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Jun 25, 2019 Last Updated 5:38 AM, Jun 21, 2019

Ingredienti per 8 persone:

  • 300 g di fragole,
  • 60 g di burro,
  • 90 g di zucchero di canna,
  • 3 uova,
  • 80 g di nocciole sgusciate e tostate,
  • 80 g di farina di riso,
  • 8 g di lievito per dolci

Preparazione

  1. Lavare le fragole intere, asciugarle parzialmente e solo dopo eliminare il picciolo verde, tagliarle in piccoli cubetti.
  2. Ammorbidire il burro e in una ciotola montarlo a crema con lo zucchero di canna, aggiungete le uova una alla volta fino a inglobarla in maniera uniforme.
  3. Aggiungere le nocciole frullate finemente e successivamente la farina di riso con il lievito setacciato, mescolare bene e incorporare le fragole.
  4. Trasferire in piccoli pirottini da forno e cuocere nel forno caldo a 160 gradi per 15-20 minuti circa.

Ingredienti per 4 persone:

  • 50 g di mandorle sgusciate e pelate,
  • 1 cucchiaio di buccia di limone grattugiata,
  • 6-700 g circa (in base al tipo di raccolto e agli scarti) di getti apicali di luppolo selvatico,
  • 320 g di ciriole di semola o trenette normali,
  • 2 spicchi d’aglio,
  • 12 pomodori secchi sottolio,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Preparazione

  1. Tostare le mandorle nel forno caldo a 160 gradi in un pentolino a calore basso per 5 minuti circa, raffreddarle e tritarle finemente, preparare la buccia di limone.
  2. Mondare e lavare con molta cura i getti apicali del luppolo selvatico conservando solo i primi 10-12 cm circa, lessarli in abbondante acqua bollente salata per circa 5 minuti, scolarli con una schiumarola e nell’acqua di cottura lessare al dente la pasta.
  3. Sbucciare e tritare l’aglio, rosolarlo velocemente con 4 cucchiai abbondanti di olio, aggiungere il luppolo e lasciarlo insaporire per 5 minuti bagnandolo con un poco di acqua di cottura della pasta.
  4. Aggiungere i pomodori sottolio tagliati in striscioline e le mandorle tritate, scolare la pasta non troppo asciutta e saltarla nella padella del luppolo, distribuirla nei piatti e cospargerla con la buccia di limone grattugiata.

Cucinare è sempre una bellissima esperienza, consente di realizzare preparazioni che sanno soddisfare se stessi e gli altri, aiuta a trovare un proprio equilibrio interiore grazie alla stimolazione continua della creatività, per molti è fonte di serenità, una sorta di disciplina del benessere a 360 gradi.

L’aspetto più interessante è che tutto questo è possibile realizzarlo anche utilizzando pochi elementi, le combinazioni sono molteplici grazie al fatto che una buona cucina è sempre dotata di una buona dispensa di base che fa da supporto alla lavorazione degli ingredienti scelti.

C’è, infatti, una complementarità forte tra la cucina intesa come struttura di lavorazione con tutti gli strumenti del caso e le risorse alimentari minime che in cucina devono necessariamente essere presenti, pensiamo all’olio extravergine di oliva senza il quale sarebbe impossibile realizzare molti piatti.

È su questa precisa traccia che si muove il libro, l’obbiettivo è dimostrare concretamente come una volta stabilità una organizzazione di partenza in termini di ingredienti di base universali conservati in dispensa diventa molto semplice preparare ottimi piatti e ricette a volte anche solo aggiungendo un solo ingrediente appositamente acquistato fresco.

Semplicità è la parola chiave di fondo e nelle tante ricette presenti nel libro tutto questo viene dimostrato ampiamente toccando ogni tipologia di preparazione possibile.

Massimo Montanari, uno dei migliori storici dell’alimentazione in assoluto, in un intervento di qualche anno fa su una rivista di consumatori raccontava come “La complessità non si addice alle identità culinarie: le ardite sperimentazioni concettuali e tecnologiche dei cuochi di grido, di grande interesse intellettuale e scientifico, sono espressioni artistiche dal sapore inevitabilmente individuale. La quotidianità del mangiare si muove in spazi diversi, appunto quelli della semplicità, della ripetibilità, della condivisione collettiva”
Montanari prosegue nella riflessione aggiungendo “……se arte è esprimere e comunicare un’idea non banale, aggiungere valore e sentimento alla banalità di una fetta di pane condita col pomodoro è anch’essa una forma, forse estrema, di arte e di poesia”.

Questi aspetti relativi al cucinare sono cardini imprescindibili, la semplicità non è mai incapacità elaborativa, piuttosto grande capacità di sintesi e utilizzo intelligente delle risorse a disposizione in un quadro ottimale di utilizzo pieno delle energie presenti in un dato momento.

La cucina dello Chef Giuseppe Capano si basa molto spesso sulla semplicità, abbinare 3-4 ingredienti contando su alcuni pilastri di fondo che sono imprescindibili.
Il primo come già accennato è il condimento di base tassello essenziale nella costruzione di un piatto, qui il riferimento non può essere altro che l’olio derivato dalle olive che nella formulazione extravergine è l’espressione più alta di un condimento dalle mille opportunità di abbinamento e valorizzazione con le altre materie prime.

Altri pilastri sono le erbe aromatiche e le spezie, i tanti semi che la natura ci offre, la frutta secca che è un elemento altamente strategico quanto a volte mal utilizzato e diverse altre cose che in questo libro sono evidenziate descrivendo a grandi linee la loro fisionomia e consiglio di utilizzo.

Sono questi gli ingredienti che costantemente dovrebbero essere presenti nella dispensa di una cucina e fare da supporto a tutto il resto quando ci si approccia ai fornelli, con una base ben strutturata basta acquistare e reperire freschi 1, 2, 3 al massimo 4 ingredienti e senza problemi si possono realizzare ottime ricette dalla grande soddisfazione organolettica finale.

Oltre a questo ci sono altre considerazioni che rendono la cucina semplice un elemento estremamente importante da valutare in profondità, spesso è infatti funzionale a esaltare fattori che rimangono nascosti alle apparenze.
Fattori legati magari al valore nutritivo, alla funzione preventiva degli alimenti, all’equilibrio delle sostanze energetiche presenti, al corretto rapporto cibo e beneficio psicofisico indotto.

Elementi che per molti sono assolutamente secondari e quindi non evidenti se visti solo con gli occhi di chi si aspetta sempre elaborazioni spinte e particolareggiate.
Dietro l’apparente semplicità o banalità di un piatto si celano spesso pensieri, ricerche e strade molto elaborate, concetti profondi, intuizioni di spessore oppure semplicemente la volontà di tutelare l’anima intera di uno o più ingredienti senza che lavorazioni eccessive la rendano meno evidente.

In ultimo consideriamo anche che si tratta di una cucina alla portata di tutti e da tutti usufruibile senza grandi problematiche o difficoltà, veloce, sbrigativa, ecologica e funzionale.
L’unica incombenza è saper organizzare per tempo la propria dispensa personale e lo spazio di lavoro, in questo vi guida il libro insieme a tante buonissime ricette golose, sane e ricche di tante sostanze benefiche per l’organismo tutte accompagnate da splendide foto.

 

 

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