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Jul 21, 2019 Last Updated 8:18 AM, Jul 18, 2019

La relazione diretta tra il nutriente e la patologia con un ruolo attivo dato dalle fibre. 

Torniamo sul tema di un alimentazione corretta e curata rispetto al problema ipertensione prendendo meglio in considerazione il ruolo di nutrienti messi generalmente in secondo piano rispetto alla patologia, le proteine.

Una recente ricerca uscita sull'American Journal of Hypertension a firma di Justin Buendia e colleghi della School of Medicine di Boston pone proprio l'attenzione sull'importanza di consumare una giusta quota di proteine per favorire le diminuzione della pressione e in generale il suo mantenimento entro parametri fisiologici.

I risultati dello studio indicano che il consumo di almeno 100 g di proteine al giorno porta a diminuire di ben il 40% il rischio di ipertensione rispetto a chi ne assimila poco più della metà.

Non un indicazione a caso ovviamente, per determinare un dato così preciso l'equipe ha sottoposto ad accurati controlli per oltre 11 anni la pressione di 1.361 partecipanti incrociando i dati con la dieta seguita.
Con un risvolto ancora più interessante dato dal fatto che chi nella propria dieta prevedeva un abbondante presenza di fibre vedeva ridurre il rischio personale dal 40 al 51%.

Un dato molto interessante che somma la prerogativa di proteine e fibra nell'aumentare il senso di sazietà e quindi limitare il consumo calorico in generale favorendo il metabolismo e quindi la riduzione della pressione.
Altri benefici arrivano poi dall'influenza di aminoacidi come l'arginina sulla dilatazione dei vasi sanguigni e dalla riduzione del rischio di resistenza all'insulina dovuta alle fibre.

Prendendo spunto da questa ricerca si tratta allora di monitorare con attenzione il consumo di proteine evitando si l'eccesso (che ricordiamo può avere ripercussioni serie, ad esempio per chi soffre di problemi renali), ma contemplando nei pasti la loro presenza scegliendo in primis quelle provenienti dal mondo vegetale che apportano naturalmente anche molta fibre, in assoluto i legumi, e poi via via le proteine di origine animale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Come gli zuccheri possono diventare ben più pericolosi rispetto all'indiziato numero uno, il sale.

Una nuova ricerca sembra ricalcare in parte le tesi della precedente notizia che abbiamo posto in risalto in questa sezione mettendo in discussione le responsabilità dell'assunzione di sale rispetto alle dinamiche che ruotano intorno alla pressione sanguigna.
Se nell'analisi uscita sull'American Journal of Hypertension si evidenziava come i fattori più critici rispetto all'ipertensione fossero il sovrappeso e la cattiva alimentazione, la ricerca pubblicata sull'American Journal of Cardiology mette sotto accusa direttamente gli zuccheri consumati quotidianamente.

Intendendo come zuccheri tutte le sostanze dirette come i dolcificanti classici e quelle (molto più pericolose) assimilate che passano dalle bevande gassose alla moda, ai succhi di frutta, ai cibi industriali, ai dolci e a molto altro.

Mentre è bene ricordare a grandi caratteri che gli zuccheri offerti dalla natura tramite frutta, verdura, cereali e legumi hanno tutt'altra influenza sull'organismo e sono, invece, assolutamente indispensabili e da incentivare nel consumo.

La tesi sostenuta in questa ricerca condotta negli Stati Uniti presso il Saint Luke's Mid America Heart Institute di Kansas City è che lo zucchero, inteso come genere alimentare più che come alimento diretto, potrebbe essere il responsabile di un eccessivo stimolo dell'ipotalamo con un conseguente aumento del battito cardiaco e della pressione.

Leggendo il report della ricerca dal titolo "An Unsavory Truth: Sugar, More than Salt, Predisposes to Hypertension and Chronic Disease" si conclude come il consumo elevato e generalizzato di zuccheri dovuto a un alimentazione disordinata, improvvisata e poco curata porta non solo a pericolosi picchi glicemici, ma anche a elevati livelli di ipertensione.
E questo si sostiene nello studio con un effetto più marcato rispetto all'influenza diretta di un eccesso di sale.

Anzi la tendenza a premunirsi consumando più cibi confezionati e industriali a basso contenuto di sodio potrebbe indurre l'organismo a stimolarne ancora di più il consumo aumentando pericolosamente le quantità di calorie, grassi e zuccheri ben poco salutari.
In ultima analisi questa ultima ricerca sembra indicare che la priorità in caso di ipertensione andrebbe data prima alla riduzione degli zuccheri complessivi preoccupandosi solo in un secondo momento dell'apporto di sale.

Una tesi particolare che aspetta altre conferma e che nel complesso non convince completamente, i danni del sale sono tangibili e ben documentati.
Dal nostro punto di vista ribadisce piuttosto l'estrema importanza di seguire un alimentazione quotidiana curata e attenta che privilegi in primo luogo tutta la categoria degli alimenti vegetali, possibilmente biologici, il più frequentemente a crudo e quando cucinati seguendo metodi rispettosi della composizione nutrizionale e preventiva del cibo.

Come gli zuccheri possono diventare ben più pericolosi rispetto all'indiziato numero uno, il sale.

Una nuova ricerca sembra ricalcare in parte le tesi della precedente notizia che abbiamo messo in risalto in questa sezione mettendo in discussione le responsabilità dell'assunzione di sale rispetto alle dinamiche che ruotano intorno alla pressione sanguigna.

Se nell'analisi uscita sull’American Journal of Hypertension si evidenziava come i fattori più critici rispetto all'ipertensione fossero il sovrappeso e la cattiva alimentazione, la ricerca pubblicata sull'American Journal of Cardiology mette sotto accusa direttamente gli zuccheri consumati quotidianamente.

Intendendo come zuccheri tutte le sostanze dirette come i dolcificanti classici e quelle (molto più pericolose) assimilate che passano dalle bevande gassose alla moda, ai succhi di frutta, ai cibi industriali, ai dolci e a molto altro.

Mentre è bene ricordare a grandi caratteri che gli zuccheri offerti dalla natura tramite frutta, verdura, cereali e legumi hanno tutt'altra influenza sull'organismo e sono, invece, assolutamente indispensabili e da incentivare nel consumo.

La tesi sostenuta in questa ricerca condotta negli Stati Uniti presso il Saint Luke's Mid America Heart Institute di Kansas City è che lo zucchero, inteso come genere alimentare più che come alimento diretto, potrebbe essere il responsabile di un eccessivo stimolo dell'ipotalamo con un conseguente aumento del battito cardiaco e della pressione.

Leggendo il report della ricerca dal titolo "An Unsavory Truth: Sugar, More than Salt, Predisposes to Hypertension and Chronic Disease" si conclude come il consumo elevato e generalizzato di zuccheri docuto a un alimentazione disordinata, improvvisata e poco curata porta non solo a pericolosi picchi glicemici, ma anche a elevati livelli di ipertensione.

E questo si sostiene nello studio con un effetto più marcato rispetto all'influenza diretta di un eccesso di sale.

Anzi la tendenza a premunirsi consumando più cibi confezionati e industriali a basso contenuto di sodio potrebbe indurre l'organismo a stimolarne ancora di più il consumo aumentando pericolosamente le quantità di calorie, grassi e zuccheri ben poco salutari.

In ultima analisi questa ultima ricerca sembra indicare che la priorità in caso di ipertensione andrebbe data prima alla riduzione degli zuccheri complessivi preoccupandosi solo in un secondo momento dell'apporto di sale.

Una tesi particolare che aspetta altre conferma e che nel complesso non convince completamente, i danni del sale sono tangibili e ben documentati.

Dal nostro punto di vista ribadisce piuttosto l'estrema importanza di seguire un alimentazione quotidiana curata e attenta che privilegi in primo luogo tutta la categoria degli alimenti vegetali, possibilmente biologici, il più frequentemente a crudo e quando cucinati seguendo metodi rispettosi della composizione nutrizionale e preventiva del cibo.

Gli Articoli dello Chef. 

Gli articoli dello Chef Giuseppe Capano sul numero di ottobre di Cucina Naturale

Entriamo in autunno con la bella rivista di cucina che ospitiamo all'interno del nostro spazio, oggi esce infatti il nuovo numero di ottobre di Cucina Naturale come sempre ricco di contenuti estremamente interessanti.
Prevalgono ovviamente tutti i prodotti stagionali tipici di questi mesi a cominciare dalla zucca, le nocciole, i funghi, le mele e tanto altro.

Ma non di sola cucina pratica si parla, c'è ad esempio la bella riflessione di Franco Travaglini sul perché chi si permette di truffare all'interno della filiera del biologico non paga abbastanza o non viene perseguito come dovrebbe.
Considerando anche il danno di immagine su un metodo di coltivazione dalla saggezza infinita è notevole e i pretesti facili che fornisce a tutti quelli che questo metodo lo osteggiano da sempre.

Per fortuna il mondo del biologico, a parte questi brutti episodi truffaldini, sta vivendo un momento magico di crescita e diffusione, ne parla nei dettagli la brava direttrice Venetia Villani.

Vediamo invece cosa a firma dello Chef Giuseppe Capano trovate su questo numero.
Il primo servizio è una scuola di cucina sulla tecnica del vapore, la tecnica migliore che potete usare in assoluto e su cui lo Chef ha scritto un nuovo e illustratissimo libro uscito proprio in questo mese e di cui vi parleremo più diffusamente a breve.

Nell'articolo specifico troverete un menu a più portate per dare più possibilità di abbinamento sfruttando tutti i molteplici vantaggi che la cottura a vapore consente di ottenere.
Si perché con questa metodologia tutti i cibi posti in cottura raccolgono in se i profumi e gli aromi del liquido in ebollizione, conservano intatto il gusto di partenza, riducono al minimo la perdita di nutrienti, cedono, tramite scioglimento, la componente grassa, richiedono una dose di condimento finale non eccessiva.
In particolare, fatto estremamente positivo, spesso non hanno bisogno di essere neanche salati o richiederne una quantità molto minima.

Come ho già ricordato è una tecnica di cottura fortemente consigliabile con cui è possibile cuocere di tutto, dai comuni antipasti a sorprendenti dolci dalla consistenza unica, si tratta solo di seguire con attenzione le poche regole pratiche di base.

Nel secondo articolo all'interno dello spazio sulle ricette leggere sono presenti tre golosissimi dessert a base di frutta tutti caratterizzati per la presenza del cioccolato.
Consumare frutta a crudo con tutto il pieno potenziale di nutrienti che contiene, esaltarne profumi e dolcezza naturale con una fase di marinatura delicata, arricchire di una nota golosa a base di cioccolato, mantenere una certa leggerezza di fondo con il minor numero di calorie e grassi possibili.

Sono questi i cardini dei tre dessert a base di pere e mele proposti e che dell'autunno appena iniziato sfruttano due dei frutti stagionali migliori che solo in questo periodo hanno intatta tutta la loro aromaticità e consistenza.
Preparazioni semplici e con quel particolare dato dal cioccolato che le rende irresistibili anche ai più piccoli che potranno, vista anche l'assenza quasi totale di cotture, aiutare a realizzare loro stessi i dolcetti.

Cucina Naturale di ottobre: Benvenuto autunno goloso!
Il cambio di stagione segna l'arrivo sulla tavola di prodotti che arricchiscono i piatti di gusto, ma anche di benefiche proprietà. La zucca è la regina indiscussa delle Ricette di stagione di questo numero che spaziano dalla polenta ai cannelloni, per concludere con una deliziosa crema catalana.
Non potevano mancare i risotti. I nostri della Cucina veloce sono rapidi da preparare e con la frutta del periodo: mele, pere, noci, castagne. Nel servizio anche consigli per riutilizzare gli avanzi e 4 golosi dessert di riso. Viva le nocciole! Buone, versatili e preziose per mantenerci in bellezza e salute, come spiega Marco Bianchi in Tutti a tavola! Le ritroviamo nel menu creativo e vegan della Cucina Sfiziosa. Mentre la Scuola di cucina illustra suggerimenti tecnici e i pregi di una perfetta cottura a vapore per tutte le portate. Ma non c'è autunno senza funghi: eccoli cucinati in svariati modi in una carrellata di ricette 100% vegetali. Per chi è attento alla linea il cioccolato non è più un tabu. Scopritelo con le nostre Ricette leggere. E per perdere peso, tanti preziosi consigli e una dieta settimanale tutta vegetale. La specialista in Scienza dell'alimentazione Renata Alleva spiega poi come mantenere sana la flora intestinale e di conseguenza tutto il corpo in salute.
"Cucina Naturale ci ha aiutato molto a rispettare la stagionalità e a utilizzare cereali e verdure" ci ha confidato Sandra Bonzi, nostra affezionata lettrice e moglie di Claudio Bisio, nell'intervista che trovate questo mese.

 Cucina Naturale è disponibile in edicola (a 3,40 euro) o in abbonamento nella tradizionale versione cartacea. O in PDF, sempre a 3,40 euro, per una comoda e immediata lettura e archiviazione su Pc, anche in versione sfogliabile su iPad!

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