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Jun 25, 2019 Last Updated 5:38 AM, Jun 21, 2019

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

La strada per fare questo poggia sostanzialmente su due piedistalli fondamentali: l'alimentazione giusta e la corretta attività fisica.
Per completezza bisogna aggiungere che per fare in modo che il colesterolo non sia un elemento drammaticamente determinante per il peggiorare delle condizioni di salute in relazione ai fattori di aumento del rischio cardiovascolare esiste un terzo importante piedistallo, ovvero l'eliminazione degli altri fattori destabilizzanti come fumo, obesità e ipertensione.

prevenire il colesteroloL'alimentazione in questa ottica può svolgere due ruoli essenziali: fare in modo di controllare meglio la naturale produzione di colesterolo da parte dell'organismo tramite la scelta di un opportuno regime alimentare; selezionare e escludere alla fonte quegli alimenti che contengono troppo colesterolo in favore di quelli che ne contengono poco o nulla.

All'opzione farmaco si dovrebbe arrivare solo quando tutte le altre strade correttive intraprese non hanno portato ad alcun risultato valido o in presenza di una condizione fisica complessiva compromessa e la persistenza di altri fattori di rischio cardiovascolare.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Aumentano il colesterolo

Diminuiscono il colesterolo

Eccesso ponderale

Condizioni di normopeso

Dieta raffinata ricca di zuccheri semplici e povera di fibre

Dieta ricca di carboidrati complessi e fibre

Alimenti ricchi in grassi animali e acidi grassi saturi

Alimenti ricchi di acidi grassi insaturi (oli vegetali, pesci, ecc)

Stile di vita sedentario

Cibi ricchi di sostanza antiossidanti (betacarotene, vitamina C ed E, ecc)

Condizioni di stress

Attività fisica e sportiva regolare

Carenza di sostanze antiossidanti nella dieta

 

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

La combinazione di alimenti integrali nella dieta più efficace della riduzione generalizzata dei grassi.

In una notizia riportata nella nostra sezione dedicata al diabete avevamo già visto come è oggi accertato che più della quantità di grassi ingeriti quello che conta è la qualità sommata a una serie di altri fattori.

Di recente si è arrivati a conclusioni analoghe con una profonda analisi che ha vagliato i dati relativi agli studi sull'impatto della dieta sulle malattie cardiache a partire dal 1957 fino a oggi, un arco temporale immenso per una ricerca e quindi estremamente attendibile.
Condotta dai ricercatori dell'University of Arizona College of Medicine e della Northwestern University dott. James E. Dalen e dott. Stephen Devries l'analisi revisionale, pubblicata sul The American Journal of Medicine, ha evidenziato chiaramente come le persone che seguivano nel tempo una dieta con elevate percentuali di alimenti integrali a dispetto delle quantità di grassi hanno beneficiato di una maggiore riduzione di morte per disturbi cardiovascolari.

In sostanza la conclusione è stata che l'apporto di fibre integrali, soprattutto derivanti da frutta fresca e secca, verdure, cereali e legumi ha un influenza e un importanza maggiore rispetto all'attenzione spasmodica e spesso ossessiva sui grassi come a lungo creduto dagli studiosi.

Con la precisazione che grassi si e anche discretamente abbondanti, ma di assoluta qualità e carica preventiva come l'insuperabile olio da olive.
In passato si cercavano di ridurre parametri tutt'ora importanti, come i livelli di colesterolo, circoscrivendo fortemente la dose di grassi ingerita, i risultati erano si diretti e consequenziali, ma sorprendentemente la riduzione di colesterolo e company non attenuava i tassi di morte per eventi cardiovascolari.
Come dichiarato dal coautore dello studio James E. Dalen ".....quasi tutti gli studi clinici negli anni '60 , '70 e '80 vertevano sul confronto di diete normali con quelle caratterizzate da una bassa assunzione di grassi totali, basso contenuto di grassi saturi, colesterolo basso e un aumento dei grassi polinsaturi....... .queste diete hanno fatto ridurre i livelli di colesterolo. Tuttavia, esse non hanno ridotto l'incidenza di infarto miocardico o morte per malattie coronariche».

Al contrario le diete a alta percentuale integrale, in particolare quelle che ricalcano lo stile mediterraneo, risultano di fatto più efficaci nel prevenire le malattie cardiache malgrado non diminuiscano in maniera particolare il colesterolo LDL.

L'altro coautore dell'analisi Stephen Devries della Divisione di Cardiologia, Northwestern University aggiunge "......la potenza di combinare singoli alimenti cardioprotettivi (tipica dello stile mediterraneo come i grassi monoinsaturi che si trovano nella frutta secca e si sommano a quelli dell'olio da olive, NdR) è notevole, e forse anche più forte di molti farmaci e procedure che sono state al centro della cardiologia moderna"...

In conclusione sulla base dei dati provenienti da diversi autorevoli studi i ricercatori affermano che è molto più rilevante e consigliabile spingere al consumo abbondante di un mix di alimenti integrali comprendente verdure, frutta, cereali integrali, noci e pesce, piuttosto che concentrarsi su una dieta povera di grassi poiché questo modello è più cardioprotettivo e in generale aiuta meglio a prevenire le malattie cardiache.

Un gustoso aiuto per contrastare il colesterolo

L'avena (Avena sativa) è un dei migliori cereali in chicchi che è possibile consumare con una certa frequenza date le sue notevoli qualità nutrizionali a beneficio della salute e del buon funzionamento dell'organismo.

Per quanto sia sgusciata e ripulita mantiene intatta in se la preziosa crusca e il germe interno garantendo un introito importante di fibre e importanti sostanze nutritive.

Può essere consumata sotto forma di classici chicchi a loro volta trasformabili in fiocchi facendoli passare tra lame di acciaio in modo da assumere una consistenza più densa e piacevole al palato o in farina ottima per pane e prodotti da forno.

Contiene ottime percentuali di manganese, selenio, fosforo, ferro e soprattutto magnesio un micro nutriente estremamente importante a livello di prevenzione.

Ma sono le fibre dell'avena ad avere un ruolo di prim'ordine rispetto alla salute grazie alla presenza di betaglucano sostanza estremamente efficace nel ridurre il livello di colesterolo come dimostrano i numerosi studi che hanno messo in relazione l'assunzione della crusca d’avena con i valori LDL riscontrati nel sangue dei pazienti che consumavano mediamente ogni giorno 3 g di fibra solubile in varie modalità.

 

Avena fiocchi CSI chicchi decorticati possono essere conservati abbastanza a lungo se riposti in un luogo asciutto e lontano dalla luce e da fonti di calore, farina e fiocchi hanno invece una tolleranza minore ed è preferibile consumarli in breve tempo senza fare scorte eccessive.

Una delle modalità di consumo più piacevoli in cucina è preparare i chicchi in squisite zuppe con magari la presenza di pesce.

Una traccia veloce che possiamo suggerirvi è quella di rosolare abbondanti porri, aggiungere delle seppie in grossi pezzi e l'avena in chicchi dopo averla ammollata per alcune ore.

Quindi profumare con alloro e pomodori pelati, cuocere per 45 minuti circa e completare con un poco di olio a crudo, poche gocce di succo di limone e del prezzemolo.

Ci auguriamo che gradirete, ma in ogni caso farete solo del bene al vostro organismo!

Se non in dosi eccessive non bisogna preoccuparsi della presenza di uova nella dieta per chi ha problemi di colesterolo.

Per molto tempo si è creduto che le persone soggette a alti livelli di colesterolo dovessero evitare tassativamente una serie di alimenti ritenuti nocivi, come le uova.

Sul tema colesterolo uova si sono scritte numerose pagine e portate avanti speculazioni a non finire, in moltissimi casi prive di alcun fondamento reale e provato basandosi più che altro su supposizioni, collegamenti, ipotesi, teorie.
Questo sia in ambito medico che puramente divulgativo disorientando molto chi doveva scegliere cosa e come mangiare.

Per fortuna sulle uova negli ultimi anni sono uscite molte e interessanti ricerche che hanno ridimensionato di molto i presunti danni di questo alimento mettendo in luce le sue reali peculiarità alimentari e tracciando una strada chiara e finalmente comprensibile per tutti.

Tutto nasce dal contenuto innato delle uova in colesterolo e dalla erronea equazione fatta da molti "tanto colesterolo nelle uova tanti danni alla salute", dimenticando a priori che il colesterolo di per se non è un veleno ma una sostanza essenziale per il corpo senza la quale ci sarebbero serie conseguenze vitali.

Uova delicate con salsina di pomodorini e formaggio 700x500 CSPer altro il cibo non è l'unico modo di introdurre colesterolo tanto che il nostro intelligente organismo lo produce da se se gli serve smentendo così l'errata convinzione che quello che abbiamo nel sangue sia collegato solo a quello che consumiamo.

Ritornando alle uova un recente studio portato avanti da studiosi del Karolinska Insitutet di Stoccolma ha esaminato una serie di criteri oggettivi valutando quante uova mediamente venivano consumate in Svezia su un campione rappresentativo di ben 38 mila uomini e 33 mila donne.

Oltre al consumo di uova negli stessi soggetti si è osservato il livello di complicazioni e patologie cardiovascolari avvenute nel corso di ben 13 anni, il tutto, infatti, rientrava in altri due più grandi studi nazionali tesi a indagare vari aspetti di vita della popolazione svedese.

I due dati incrociati non hanno mostrato alcuna correlazione tra il consumo di uova e situazioni di pericolo per la salute come l'infarto o l'ictus.

Questo studio conferma le conclusioni di precedenti ricerche concordi sulla necessità di rivedere le errate convinzioni del consumo di uova rispetto all'influenza sul colesterolo e altre funzioni organiche del corpo.

È dunque necessario chiarire come la moderata presenza di uova nella dieta non porta, da un punto di vista nutrizionale, particolari problematiche nella maggioranza delle persone.

L'attenzione va piuttosto riposta sui metodi di cottura e trattamento di questo alimento come di tutti gli alimenti in generale.
A conferma di questo arriva una recente ricerca pubblicata su Food Chemistry in cui si è osservato con chiarezza che uova cotte al forno per 40 minuti a calore troppo spinto (ovviamente in composti elaborati come i classici sformati) arrivano a perdere fino al 60% di vitamina D rispetto a cotture più brevi e con temperature meno alte.

Se quindi si vogliono consumare uova per sentirne pienamente il sapore e assimilare al meglio le sue sostanze nutritive servono tecniche di cottura più attente.

Come quella presente in questa invitante ricetta dove le uova sposano una profumata e squisita salsina rossa di pomodorini!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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