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Mar 25, 2019 Last Updated 10:18 AM, Mar 23, 2019

Quanto una corretta alimentazione può favorire la resa scolastica e il buon sonno notturno nei ragazzi.
L'esperienza di vita a scuola è un momento impegnativo sia per i piccoli o ragazzi sia per i genitori che devono organizzarsi su tutta una serie di fronti per supportare al meglio la crescita culturale dei figli che si spera sia la migliore possibile in una fase di sviluppo importante.

Un elemento comune a tutti i genitori e che a volte genera molta preoccupazione è cosa fare mangiare ai propri figli per fornirgli quelle risorse energetiche utili, sane e vantaggiose a superare al meglio l'impegno scolastico dell'intera giornata tra i banchi.
È una domanda questa che ha sensibilizzato anche numerosi ricercatori e gli studi in merito condotti negli anni sono assai numerosi.
Tutti hanno cercato di capire cosa e come può essere più funzionale dal punto di vista alimentare alla resa scolastica dei ragazzi.

Pesce gratinato su pomodori alla calabrese 970x600 CSUna delle ultime ricerche pubblicate su Appetite ha coinvolto più di 4200 studenti tra gli 8 e i 15 anni arrivando a una serie interessante di considerazioni.
Per prima cosa la verdura è risultata essere la componente a maggiore incidenza positiva sui ragazzi, una notizia davvero bella e rilevante.

La sua influenza benefica è probabilmente dovuta alla presenza di sostanze antiossidanti e composti bioattivi che migliorano le funzionalità cognitive.
A seguire la frutta e l'importante momento della prima colazione che non deve essere mai saltata ne trascurata, mentre (e su questo non c'è nulla di che sorprendersi) bibite zuccherate e prodotti similari si sono dimostrati i peggiori elementi rispetto alla resa scolastica.
Una buona alimentazione per i ragazzi deve però favorire anche il loro sonno notturno e in questa ottica è bene non appesantire troppo il pasto serale magari con abbondanti dosi di pasta e carboidrati.
Una presenza di quote proteiche facilmente digeribili sommate a una buona dose di verdura e la presenza di elementi fortemente salutari come la frutta secca può essere una buona soluzione.
Anche se magari su questo fronte serve poi trovare pratiche soluzioni di cucina, quello che vi forniamo noi ad esempio in questa semplice e pratica ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Il ruolo dell'alimentazione e dei genitori. 

L'Istituto di ricerche mediche di Harvard riporta una notizia molto preoccupante sulla salute e sul futuro dei più piccoli e su cui tutti noi adulti abbiamo enormi responsabilità oggettive.
Analisi e osservazioni incrociate hanno portato a stabilire come ci sia stato negli ultimi anni un incremento del 27% di diabete, apnea notturna, pressione alta e dolori articolari a carico dei più piccoli e dei giovani di età compresa dagli 8 ai 17 anni.

Anche se i dati sembrano riguardare per gran parte la popolazione degli Stati Uniti non bisogna illudersi che la problematica non tocchi anche tanti altri paesi considerati evoluti, come la stessa Italia.

La causa non è difficile da individuare i ricercatori ne hanno messo ben in evidenza l'origine: un'alimentazione ad alta percentuale di grassi con eccessi continui di sale, dosi di zuccheri raffinati spropositati e abbondanza di conservanti chimici di ogni tipo.

Un quadro complessivo quindi in cui si nota un carico calorico elevatissimo a fronte di uno scarso movimento e dispendio energetico con il corollario di dosi insignificanti di frutta e verdura e l'influenza nefasta del consumo di cibi e bibite industriali rese ulteriormente attraenti dal basso costo economico.

Facile capire in questo quadro come la lunga mano delle catene di fastfood che hanno creato veri e propri luoghi di aggregazione giovanile abbiano una grave responsabilità diretta.
Così per i genitori diventa una dura, durissima battaglia quella di rendere famigliare ai bambini il gusto del cibo vero a base dei prodotti della terra di fronte a un palato ormai "drogato" dagli aromi artificiali contenuti nei cibi confezionati.

Alcuni consigli utili per renderli protagonisti a natale.

Natale sta arrivando. Luci scintillanti, colori e sapori tipici invadono le strade delle nostre città e con essi la voglia di rendere felici le persone che amiamo.
Sono i bambini che attendono con maggiore ansia e gioia il Natale, sperando che Babbo Natale possa accontentare tutte le loro richieste.
Natale è soprattutto la loro festa e, per vedere illuminarsi i loro sorrisi, gli adulti sono ben disposti a spendere qualcosa in più, nonostante i tempi di crisi.

Ma Natale non è solo doni. Il rischio principale per le famiglie e che la festa di Natale si trasformi in una corsa frenetica al regalo all'ultima moda, al giocattolo più tecnologico che non faccia sfigurare i nostri bambini rispetto ai loro compagni di classe.
I piccoli di casa, da parte loro, rischiano di considerare il Natale solo come un'occasione per ricevere regali, perdendo il senso autentico della festa, che dovrebbe tradursi nella voglia di stare insieme e di condividere momenti di pura gioia con la propria famiglia e i propri cari.
Come fare quindi a coinvolgere i bambini nell'attendere il Natale in modo sano?

Bimba in cucina 500x340 CSCucinare con i bambini per educarli al Natale.
Un modo per coinvolgere i bambini e trasmettergli il significato più autentico del Natale è cucinare con loro i piatti tipici della tradizione natalizia.
Come la Dottoressa Daniela Lucini, Responsabile Sezione di Medicina dell'Esercizio e Patologie funzionali dell'Ospedale Humanitas argomenta - "Non solo cucinare ma anche fare la spesa per i pranzi del Natale è certamente un'attività educativa alla base dei processi in grado di cambiare gli stili di vita dei bambini. È possibile coinvolgerli nella preparazione dei piatti della tradizione ma a basso contenuto di grassi, oppure con ingredienti alternativi".

Cucinare con i nostri bambini a Natale diventa quindi un modo alternativo per trascorrere del tempo con loro e per educarli ad una sana alimentazione, trasmettendo loro l'idea che mangiare in modo sano non significa necessariamente mangiare piatti poveri di gusto ma che il gusto del cibo che mangiamo dipende solo dagli ingredienti che si utilizzano, dalla qualità e quantità che se ne utilizzano.
Cucinando e mangiando i cibi preparati con le loro mani, i bambini capiranno la differenza tra i prodotti industriali e preconfezionati e i cibi fatti in casa, privi di conservanti e molto più nutrienti: i cibi preparati con le loro mani ne usciranno sicuramente vittoriosi.

È importante far comprendere che si può mangiare e cucinare in modo sano anche a Natale, attraverso un'attenta scelta degli ingredienti e delle ricette, che privilegeranno l'utilizzo dell'olio extravergine di oliva, dei prodotti freschi e della cottura al forno in sostituzione delle fritture.
I bambini potranno divertirsi ad esempio nella preparazione di allegre composizioni di frutta nelle forme che richiamano il Natale, realizzando con mandarini, kiwi, ananas e altro dei piccoli Babbo Natale o di pizze a forma di albero di Natale, da decorare con spinaci lessati, mozzarella, pomodori o carote.

Un altra idea carina è la realizzazione di un pupazzo di neve con il semplice riso bollito e della salsa di pomodoro come vedete simpaticamente in foto!
Le proprietà dei cibi freschi e sani sono tantissime e i benefici vanno dal miglioramento delle difese immunitarie, ai benefici sulla pelle, sulla circolazione, sulla salute delle ossa.
Per conoscere e approfondire le proprietà dei cibi freschi e scegliere i migliori alimenti da includere nel vostro menù di Natale, potete consultare il parere e i consigli di alcuni esperti presenti in questi siti:

Staibene.it
Almeglio.it
Fondazioneveronesi.it

La scarsa percezione del pericolo da parte dei genitori e i rischi interconnessi.

Il problema del sovrappeso dipende anche da come viene visto e affrontato da piccoli, per meglio dire da come i genitori sottovalutano aspetti fisici del bambino che invece dovrebbero indurre a intervenire preventivamente.

Due recenti ricerche, la prima europea la seconda statunitense, hanno messo in risalto come spesso le mamme dei bambini in evidente stato di sovrappeso non vedono letteralmente i chili di troppo e addirittura nel 40% dei casi ritengono che i propri figli siano sottopeso!

Rimane forte ancora una convinzione del passato che voleva l'abbondanza di grasso come segno di salute e felice crescita nell'abbondanza del cibo e del sano mangiare.

Lo studi statunitense pubblicato su Pediatrics rivela come la consapevolezza del grasso in eccesso sia quasi nulla quando i bimbi hanno meno di 5 anni per poi aumentare con la crescita e lo sviluppo nel momento in cui appare chiaro che i chili di troppo non spariscono per magia, ma si stabilizzano nel migliore dei casi, mentre nel peggiore aumentano in maniera esponenziale.

Vi è poi una sorta di discriminazione rispetto al sesso perché in genere i maschi sovrappeso rispetto alle femmine sono visti in positivo in quanto ricalcano l'errata immagine di individui forti in quanto abbondanti in massa.

Non in tutti i genitori per fortuna, colpisce però che gli adulti già in sovrappeso o obesi non abbiano alcuna capacità di valutazione critica rispetto alla crescita dei propri figli e questo malgrado siano apparentemente coscienti della negatività del loro personale stato di salute.

Non è un problema da poco, essere in sovrappeso nei primi anni di età aumenta fino a cinque volte le probabilità di esserlo sia nell'adolescenza che nell'età adulta.

Una situazione che spiega drammaticamente il perché dell'aumento impressionante di casi di diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari in bambini e adolescenti.

È necessario da questo punto di vista un impegno forte e costante dei genitori nel sollecitare i figli ad alimentarsi in maniera corretta consumando il più alto numero di frutta e verdura e diminuendo al minimo dolci, bibite, merende confezionate e cibi precotti.

Il tutto portando avanti in parallelo un adeguata attività fisica favorendo la predisposizione di ogni bambino verso uno sport piuttosto che un gioco attivo e partecipe lontano dalle mura domestiche.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Suggerimenti e consigli per gestire la dieta dei bimbi durante l'intera giornata.

Spesso si sottovaluta l'alimentazione dei bambini che vengono lasciati accudire ai nonni nelle settimane e nei mesi in cui la scuola è chiusa, sia in estate che durante l'anno scolastico, e per loro si respira piena aria di vacanza anche restando semplicemente in un'altra casa.

I nonni sono bravissimi in genere e sono una risorsa estremamente preziosa per i genitori impegnati ancora con il loro lavoro, ma in particolare sono fonte di crescita sociale importante per i piccoli con tutte le loro conoscenze accumulate e le esperienze vissute che nessun computer o gioco elettronico può neanche lontanamente fornire.

La dieta a tavola e quella "fuori tavola", cioè i frequenti spuntini concessi senza troppe riflessioni pur di accontentare i piccoli, sono però un punto debole su cui i nonni spesso si muovono un po' alla cieca memori dei loro passati percorsi che in diversi casi non sono proprio adeguati al contesto particolare.

Abbiamo da un lato una certa titubanza su cosa far consumare nei pasti principali rimanendo in linea con i canoni di una sana e preventiva alimentazione, naturalmente sempre di gusto, dall'altro le indecisioni sulla gestione degli extra dolci e grassi fuori pasto.

Una realtà confermata da una recente ricerca pubblicata su International Journal of Obesity condotta in Ingilterra in cui si è visto che i piccoli affidati ai nonni avevano all'età di tre anni ben il 34% in più di probabilità di essere sovrappeso.

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 700x500 CSLo studio evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

È utile allora fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che soprattutto nel periodo estivo assume un importanza particolare.

Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell'obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se "molto in carne".

Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!

La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po' con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l'idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.

Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno "abbastanza".

Allo stesso tempo evitare che nell'arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.

Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.

A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.

Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.

E visto che servono idee pratiche a tavola ecco una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti, un bel banco di prova se i bimbi non hanno mai gustato certi sapori che sono comunque in linea con la loro sensibilità e sete di conoscenza.

 Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

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Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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