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Il ruolo positivo dell’attività fisica anche intensa e della dieta sul diabete tipo 2 - 5.0 out of 5 based on 2 votes

Un nuovo studio evidenzia l'influenza degli stili di vita corretti sulla riduzione di assunzione della quantità di farmaci in terapia.

Per chi ancora crede che l'esercizio fisico abbia una scarsa importanza rispetto a una patologia invasiva come il diabete di tipo 2 riportiamo una delle ultime ricerche più interessanti che ha addirittura preso in esame un'attività fisica ad alta intensità.

Un po' a sorpresa perché spesso ci si sente consigliare un movimento moderato precludendo magari la voglia da parte dei pazienti di impegnarsi in discipline di un certo tipo.

La ricerca, invece, condotta in Danimarca e pubblicata su JAMA ha dimostrato che la presenza di un'attività ad alta densità portata avanti insieme a un controllo attento della dieta ha tangibili effetti positivi.

Non tanto sulla riduzione del livello di glucosio nel sangue quanto piuttosto sulla diminuzione della quantità di farmaci assunti per abbassamento del glucosio che portano con se effetti collaterali non di poco conto

Tre, cinque o dieci porzioni?

Venerdì, 08 Settembre 2017 20:39
Tre, cinque o dieci porzioni? - 5.0 out of 5 based on 1 vote

Un dibattito acceso dopo l'ultima ricerca in ordine di tempo che nulla toglie all'importanza di consumare un'alta dose di vegetali per stare in salute.

Tre, cinque o dieci, ormai è questa la domanda principale che ci si pone quando si affronta il discorso della quantità ideale di vegetali da consumare giornalmente in termini di porzioni, una prassi di prevenzione a fortissima valenza sulla salute dell'organismo.

La campagna storica lanciata molti anni fa dopo la valutazione attenta di una lunga serie di affidabili studi in materia proponeva con dati molto attendibili il consumo di almeno 5 porzioni di vegetali al giorno, comprendenti principalmente frutta, verdura, legumi.

Una indicazione che è appunta diventata una lunga e meritevole campagna di sensibilizzazione nei confronti della popolazione a fronte dell'aumento esponenziale di una serie di patologie strettamente legate con l'alimentazione a cominciare dai tumori.

Nel frattempo altri studi osservazionali hanno via via aggiunto nuovi scenari e tesi rispetto al numero di porzioni, ma in particolare si è trattato di discutere su quanto e cosa rappresentava una porzione per garantire l'introito sufficiente di componenti protettive.

Intorno a febbraio di quest'anno un nuovo studio inglese cambiava di molto la prospettiva sostenendo che le porzioni in realtà necessarie per una buona copertura dovevano essere addirittura il doppio, cioè dieci.

L'ultima ricerca sull'argomento condotta dalla McMaster University di Hamilton, in Canada e pubblicata su The Lancet, discussa e analizzata al recente congresso della Società europea di cardiologia a Barcellona ha, invece, abbassato a tre il numero di porzioni necessarie.

Cucina Naturale settembre 2017

Martedì, 05 Settembre 2017 21:18

Gli articoli dello Chef.  

Un ritorno strepitoso quello della rivista Cucina Naturale, trovate al suo interno infatti bene 144 pagine traboccanti di ricette, preparazioni salutari, idee intriganti per la tavola e consigli pratici di benessere e godimento sensoriale!

La ricchezza di contenuti è talmente tanta che anche nell'introduzione ufficiale alla rivista si fa fatica a elencarli tutti e tornati dalle vacanze spesso con molti propositi nuovi serve proprio poter sfogliare così tante pagine stimolanti e di qualità.

A firma dello Chef Giuseppe Capano trovate un interessante articolo che parla su come è possibile da parte di tutti preparare facilmente una serie di cotolette vegetali da utilizzare come alternativa alle classiche di carne o pesce.

Per realizzarle sia in versione vegetariana che vegana si possono seguire sostanzialmente due strade diverse: sfruttare la naturale forma di alcuni ortaggi per simulare una fetta unica compatta e soda oppure realizzare degli impasti ad alto contenuto proteico facilmente modellabili che in cottura si compattano e si trasformano in singole porzioni pronte al consumo.

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Ipertensione: curarla a tavola

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