di gastrite e colite grazie all’inulina presente che calma le turbolenze intestinali di vario tipo contribuendo attivamente al lavoro della flora intestinale.

Il suo consumo è spesso gradevole quando sono presenti insieme tante altre verdure crude, ma anche come sola verdura fresca principale la lattuga può far fare un figurone a chi si cimenta in cucina ed essere estremamente gradevole e stuzzicante come in questa ricetta presente nella nostra sezione insalate!

 

Gli articoli sotto la supervisione dello Chef.  

Pronto da sfogliare e leggere con grande piacere vi presentiamo il nuovo numero di Cucina Naturale di maggio che teoricamente dovrebbe portarci nel pieno della primavera se non fosse che il tempo di queste settimane dia l’impressione di vivere ben altre stagioni dell’anno!

Ma se proprio non possiamo goderci sole e primi caldi consoliamoci con la nostra bella rivista che presenta tantissimi articoli molto interessanti e intriganti.

Un elenco dettagliato che lasciamo raccontare in sintesi alla presentazione ufficiale, ma voi sapete bene che la rivista contiene molte altre sorprese in più!!!

Cucina Naturale di maggio: La stagione dell’orto
Piselli, carote asparagi, barba di frate, fragole! La primavera è esplosa con tutti suoi magici prodotti, e noi la decliniamo in mille modi.
Le variazioni di carbonara di Barbara Toselli, che fa spazio a piselli e fiori di zucca; il menu leggero di Rita Megna, con gli sformatini di cicoria e cannellini con spuma di carote allo zenzero e altre idee golose e light come la Charlotte di fragole in gelatina con granella di pistacchi. Troverete poi 4 ricette diverse di cuscus, per tutti i gusti e tutte le esigenze dietetiche, senza glutine compreso. Piselli, naturalmente, anche nella ricetta tradizionale di risi e bisi, commentata dalla nostra cuoca e storica dell’alimentazione Diletta Poggiali.
Diletta è anche l’autrice di un servizio dedicato alle ricette dei grandi romanzi. Dai pakora de La maga delle spezie al dolce di fragole ispirato a Piccole donne, c’è da far correre la fantasia.
Stefano Navaro, cuoco bolognese, è invece l’autore del servizio sulle polpette, di cui potete vedere un appetitoso esemplare in copertina, mentre Rossella Venezia ci insegna a preparare e a gustare il labna, formaggio fresco molto usato in Medio Oriente, e a cucinare con yogurt e kefir.
Vi piacciono gli strudel salati? La nostra Marianna Franchi ne ha preparati tre versioni, anche in formato mignon, con diversi ripieni di ortaggi.
Il kombucha, bevanda fermentata a base di tè, non avrà più segreti per voi, dopo che avrete letto il nostro articolo in cui spieghiamo anche come prepararlo a casa.
Se amate i fiori, e non solo guardarli, troverete un servizio dedicato al loro uso in cucina, pianta per pianta. Se invece vi chiedete cosa abbiano di particolare i semi di chia, la rubrica 5 domande su… vi spiegherà come usarli in cucina.
È la stagione anche dei ravanelli, e vi raccontiamo com’è semplice coltivarli in vaso e farne conserve. Invece il nostro esperto di vini ci racconta cosa sono i pet-nat.
L’arrivo del caldo ci porta in viaggio nella magica Ischia e il vip del mese è Mirco Bergamaschi.

 

Cucina Naturale è disponibile in edicola (a 3,40 euro) o in abbonamento nella tradizionale versione cartacea, oppure in PDF, sempre a 3,40 euro, per una comoda e immediata lettura e archiviazione su supporti digitali.

Tra i tanti alimenti che possono svolgere un qualche ruolo positivo per riuscire a gestire meglio e migliorare le condizioni di chi ha il diabete ultimamente sembra essersi ritagliato un ruolo potenzialmente interessante il latte.
Sia nella sua veste naturale di origine, sia come base di derivati ben conosciuti come lo yogurt e recentemente l'ottimo kefir che dal punto di vista della salute ha un profilo ancora più alto.

Su questi derivati bisogna solo fare molta attenzione nella loro formulazione, al di la dei claim pubblicitari che vantano doti miracolose abbastanza dubbie il consiglio principale è quello di rimanere sulle versioni di base poi semmai da arricchire con frutta fresca, secca, semi oleosi e fiocchi integrali.

Rispetto al diabete il presunto ruolo positivo del latte è stato messo in risalto da uno studio portato avanti dall’Università di Guelphe e pubblicato sul Journal of Dairy Science.
Concentrato soprattutto sull'osservazione del consumo di latte e derivati a colazione accompagnati da cereali in diverse formulazioni ha evidenziato come la combinazione delle proteine del latte e delle sostanze principali come le fibre contenute nei cereali rallenta in positivo la digestione diminuendo allo stesso tempo i livelli di zucchero nel sangue.

In sintesi un mantenimento accettabile dei livelli di glucosio nel sangue insieme a una diminuzione del senso di fame come altro risvolto positivo.

L'insieme dei dati è da verificare e confrontare meglio con altre ricerche che non sono proprio così favorevoli alla presenza del latte, mentre confermano ampiamente il ruolo positivo dei derivati ricchi di sostanze benefiche per l'intestino e il microbiota.

Non solo il cibo e l’alimentazione possono essere di grande aiuto per controllare e regolare al meglio la pressione arteriosa, in parallelo conta molto anche il tipo di attività fisica svolta o le eventuali discipline meditative o di rilassamento dell’organismo.

Una indicazione molto interessante ci viene dal 68° Congresso annuale della Cardiological society of india dove il cardiologo Ashutosh Angrish che opera al Sir Gangaram Hospital in Delhi (India) ha presentato uno studio dettagliato sul ruolo positivo dello yoga.

In questo studio è stato dimostrato come la pratica di un'ora al giorno di hatha yoga aiuta sensibilmente la salute cardiovascolare diminuendo la pressione sanguigna soprattutto nelle persone con pre-ipertensione.
Una condizione che precede spesso la vera e propria ipertensione e che si caratterizza per valori di pressione massima misurati tra 120 e 139 mmHg e di pressione minima tra 80 e 89 mmHg.

Le 60 persone osservate nello studio presentavano tutte questa condizione di base e sono state divise in due gruppi distinti di confronto.

Nel primo gruppo sono stati apportati cambiamenti importanti nello stile di vita riguardanti attività fisiche specifiche, divieto di fumo e attenta calibrazione della dieta basata su cibi sani ricchi di elementi di salute seguendo un iter standard di intervento.
Nel secondo invece oltre a questi cambiamenti un insegnante qualificato ha seguito costantemente i partecipanti per un’ora al giorno insegnando esercizi e metodiche appropriate riguardanti la respirazione, lo stretching e la meditazione, poi in seguito ogni partecipante ha proseguito al proprio domicilio la stessa metodica.

In questo secondo gruppo si è registrata in media una diminuzione della pressione minima di circa 4,5 mmHg, variazione assente nel primo gruppo che pur ha goduto di un insieme di vantaggi positivi dai cambiamenti messi in atto.

Questa variazione del gruppo yoga per quanto appaia bassa è secondo gli studiosi estremamente importante perché può ridurre in maniera significativa i rischi di coronaropatia, ictus e attacco ischemico promuovendo la disciplina dello yoga a metodica efficace oltre che per il benessere complessivo anche per il controllo efficace della pressione sanguigna.

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 arancia,
  • 80 g di olive nere morbide,
  • 400 g di barba di frate (agretti),
  • 2 carote medie,
  • ½ spicchio d’aglio,
  • origano,
  • pepe,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Lavare e asciugare l’arancia, grattugiare un poco della buccia e spremere il succo, snocciolare le olive e tritarle finemente mettendole in una ciotola.
  2. Aggiungere il succo e la buccia dell’arancia, un pizzico di sale, una macinata di pepe e 3-4 cucchiai di olio mescolando a lungo il tutto.
  3. Lavare con cura la barba di frate, scottarla in abbondante acqua salata bollente per 2-3 minuti o a vapore per 5 minuti, trasferirla in una ciotola colma di acqua fredda e dopo 5 minuti scolarla asciugandola parzialmente con un panno pulito.
  4. Condirla con la salsina aromatica, coprirla e lasciarla marinare per 3-4 ore mescolandola ogni 30 minuti.
  5. Nel frattempo sbucciare l’aglio e spremerlo in una ciotolina mescolandolo con 2 cucchiai di olio, pulire le carote, tagliarle a julienne e condirle con questo olio profumato.
  6. Mettere le carote al centro dei piatti e circondarle con gli agretti marinati, decorare con mezze fettine di arancia e cospargere il tutto con dell’origano profumato.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400 g di broccoletti verdi,
  • 400 g circa di asparagi verdi,
  • 1 mazzetto di erba cipollina,
  • 50 g di nocciole sgusciate tostate,
  • olio extravergine d’oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Pulire i broccoletti e dividerli a cimette piccole, lessarle in acqua bollente per 5 minuti abbondanti in modo da renderle tenere ma non stracotte, scolarle con una schiumarola in un piatto.
  2. Recuperare buona parte della loro acqua mettendola in una pentola per la cottura a vapore, mondare gli asparagi dalla parte finale più dura e legnosa, lavarli con cura e cuocerli a vapore solo per 5 minuti in modo da tenerli croccanti e sodi.
  3. Mondare l’erba cipollina, lavarla e tagliuzzarla finemente con una forbice, frullare i broccoletti con l’erba cipollina, 3-4 cucchiai di olio e un pizzico di sale fino a ottenere una crema verde intenso da allungare eventualmente con poco acqua della loro cottura preliminare.
  4. Tritare grossolanamente le nocciole, stendere la crema verde di broccoletti nei piatti e disporvi sopra gli asparagi croccanti, mettere intorno le nocciole e servire macchiando a piacere con alcune gocce di buon olio d’oliva.

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