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Aug 26, 2019 Last Updated 9:21 AM, Aug 22, 2019

Cucinare è sempre una bellissima esperienza, consente di realizzare preparazioni che sanno soddisfare se stessi e gli altri, aiuta a trovare un proprio equilibrio interiore grazie alla stimolazione continua della creatività, per molti è fonte di serenità, una sorta di disciplina del benessere a 360 gradi.

L’aspetto più interessante è che tutto questo è possibile realizzarlo anche utilizzando pochi elementi, le combinazioni sono molteplici grazie al fatto che una buona cucina è sempre dotata di una buona dispensa di base che fa da supporto alla lavorazione degli ingredienti scelti.

C’è, infatti, una complementarità forte tra la cucina intesa come struttura di lavorazione con tutti gli strumenti del caso e le risorse alimentari minime che in cucina devono necessariamente essere presenti, pensiamo all’olio extravergine di oliva senza il quale sarebbe impossibile realizzare molti piatti.

È su questa precisa traccia che si muove il libro, l’obbiettivo è dimostrare concretamente come una volta stabilità una organizzazione di partenza in termini di ingredienti di base universali conservati in dispensa diventa molto semplice preparare ottimi piatti e ricette a volte anche solo aggiungendo un solo ingrediente appositamente acquistato fresco.

Semplicità è la parola chiave di fondo e nelle tante ricette presenti nel libro tutto questo viene dimostrato ampiamente toccando ogni tipologia di preparazione possibile.

Massimo Montanari, uno dei migliori storici dell’alimentazione in assoluto, in un intervento di qualche anno fa su una rivista di consumatori raccontava come “La complessità non si addice alle identità culinarie: le ardite sperimentazioni concettuali e tecnologiche dei cuochi di grido, di grande interesse intellettuale e scientifico, sono espressioni artistiche dal sapore inevitabilmente individuale. La quotidianità del mangiare si muove in spazi diversi, appunto quelli della semplicità, della ripetibilità, della condivisione collettiva”
Montanari prosegue nella riflessione aggiungendo “……se arte è esprimere e comunicare un’idea non banale, aggiungere valore e sentimento alla banalità di una fetta di pane condita col pomodoro è anch’essa una forma, forse estrema, di arte e di poesia”.

Questi aspetti relativi al cucinare sono cardini imprescindibili, la semplicità non è mai incapacità elaborativa, piuttosto grande capacità di sintesi e utilizzo intelligente delle risorse a disposizione in un quadro ottimale di utilizzo pieno delle energie presenti in un dato momento.

La cucina dello Chef Giuseppe Capano si basa molto spesso sulla semplicità, abbinare 3-4 ingredienti contando su alcuni pilastri di fondo che sono imprescindibili.
Il primo come già accennato è il condimento di base tassello essenziale nella costruzione di un piatto, qui il riferimento non può essere altro che l’olio derivato dalle olive che nella formulazione extravergine è l’espressione più alta di un condimento dalle mille opportunità di abbinamento e valorizzazione con le altre materie prime.

Altri pilastri sono le erbe aromatiche e le spezie, i tanti semi che la natura ci offre, la frutta secca che è un elemento altamente strategico quanto a volte mal utilizzato e diverse altre cose che in questo libro sono evidenziate descrivendo a grandi linee la loro fisionomia e consiglio di utilizzo.

Sono questi gli ingredienti che costantemente dovrebbero essere presenti nella dispensa di una cucina e fare da supporto a tutto il resto quando ci si approccia ai fornelli, con una base ben strutturata basta acquistare e reperire freschi 1, 2, 3 al massimo 4 ingredienti e senza problemi si possono realizzare ottime ricette dalla grande soddisfazione organolettica finale.

Oltre a questo ci sono altre considerazioni che rendono la cucina semplice un elemento estremamente importante da valutare in profondità, spesso è infatti funzionale a esaltare fattori che rimangono nascosti alle apparenze.
Fattori legati magari al valore nutritivo, alla funzione preventiva degli alimenti, all’equilibrio delle sostanze energetiche presenti, al corretto rapporto cibo e beneficio psicofisico indotto.

Elementi che per molti sono assolutamente secondari e quindi non evidenti se visti solo con gli occhi di chi si aspetta sempre elaborazioni spinte e particolareggiate.
Dietro l’apparente semplicità o banalità di un piatto si celano spesso pensieri, ricerche e strade molto elaborate, concetti profondi, intuizioni di spessore oppure semplicemente la volontà di tutelare l’anima intera di uno o più ingredienti senza che lavorazioni eccessive la rendano meno evidente.

In ultimo consideriamo anche che si tratta di una cucina alla portata di tutti e da tutti usufruibile senza grandi problematiche o difficoltà, veloce, sbrigativa, ecologica e funzionale.
L’unica incombenza è saper organizzare per tempo la propria dispensa personale e lo spazio di lavoro, in questo vi guida il libro insieme a tante buonissime ricette golose, sane e ricche di tante sostanze benefiche per l’organismo tutte accompagnate da splendide foto.

 

 

Rimane l'avocado un frutto davvero straordinario per le ampie possibilità creative che offre in cucina grazie alla sua polpa incredibilmente polivalente, le diverse consistenze con cui è possibile usarla e la cremosità che può offrire, base di eccellenti preparazioni salate e dolci.

Se poi andiamo oltre la sola cucina scopriamo come questa polpa porta in dote una carico ancora più prezioso di sostanze utili alla salute, non a caso dalla ricerca internazionale è un continuo di scoperte e conferme in questo senso.

Di un frutto così prezioso è sempre risultato strano però che le altre parti oltre la polpa non esprimessero altrettante doti e proprietà, pensiamo per esempio alla particolare buccia o al grande seme interno.

Ci hanno pensato gli studiosi del Center for Plant and Mushroom Foods for Health della Penn State University a portare alla ribalta proprio il seme svelando una serie di risvolti positivi e benefici.

Si è partiti da un uso già consolidato del seme come fonte primaria di un estratto utilizzato come colorante alimentare arancione di cui si era già notata la tendenza a limitare la produzione di mediatori pro infiammatori.

Approfondendo le verifiche e le sperimentazioni queste doti non solo sono state confermate, ma hanno suggerito ai ricercatori la possibilità di ampliare ancora di più il potenziale antiinfiammatorio della sostanza.

In prospettiva soprattutto come concreto aiuto per le problematiche che ruotano intorno all’artrite e a tutte le tante altre degenerazioni organiche scatenate da situazioni di infiammazione cronica.

Potremmo avere presto quindi un nuovo e potente antinfiammatorio derivato dal magico frutto dell'avocado grazie al suo seme di cui probabilmente si arriveranno presto a scoprire nuove e interessanti proprietà!

A livello produttivo abbiamo a disposizione una lunga lista di verdure a foglia verde da consumare a crudo per il piacere di ritrovare freschezza e gusto da declinare secondo i condimenti che più possono soddisfare il palato personale.

Tra tutte le verdure a foglia verde quella che sicuramente rimane l'insalata di riferimento per tutte le preparazioni di questo tipo è la lattuga conosciuta praticamente da tutti.

Non una singola varietà però perché sul mercato sotto questa denominazione ci sono diverse tipologie che è sempre opportuno non confondere, ma conoscere almeno nei loro tratti salienti singolarmente perché solo in apparenza sono uguali le une alle altre.

Essendo un argomento molto vasto qui ci si limita a segnalare le varietà principali sapendo che tante altre sono presenti a livello locale: la Trocadero, la Meraviglia di inverno e estate, la Regina di maggio, quella brasiliana meglio nota come Iceberg, la Batavia, la Canasta, la notissima Romana a cespo lungo con diverse varianti locali, la Gentilina, la Lollo.

Lo scopo di questo breve articolo non è esaminarle tutte nei loro dettagli, piuttosto mettere in evidenza come questo diffuso ortaggio non sia una sola cosa da usare in maniera indistinta visto che in una preparazione scegliere una tipologia piuttosto che un'altra può cambiare molto il risultato finale.

La nota interessante a livello nutrizionale e di salute è che tutte hanno comunque in comune un interessante quadro funzionale che ne fa capire bene l'importanza all'interno della dieta quotidiana.

Sono ad esempio un eccellente alimento reidratante contenendo ben il 95% di sostanza in acqua, consumare una buona insalata è un modo perfetto per portare liquidi sani all'organismo e lo è ancora di più in estate o in presenza di climi caldi dove il consumo di altri alimenti più secchi può portare in parallelo al consumo di bevande spesso poco salutari.

Oltre all’acqua però abbiamo anche un abbondanza di betacarotene, pectine, acido folico, vitamine A, B, C, E, minerali importanti come calcio, magnesio, potassio, ferro, tante e preziose fibre che sono un vero toccasana per l'intestino.

Un insieme di elementi che portano grande vantaggio al cuore e all’apparato cardiovascolare nel suo complesso con una buon controllo dell’efficienza e regolarità del battito cardiaco, aiuto attivo nella gestione della pressione sanguigna, dei livelli di colesterolo nel sangue e smaltimento dei grassi dannosi all’organismo che passano attraverso il filtro del fegato.

Ci sono poi spiccate proprietà sedative e carminative utili in caso di gastrite e colite grazie all’inulina presente che calma le turbolenze intestinali di vario tipo contribuendo attivamente al lavoro della flora intestinale.

Il suo consumo è spesso gradevole quando sono presenti insieme tante altre verdure crude, ma anche come sola verdura fresca principale la lattuga può far fare un figurone a chi si cimenta in cucina ed essere estremamente gradevole e stuzzicante come in questa ricetta presente nella nostra sezione insalate!

 

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