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Mar 18, 2019 Last Updated 11:35 PM, Mar 17, 2019

Conoscere i linguaggi della cucina

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I messaggi lanciati dal corpo e la loro importanza interpretativa.   

La lettura di questo libro, per molti versi non facile, è estremamente stimolante e utile se come si dovrebbe sempre fare ci si sforza di capire il proprio mondo e quello altrui con una visione a 360 gradi e non con la comodità di guardare le vicende della vita solo dal proprio sicuro angolo di visuale da dove nascosti crediamo di sentirci più sicuri e liberi.

Di per se il libro non avrebbe in teoria alcuna attinenza con la cucina e la salute, gli alimenti per dirne una non sono minimamente menzionati.
Così non è però, chi lavora in cucina sa bene che i linguaggi che si usano sono diversificati, non esiste un unico linguaggio e quello verbale non è l'unico modo di insegnare o interpretare i messaggi che arrivano dagli altri.

Ancora prima della parola ci sono evidenze "evidenti" (perdonateci il gioco verbale) e ci sono atteggiamenti illuminanti per chi sa guardare.
Ciò che esprime il corpo di un cuoco al lavoro, il suo modo di stare davanti al cibo, di impugnare uno strumento, di muoverlo in maniera armonica o disarmonica, il piegare le spalle davanti a una difficoltà operativa piuttosto che a una novità alimentare o tecnologica sono messaggi molto forti.

E molto utili per capire il chi si ha di fronte sapendo così plasmare meglio le proprie doti professionali di insegnamento, coordinamento e collaborazione, pur sapendo che sbagliare è sempre possibile malgrado i messaggi in apparenza chiari e precisi.
E proprio per sbagliare meno o limitare i margini di errata valutazione che un libro di questo tipo può tornare utile.

Forse dispersivo in alcuni passaggi, ma estremamente dettagliato nell'esaminare tutto quello che il corpo sa comunicare e dire.
Ad esempio c'è un capitolo sui polsi, ora è possibile che si sorrida davanti alla opportunità di discutere e analizzare una parte del corpo che riteniamo spesso semplicemente ininfluente e superflua a livello comunicativo.

E invece proprio nella cucina, durante le lavorazioni di cucina, i movimenti del polso sono estremamente comunicativi e da come si sa o non si sa muovere una padella facendo rigirare una pietanza, piuttosto che saltare una crespella, far roteare un cucchiaio, interpretare il giusto movimento del mescolare, del mettere in azione una frusta per inglobare più aria possibile con il minor dispendio energetico, proprio da questo si capiscono un infinità di cose.
Che poi bisogna saper tradurre in valutazioni e qui possono mancare gli strumenti valutativi che ad esempio in questo libro abbondano.

Il valore grande del libro è proprio in questo, nell'aiuto che sa dare per migliorare le proprie capacità di comprensione e di valutazione, senza che questo sia una sorta di assoluta verità.
Perché oltre al corpo ci sono molti altri linguaggi da tenere in considerazione.

Di seguito la presentazione ufficiale.

Il nostro corpo è ben più chiacchierone di quanto non si creda. I gesti, le mimiche e i tic sono altrettanti modi di rivelare le nostre emozioni: quelle che si desidera trasmettere così come quelle che si preferirebbe mantenere per sé.
Questo linguaggio, definito come non verbale, rappresenta più del novanta per cento della nostra comunicazione con gli altri. Le parole stesse non contano che per il dieci per cento!
È anche un linguaggio universale: poco importa la cultura alla quale apparteniamo, poiché i riflessi di comunicazione, inscritti nei nostri geni, ci sono stati trasmessi dai primati umani milioni di anni fa.
Le mani dell'interlocutore si muovono nella vostra direzione?
E queste ginocchia che si agitano, che cosa significano?
L'autore, specialista della comunicazione non verbale, vi insegna a decifrare i messaggi del corpo.

 

Per l'acquisto e approfondimenti:

http://www.tecnichenuove.com/il-linguaggio-universale-del-corpo.html

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