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Sep 19, 2019 Last Updated 8:57 AM, Sep 18, 2019

L'importanza di prevenire efficacemente anoressia e bulimia, consigli e regole utili.  

Le problematiche legate all'anoressia e alla bulimia possono portare molte preoccupazioni, difficoltà e disagi profondi sia per chi le subisce sia per chi deve assistere e aiutare chi è in difficoltà come è il caso di genitori che seguono i propri figli.

È un tema molto delicato e complesso quello dell'approccio degli adolescenti con il cibo, la loro visione in rapporto con il peso e i modelli sociali più nefasti e devastanti a cui purtroppo sono soggetti e in qualche modo risucchiati senza alcun rispetto.

Spiedini di involtini di zucchine scamorza e pomodorini con farro al basilico 700x500 CSTra anoressia e bulimia ci sono ampi oscillamenti di mille fattori diversi e chi è genitore si trova spesso nell'enorme difficoltà di capire la linea da seguire sia dal punto di vita comportamentale sia a tavola che rimane il perno di tutte queste dinamiche potenzialmente molto pericolose.

Di recente è uscito un importante documento preparato dall'Academy of Pediatrics che ha fornito da un lato un fotografia precisa della situazione e dall'altro preziosi consigli utili sia ai medici pediatrici sia alle famiglie alle prese con queste problematiche.

È uno strumento molto funzionale per capire come comportarsi e quali strategie portare avanti da cui sostanzialmente sono uscite alcune linee guida base.

  1. Fare in modo ogni volta che è possibile di consumare i pasti insieme ai figli preparando magari insieme a loro piatti e preparazioni fatte in casa e non comprate fuori evitando durante il consumo di accendere la televisione.
  2. Lasciare a portata di mano in maniera molto facile e semplice alimenti salutari come frutta, ortaggi, legumi, cereali integrali, acqua.
  3. Al contrario non tenere a disposizione bibite dolci di qualsiasi tipo, cibi industriali ricchi di carboidrati super raffinati e grassi nefasti, snack salati e calorici.
  4. Portare avanti uno stile di vita dinamico e attivo per tutta la famiglia.
  5. Attivare e mantenere ostante il concetto di porzione personale che va adottato alle caratteristiche soggettive.
  6. Mantenere un atteggiamento laico con il cibo senza fare classificazioni e distinzioni tra buoni e cattivi alimenti e senza imporre o indicare a forza modelli alimentari estremi.
  7. Non far diventare il cibo strumento di condizionamento educativo usandolo a mo di punizione, ricompensa o ricatto morale.

Oltre a tutto questo è indubbio che un elemento principale su cui prestare molta attenzione è l'intreccio speculativo tra diete dimagranti e peso, un rapporto ambivalente che può portare molti danni con se distorcendo completamente la realtà cognitiva dei ragazzi.

Rispetto alle diete va portata avanti un azione concreta di dissuasione a prescindere dalle condizioni fisiche a meno che non siano veramente estreme.

Non si tratta ovviamente di non portare avanti una strategia dietetica positiva, anzi ci devono essere precise cognizioni in questo senso, ma il tutto va affrontato con naturalezza e tranquillità senza citare o darne enfasi particolare.

Sul peso va fatto un analogo percorso cercando di non parlarne in senso assoluto, ne di quello degli adolescenti ne di quello degli adulti in senso esteso, questo per evitare di farlo diventare l'ossessione principale che si lega in maniera disastroso con l'immagine del corpo.

Una malsana idea fissa che nella mente dei più indifesi, condizionata profondamente dai modelli sociali, si lega al modello pseudo perfetto di magra silhouette, l'unica che si ritiene vincente e alla moda.

Un modello da contrastare opponendo una visione del corpo positiva legata alla propria soggettiva e personalità che è unica da individuo a individuo.

In generale quindi, sia a tavola che fuori contesto alimentare, bisogna dialogare e parlare delle dinamiche alimentari e costituzionali sempre in termini di positività evitando gli apprezzamenti negativi o enfatizzanti i presunti difetti.

Al contrario sono le abilità personali, le doti e le prerogative interiori a essere messe in primo piano sapendole sapientemente intrecciare con una buona strategia alimentare.

Contano poi anche semplici passaggi in cucina, come quello di abbinare insieme elementi nutrizionali che possono comporre un quadro equilibrato facendo in modo che a livello di presentazione la preparazione culinaria sia accattivante e invogliante.

Come in questo eccellente esempio alla portata di tutti!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La scarsa percezione del pericolo da parte dei genitori e i rischi interconnessi.

Il problema del sovrappeso dipende anche da come viene visto e affrontato da piccoli, per meglio dire da come i genitori sottovalutano aspetti fisici del bambino che invece dovrebbero indurre a intervenire preventivamente.

Due recenti ricerche, la prima europea la seconda statunitense, hanno messo in risalto come spesso le mamme dei bambini in evidente stato di sovrappeso non vedono letteralmente i chili di troppo e addirittura nel 40% dei casi ritengono che i propri figli siano sottopeso!

Rimane forte ancora una convinzione del passato che voleva l'abbondanza di grasso come segno di salute e felice crescita nell'abbondanza del cibo e del sano mangiare.

Lo studi statunitense pubblicato su Pediatrics rivela come la consapevolezza del grasso in eccesso sia quasi nulla quando i bimbi hanno meno di 5 anni per poi aumentare con la crescita e lo sviluppo nel momento in cui appare chiaro che i chili di troppo non spariscono per magia, ma si stabilizzano nel migliore dei casi, mentre nel peggiore aumentano in maniera esponenziale.

Vi è poi una sorta di discriminazione rispetto al sesso perché in genere i maschi sovrappeso rispetto alle femmine sono visti in positivo in quanto ricalcano l'errata immagine di individui forti in quanto abbondanti in massa.

Non in tutti i genitori per fortuna, colpisce però che gli adulti già in sovrappeso o obesi non abbiano alcuna capacità di valutazione critica rispetto alla crescita dei propri figli e questo malgrado siano apparentemente coscienti della negatività del loro personale stato di salute.

Non è un problema da poco, essere in sovrappeso nei primi anni di età aumenta fino a cinque volte le probabilità di esserlo sia nell'adolescenza che nell'età adulta.

Una situazione che spiega drammaticamente il perché dell'aumento impressionante di casi di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari in bambini e adolescenti.

È necessario da questo punto di vista un impegno forte e costante dei genitori nel sollecitare i figli ad alimentarsi in maniera corretta consumando il più alto numero di frutta e verdura e diminuendo al minimo dolci, bibite, merende confezionate e cibi precotti.

Il tutto portando avanti in parallelo un adeguata attività fisica favorendo la predisposizione di ogni bambino verso uno sport piuttosto che un gioco attivo e partecipe lontano dalle mura domestiche.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Alcuni consigli utili per renderli protagonisti a natale.

Natale sta arrivando. Luci scintillanti, colori e sapori tipici invadono le strade delle nostre città e con essi la voglia di rendere felici le persone che amiamo.
Sono i bambini che attendono con maggiore ansia e gioia il Natale, sperando che Babbo Natale possa accontentare tutte le loro richieste.
Natale è soprattutto la loro festa e, per vedere illuminarsi i loro sorrisi, gli adulti sono ben disposti a spendere qualcosa in più, nonostante i tempi di crisi.

Ma Natale non è solo doni. Il rischio principale per le famiglie e che la festa di Natale si trasformi in una corsa frenetica al regalo all'ultima moda, al giocattolo più tecnologico che non faccia sfigurare i nostri bambini rispetto ai loro compagni di classe.
I piccoli di casa, da parte loro, rischiano di considerare il Natale solo come un'occasione per ricevere regali, perdendo il senso autentico della festa, che dovrebbe tradursi nella voglia di stare insieme e di condividere momenti di pura gioia con la propria famiglia e i propri cari.
Come fare quindi a coinvolgere i bambini nell'attendere il Natale in modo sano?

Bimba in cucina 500x340 CSCucinare con i bambini per educarli al Natale.
Un modo per coinvolgere i bambini e trasmettergli il significato più autentico del Natale è cucinare con loro i piatti tipici della tradizione natalizia.
Come la Dottoressa Daniela Lucini, Responsabile Sezione di Medicina dell'Esercizio e Patologie funzionali dell'Ospedale Humanitas argomenta - "Non solo cucinare ma anche fare la spesa per i pranzi del Natale è certamente un'attività educativa alla base dei processi in grado di cambiare gli stili di vita dei bambini. È possibile coinvolgerli nella preparazione dei piatti della tradizione ma a basso contenuto di grassi, oppure con ingredienti alternativi".

Cucinare con i nostri bambini a Natale diventa quindi un modo alternativo per trascorrere del tempo con loro e per educarli ad una sana alimentazione, trasmettendo loro l'idea che mangiare in modo sano non significa necessariamente mangiare piatti poveri di gusto ma che il gusto del cibo che mangiamo dipende solo dagli ingredienti che si utilizzano, dalla qualità e quantità che se ne utilizzano.
Cucinando e mangiando i cibi preparati con le loro mani, i bambini capiranno la differenza tra i prodotti industriali e preconfezionati e i cibi fatti in casa, privi di conservanti e molto più nutrienti: i cibi preparati con le loro mani ne usciranno sicuramente vittoriosi.

È importante far comprendere che si può mangiare e cucinare in modo sano anche a Natale, attraverso un'attenta scelta degli ingredienti e delle ricette, che privilegeranno l'utilizzo dell'olio extravergine di oliva, dei prodotti freschi e della cottura al forno in sostituzione delle fritture.
I bambini potranno divertirsi ad esempio nella preparazione di allegre composizioni di frutta nelle forme che richiamano il Natale, realizzando con mandarini, kiwi, ananas e altro dei piccoli Babbo Natale o di pizze a forma di albero di Natale, da decorare con spinaci lessati, mozzarella, pomodori o carote.

Un altra idea carina è la realizzazione di un pupazzo di neve con il semplice riso bollito e della salsa di pomodoro come vedete simpaticamente in foto!
Le proprietà dei cibi freschi e sani sono tantissime e i benefici vanno dal miglioramento delle difese immunitarie, ai benefici sulla pelle, sulla circolazione, sulla salute delle ossa.
Per conoscere e approfondire le proprietà dei cibi freschi e scegliere i migliori alimenti da includere nel vostro menù di Natale, potete consultare il parere e i consigli di alcuni esperti presenti in questi siti:

Staibene.it
Almeglio.it
Fondazioneveronesi.it

Quanto una corretta alimentazione può favorire la resa scolastica e il buon sonno notturno nei ragazzi.
L'esperienza di vita a scuola è un momento impegnativo sia per i piccoli o ragazzi sia per i genitori che devono organizzarsi su tutta una serie di fronti per supportare al meglio la crescita culturale dei figli che si spera sia la migliore possibile in una fase di sviluppo importante.

Un elemento comune a tutti i genitori e che a volte genera molta preoccupazione è cosa fare mangiare ai propri figli per fornirgli quelle risorse energetiche utili, sane e vantaggiose a superare al meglio l'impegno scolastico dell'intera giornata tra i banchi.
È una domanda questa che ha sensibilizzato anche numerosi ricercatori e gli studi in merito condotti negli anni sono assai numerosi.
Tutti hanno cercato di capire cosa e come può essere più funzionale dal punto di vista alimentare alla resa scolastica dei ragazzi.

Pesce gratinato su pomodori alla calabrese 970x600 CSUna delle ultime ricerche pubblicate su Appetite ha coinvolto più di 4200 studenti tra gli 8 e i 15 anni arrivando a una serie interessante di considerazioni.
Per prima cosa la verdura è risultata essere la componente a maggiore incidenza positiva sui ragazzi, una notizia davvero bella e rilevante.

La sua influenza benefica è probabilmente dovuta alla presenza di sostanze antiossidanti e composti bioattivi che migliorano le funzionalità cognitive.
A seguire la frutta e l'importante momento della prima colazione che non deve essere mai saltata ne trascurata, mentre (e su questo non c'è nulla di che sorprendersi) bibite zuccherate e prodotti similari si sono dimostrati i peggiori elementi rispetto alla resa scolastica.
Una buona alimentazione per i ragazzi deve però favorire anche il loro sonno notturno e in questa ottica è bene non appesantire troppo il pasto serale magari con abbondanti dosi di pasta e carboidrati.
Una presenza di quote proteiche facilmente digeribili sommate a una buona dose di verdura e la presenza di elementi fortemente salutari come la frutta secca può essere una buona soluzione.
Anche se magari su questo fronte serve poi trovare pratiche soluzioni di cucina, quello che vi forniamo noi ad esempio in questa semplice e pratica ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Evitare di far diventare il cibo un premio fin dai primi anni di età.

L'influenza della sfera emotiva sul consumo di cibo e l'alterazione percettiva della sensazione reale di fame in favore di un surrogato che poco ha a che fare con le reali esigenze dell'organismo è la base di ogni degenerazione comportamentale alimentare.

Un meccanismo ben conosciuto che ha portato al diffondersi in maniera esponenziale il problema dell'obesità e in generale del sovrappeso, a loro volta responsabili di una lunga serie di patologie.

Ma da quando si instaura in un individuo questa alterazione visto che è difficile credere nasca già predisposto a questo?

Una prima risposta interessante, anche se da confrontare e approfondire, arriva da uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.

A un gruppo di oltre quaranta unità formate da genitori e figli sono stati forniti una serie di questionari e sono stati osservati con l'intenzione di capire tra i dati scritti dagli stessi e i comportamenti osservati quanto l'emotività legata al momento di consumo del cibo arrivava a influenzare i bambini stessi e soprattutto da che età cominciavano a instaurarsi i primi danni permanenti.

Si è visto in maniera preoccupante come già dai tre anni di età il fatto di legare il consumo del cibo ai comportamenti che i genitori volevano indurre nei bambini (tipico esempio la concessione di un dolce carico di zuccheri e grassi in cambio di un preciso atteggiamento comportamentale) portava nel giro di poco tempo a devianze alimentari ben più gravi.

Così tra i 5 e i 7 anni i sintomi di fame nervosa incontrollata che porta a consumare cibo senza avere realmente fame possono già essere palesi e variamente gravi portando direttamente poi sulla strada dell'obesità e sovrappeso.

La conclusione degli studiosi è stata che i genitori che controllano eccessivamente l'assunzione di cibo per bambini potrebbero involontariamente insegnare ai bambini stessi a contare su cibi gradevoli per far fronte alle emozioni negative, superare difficoltà emotive momentanee o accontentare persone a loro superiori.

Considerando poi che gli stessi genitori responsabili di questa devianza sono poi gli stessi che rimproverano ai loro figli le scelte alimentari sbagliate c'è da riflettere molto sul comportamento da tenere con i bimbi fin dai primi anni di età cercando di coinvolgere il meno possibile il cibo nella sfera emotiva e comportamentale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

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Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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