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Jun 25, 2019 Last Updated 5:38 AM, Jun 21, 2019

Ingredienti per 4 persone:

  • 600 g di asparagi verdi,
  • 300 g di riso integrale,
  • 4 foglie di alloro,
  • 2 cipolle bianche,
  • 20-30 semi di anice,
  • 1 cucchiaino abbondante di curcuma in polvere,
  • 200 g di ricotta,
  • 100 ml di latte,
  • pepe,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Mondare gli asparagi eliminando la parte più dura del gambo, lavarli con cura e dividere le punte (i primi 4-5 cm circa) dai gambi.
  2. Portare a ebollizione 1,5 l circa di acqua e lessarvi prima le punte per 2-3 minuti, scolarle e metterle in acqua fredda, lessare dopo anche i gambi per 10 minuti e scolarli disponendoli su un vassoio conservando l'acqua di cottura.
  3. Disporre il riso in una pentola insieme alle foglie di alloro lavate, bagnare con 1 l circa di acqua di cottura degli asparagi, coprire parzialmente e lessare a fuoco medio basso per circa 30-35 minuti lasciando assorbire quasi tutto il liquido in cottura e mantenendo i chicchi di riso leggermente al dente, solo verso fine cottura salare leggermente.
  4. Nel frattempo sbucciare e tritare grossolanamente la cipolla bianca, metterla in una padella con 3-4 cucchiai di olio, i semi di anice, la curcuma e un pizzico di sale, coprire e a calore medio basso rosolare per 10 minuti circa.
  5. Trasferire il soffritto in una caraffa insieme alla ricotta e al latte, frullare finemente fino a ottenere una crema gialla uniforme e profumata.
  6. Mettere il riso pronto con ancora un poco della sua acqua di cottura nella padella del soffritto, aggiungere i gambi degli asparagi affettati e la crema alla curcuma, mescolare e dare la densità di un comune risotto regolando di sale e unendo all’ultimo una macinata di pepe.
  7. Servire nei piatti decorando con la punta degli asparagi e un’altra macinata di pepe a piacere.

Sono di nuovo le fibre protagoniste in positivo della moderna ricerca scientifica e questa volta il quadro che viene tracciato è molto approfondito e sistematico non limitandosi a singole tipologie.

Come da tempo di pensava, infatti, più che particolari tipologie di cibi e alimenti o categorie ristrette quello che conta di più è l’insieme delle sostanze che in una dieta quotidiana vengono assimilate, la loro unione è quella che concentra al massimo i distinti benefici che da soli invece forniscono minore protezione.

In uno studio portato avanti dall’University of Otago, in Nuova Zelanda sono stati analizzati 185 studi prospettici e 58 studi clinici che hanno compreso un totale di 4.600 adulti.

Dalla comparazione è emerso che rispetto a un campione di confronto composto da persone che consumavano poche fibre chi tra i soggetti seguiti assimilava un quantitativo elevato di di fibra nella dieta a prescindere dalla provenienza alimentare vantava una riduzione dal 15% al 31% di mortalità, malattia coronarica, tumore del colon-retto e diabete di tipo 2.

La presenza di elevate quantità di cereali integrali, verdure e cibi in genere ad alto contenuto di fibra alimentare è con buona certezza una barriera difensiva forte nei confronti del rischio di contrarre molte patologie legate all’alimentazione.

In particolari gli autori dello studio hanno stabilito che un consumo quotidiano di 25-29 g di fibre porta a un più che elevato beneficio all’organismo, sicuramente molto più efficace di una dieta standard a basso indice glicemico con apporto di fibre relativo o comunque di non buon livello.

Una conclusione in parte sorprendente se consideriamo l’indirizzo e l’attenzione di molte indicazioni dietetiche al solo impatto glicemico del cibo in un contesto in cui la salute dipende in realtà da molte sinergie e alleanza dove risultano particolarmente importanti e basilari alcune sostanze specifiche come le fibre.

E questo è anche il motivo per cui sul nostro sito trovate tante ricette a base di cereali in chicchi e lo Chef Giuseppe Capano ha voluto dedicare a questo argomento un intero libro che potete consultare qui!

Praticamente tutte le spezie e molti semi mantengono intatti i profumi o le virtù nutrizionali solo se riescono a evitare l'ossidazione dell'aria, fenomeno che avviene in maniera accelerata e rapida quando questi cibi sono ridotti in polvere o piccole parti.

Del resto la frantumazione fine di una spezia è ad esempio essenziale se si vogliono cogliere al 100% i suoi profumi e aromi lasciando che si distribuiscano efficacemente nel piatto che si prepara.

Come possiamo fare allora? La soluzione è nel passato, esiste da innumerevoli anni, infatti, un umile strumento nato appositamente per un unica spezia, il pepe, ma diventato nel tempo funzionale a molte altre.

Si tratta del macinapepe oggi meglio definito come macina spezie dove una ruota dentata sommata a semplici meccanismi consente di macinare e ridurre in polvere più o meno fine qualsiasi seme, spezia, sale e così via.

Si preservano così al massimo tutte le virtù di questi preziosi alimenti perché è possibile fare tutto questo solo poco prima dell'uso effettivo con un semplice movimento rotatorio della mano.

Considerando il costo ormai basso di questi strumenti il consiglio migliore è di acquistarne diversi e conservare direttamente dentro le spezie magari scegliendo versioni non trasparenti ma scure così da preservare dalla luce il contenuto interno.

Ma anche se li trovate solo trasparenti, in questi anni sono quelli che vanno più di moda perché consentono di vedere direttamente la spezia contenuta, basta conservarli in posti chiusi lontani da luce e calore.

Si otterranno in questo modo due vantaggi sostanziali, la conservazione pratica delle spezie, dei semi e anche della frutta secca con intatti profumi e proprietà e la comodità di macinarle solo quando serve godendo pienamente delle loro fragranze.

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