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Oct 16, 2019 Last Updated 7:36 AM, Oct 12, 2019

Ingredienti per 4 persone:

  • 320 g di spaghetti,
  • 2-3 peperoni rossi,
  • 1 cucchiaino di buccia di limone grattugiata,
  • 1 rametto di rosmarino fresco,
  • cannella in polvere,
  • olio extravergine d'oliva,
  • sale

Un nuovo studio evidenzia l'influenza degli stili di vita corretti sulla riduzione di assunzione della quantità di farmaci in terapia.

Per chi ancora crede che l'esercizio fisico abbia una scarsa importanza rispetto a una patologia invasiva come il diabete di tipo 2 riportiamo una delle ultime ricerche più interessanti che ha addirittura preso in esame un'attività fisica ad alta intensità.

Un po' a sorpresa perché spesso ci si sente consigliare un movimento moderato precludendo magari la voglia da parte dei pazienti di impegnarsi in discipline di un certo tipo.

La ricerca, invece, condotta in Danimarca e pubblicata su JAMA ha dimostrato che la presenza di un'attività ad alta densità portata avanti insieme a un controllo attento della dieta ha tangibili effetti positivi.

Non tanto sulla riduzione del livello di glucosio nel sangue quanto piuttosto sulla diminuzione della quantità di farmaci assunti per abbassamento del glucosio che portano con se effetti collaterali non di poco conto

Come ha relazionato Mathias Ried-Larsen, del Copenhagen University Hospital, primo autore dello studio "Anche se i farmaci sono efficaci nell'abbassare i valori dell'emoglobina glicata nei pazienti con diabete di tipo 2, sono anche associati a potenziali interazioni farmacologiche avverse, a disagi, ad aumento dei costi economici e a una diminuzione della qualità della vita. Sono necessari interventi di stile di vita in grado di mantenere il controllo glicemico almeno nella stessa misura del farmaco".

Per verificare l'incidenza in positivo dell'attività fisica sono stati confrontati due gruppi di pazienti con diabete tipo 2 non insulino-dipendente e con diagnosi da meno di 10 anni.

In uno sono stati introdotti elementi correttivi sullo stile di vita come l'attività fisica, un altro è stato lasciato con la normale terapia standard, ma entrambi hanno continuato a usufruire delle cure di prassi senza alcuna differenza con consulenze individuali e mirate alla loro specificità.

Le correzioni allo stile di vita hanno visto la presenza di 5-6 interventi di allenamento aerobico settimanale con frequenza da 30 a 60 minuti intramezzate a sessioni con allenamento di resistenza, oltre a una strategia dietetica tesa a circoscrivere l'indice di massa corporea a 25 o meno.

La riduzione dei farmaci per l'abbassamento del glucosio ha riguardato ben il 73,5% dei partecipanti compresi nel gruppo sottoposto a attività fisica specifica e dieta controllata, mentre più modesta è stata la riduzione nel gruppo di confronto.

Da una singola ricerca non si possono certo trarre conclusioni definitive, ma certamente è un altro tassello che rinforza l'importanza degli stili di vita rispetto al diabete di tipo 2 soprattutto per quanto riguarda dieta e attività fisica.

Un dibattito acceso dopo l'ultima ricerca in ordine di tempo che nulla toglie all'importanza di consumare un'alta dose di vegetali per stare in salute.

Tre, cinque o dieci, ormai è questa la domanda principale che ci si pone quando si affronta il discorso della quantità ideale di vegetali da consumare giornalmente in termini di porzioni, una prassi di prevenzione a fortissima valenza sulla salute dell'organismo.
La campagna storica lanciata molti anni fa dopo la valutazione attenta di una lunga serie di affidabili studi in materia proponeva con dati molto attendibili il consumo di almeno 5 porzioni di vegetali al giorno, comprendenti principalmente frutta, verdura, legumi.

Una indicazione che è appunta diventata una lunga e meritevole campagna di sensibilizzazione nei confronti della popolazione a fronte dell'aumento esponenziale di una serie di patologie strettamente legate con l'alimentazione a cominciare dai tumori.
Nel frattempo altri studi osservazionali hanno via via aggiunto nuovi scenari e tesi rispetto al numero di porzioni, ma in particolare si è trattato di discutere su quanto e cosa rappresentava una porzione per garantire l'introito sufficiente di componenti protettive.

Intorno a febbraio di quest'anno un nuovo studio inglese cambiava di molto la prospettiva sostenendo che le porzioni in realtà necessarie per una buona copertura dovevano essere addirittura il doppio, cioè dieci.
L'ultima ricerca sull'argomento condotta dalla McMaster University di Hamilton, in Canada e pubblicata su The Lancet, discussa e analizzata al recente congresso della Società europea di cardiologia a Barcellona ha, invece, abbassato a tre il numero di porzioni necessarie.

insalata alle doppie mele con spinaci nocciole e bacche di gojiI ricercatori hanno analizzato con cura i dati dello studio Pure (Prospective Urban Rural Epidemiology) basato su 18 diversi Paesi, quindi con un ampio spettro di situazioni specifiche.
Dal confronto si è visto che gli individui, seguiti per una media di sette anni e mezzo, che consumavano abitualmente da tre a quattro porzioni al giorno di legumi, vegetali e frutta, per un totale di circa 4-500 grammi riportavano un rischio di mortalità decisamente inferiore quantificabile intorno al 22%.

La combinazione migliore è risultata dalle analisi quella che vede la presenza di circa 125 grammi rispettivi frutta e verdura e oltre 150 grammi per i legumi, mentre consumi nettamente maggiori di questi non hanno rilevato differenze significative.
Di fronte a questi dati contrastanti bisogna fare dal punto di vista della cucina del benessere alcune osservazioni importanti anche perché la strategia di determinate porzioni di vegetali da consumare giornalmente è storicamente legata alla campagna contro i tumori per il semplice motivo che dal punto di vista alimentare questa semplice abitudine ha effetti tangibili e di forte contrasto rispetto a questa devastante patologia.

La prima osservazione è in realtà confortante, nel senso che tutto sommato è un bene che si continui a parlare della questione essendo estremamente importante e strategica per la nostra salute.
La seconda è pura questione di buonsenso, giocare con i numeri ha poca utilità semplicemente perché entrano in gioco molti altri fattori che sono paralleli all'alimentazione, le condizioni ambientali in cui si vice, il proprio stile di vita, la predisposizione genetica e diverse altre cose.
Quello che è un gran bene è il rimarcare il ruolo dei vegetali in generale nel panorama della dieta giornaliera e il ruolo estremamente importante che ha di riflesso la sana e buona cucina delle verdure, un cucina che porta tanta salute insieme a tanto godimento per il palato.

Il nostro consiglio è quindi quello di non giocare tanto con i numeri quanto piuttosto divertirsi a giocare in cucina, trovare il tempo che ingiustamente si afferma di non trovare, rinunciare a quelle cose che non sono poi così importanti per il benessere e la salute, degustare con consapevolezza le porzioni della prevenzione, come in questa bellissima e buonissima ricetta!!!

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