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Feb 23, 2020 Last Updated 7:39 PM, Feb 21, 2020

L'importanza di prevenire efficacemente anoressia e bulimia, consigli e regole utili.  

Le problematiche legate all'anoressia e alla bulimia possono portare molte preoccupazioni, difficoltà e disagi profondi sia per chi le subisce sia per chi deve assistere e aiutare chi è in difficoltà come è il caso di genitori che seguono i propri figli.

È un tema molto delicato e complesso quello dell'approccio degli adolescenti con il cibo, la loro visione in rapporto con il peso e i modelli sociali più nefasti e devastanti a cui purtroppo sono soggetti e in qualche modo risucchiati senza alcun rispetto.

Spiedini di involtini di zucchine scamorza e pomodorini con farro al basilico 700x500 CSTra anoressia e bulimia ci sono ampi oscillamenti di mille fattori diversi e chi è genitore si trova spesso nell'enorme difficoltà di capire la linea da seguire sia dal punto di vita comportamentale sia a tavola che rimane il perno di tutte queste dinamiche potenzialmente molto pericolose.

Di recente è uscito un importante documento preparato dall'Academy of Pediatrics che ha fornito da un lato un fotografia precisa della situazione e dall'altro preziosi consigli utili sia ai medici pediatrici sia alle famiglie alle prese con queste problematiche.

È uno strumento molto funzionale per capire come comportarsi e quali strategie portare avanti da cui sostanzialmente sono uscite alcune linee guida base.

  1. Fare in modo ogni volta che è possibile di consumare i pasti insieme ai figli preparando magari insieme a loro piatti e preparazioni fatte in casa e non comprate fuori evitando durante il consumo di accendere la televisione.
  2. Lasciare a portata di mano in maniera molto facile e semplice alimenti salutari come frutta, ortaggi, legumi, cereali integrali, acqua.
  3. Al contrario non tenere a disposizione bibite dolci di qualsiasi tipo, cibi industriali ricchi di carboidrati super raffinati e grassi nefasti, snack salati e calorici.
  4. Portare avanti uno stile di vita dinamico e attivo per tutta la famiglia.
  5. Attivare e mantenere ostante il concetto di porzione personale che va adottato alle caratteristiche soggettive.
  6. Mantenere un atteggiamento laico con il cibo senza fare classificazioni e distinzioni tra buoni e cattivi alimenti e senza imporre o indicare a forza modelli alimentari estremi.
  7. Non far diventare il cibo strumento di condizionamento educativo usandolo a mo di punizione, ricompensa o ricatto morale.

Oltre a tutto questo è indubbio che un elemento principale su cui prestare molta attenzione è l'intreccio speculativo tra diete dimagranti e peso, un rapporto ambivalente che può portare molti danni con se distorcendo completamente la realtà cognitiva dei ragazzi.

Rispetto alle diete va portata avanti un azione concreta di dissuasione a prescindere dalle condizioni fisiche a meno che non siano veramente estreme.

Non si tratta ovviamente di non portare avanti una strategia dietetica positiva, anzi ci devono essere precise cognizioni in questo senso, ma il tutto va affrontato con naturalezza e tranquillità senza citare o darne enfasi particolare.

Sul peso va fatto un analogo percorso cercando di non parlarne in senso assoluto, ne di quello degli adolescenti ne di quello degli adulti in senso esteso, questo per evitare di farlo diventare l'ossessione principale che si lega in maniera disastroso con l'immagine del corpo.

Una malsana idea fissa che nella mente dei più indifesi, condizionata profondamente dai modelli sociali, si lega al modello pseudo perfetto di magra silhouette, l'unica che si ritiene vincente e alla moda.

Un modello da contrastare opponendo una visione del corpo positiva legata alla propria soggettiva e personalità che è unica da individuo a individuo.

In generale quindi, sia a tavola che fuori contesto alimentare, bisogna dialogare e parlare delle dinamiche alimentari e costituzionali sempre in termini di positività evitando gli apprezzamenti negativi o enfatizzanti i presunti difetti.

Al contrario sono le abilità personali, le doti e le prerogative interiori a essere messe in primo piano sapendole sapientemente intrecciare con una buona strategia alimentare.

Contano poi anche semplici passaggi in cucina, come quello di abbinare insieme elementi nutrizionali che possono comporre un quadro equilibrato facendo in modo che a livello di presentazione la preparazione culinaria sia accattivante e invogliante.

Come in questo eccellente esempio alla portata di tutti!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Quanto il consumo regolare e equilibrato della prima colazione influenza il comportamento dei piccoli.

Saltare la prima colazione o consumarla in maniera errata è un problema di salute che ha ben noto conseguenze negative fisicamente e psicologicamente.

Questo assunto vale per tutti, ma in particolare ha un influenza pesante sui piccoli e gli adolescenti che non hanno possibilità di controllare con efficacia il resto dei pasti per controbilanciare in maniera efficace scompensi e mancanze (anche se in verità questo succede ugualmente a molti adulti).

Da un punto di vista fisico forse è facile capire lo compenso che può avvenire in un bambino che non consuma una sana prima colazione, ma purtroppo conseguenze forse ancora più nefaste si hanno rispetto alla sfera psicologica.

Almeno questo è quello che risulta da uno studio che ha preso in esame i dati ottenuti dall'Eastern Ontario 2011 Youth Risk Behaviour Survey, un'indagine trasversale regionale condotta in Canada sulle scuole e gli studenti delle classi medie e superiori (11-20 anni) di cinque contee dell'Ontario.

Le abitudine alimentari sul consumo della prima colazione da parte di questi ragazzi sono stati incrociati con gli episodi di bullismo, vittimismo, depressione, comportamenti a rischio e stato socio-economico individuale.

Il risultato è stato che la prima colazione consumata con regolarità e equilibrio consentiva ai ragazzi un migliore controllo dello stato emotivo personale nei confronti di situazioni sociali a rischio.

Un elemento sui cui riflettere con attenzione da parte dei genitori.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

La relazione tra alimentazione, dieta e peso dei bimbi e il ruolo dei legumi come fonte proteica.

Da sempre i legumi, tutti i legumi che sono una vastissima categoria anche se spesso in molti purtroppo ne conoscono giusto 1-2 varietà, sono uno dei pilastri della buona e sana cucina.

I motivi sono molteplici, intanto la relativa facilità nel conservarli, l'estrema praticità di conservazione una volta secchi, la loro trasportabilità a prescindere dalle condizioni climatiche, la loro resa da prodotto secco a quello rinvenuto e cotto e nell'epoca moderna la loro vastissima diffusione grazie al metodo dell'inscatolamento e precottura.

I legumi sono alimenti ricchi di tante cose spesso piccole e con nomi strani che racchiudono elisir di buona salute e di contrasto a numerose patologie tra cui una cospicua dose di proteine sostanze importanti da sempre, ma oggi al centro dell'attenzione per via di errate mode alimentari moderne che nelle proteine vedono la soluzione ai problemi di sovrappeso e una scorciatoia pericolosa per dimagrire velocemente senza considerare gli effetti collaterali.

Chi propaganda questa visione sul massiccio introito di proteine nella dieta è spesso un puro speculatore che fonda le sue tesi e i suoi guadagni economici sulla pelle delle persone che ingenuamente cercano soluzioni alle loro problematiche di peso, danni spesso invalidanti e pesanti a cui l'organismo fa fatica a reagire.

Lenticchie rosse in salsa profumate alla salvia con riso 700x500 CSE non è raro che i danni non solo ricadano sugli adulti, ma arrivano a portare effetti nefasti anche sui bimbi che devono affrontare in molti casi una relazione conflittuale con il cibo.

Uno studio recentissimo pubblicato su Medicine ha esaminato la relazione tra alimentazione, dieta e peso di quasi 400 bambini e pre-adolescenti Italiani scoprendo un dato eclatante rispetto alla convinzione comune della bontà di consumare abbondanti proteine e pochi carboidrati!

In sostanza i piccoli in sovrappeso o obesi consumavano alte percentuali di proteine nella dieta, soprattutto di origine animale, mentre quelli normopeso il contrario ricalcando più fedelmente i dettami della dieta mediterranea basata generalmente su cereali, frutta, verdura, legumi, semi e molto altro del mondo vegetale alimentare.

Secondo i ricercatori il dato di relazione è molto marcato e chiaro e dimostrerebbe come in realtà la demonizzazione dei carboidrati portata avanti in questi anni è del tutto errata.

Le proteine sono comunque importanti per chiunque e da sempre si sa che quelle di origine vegetale, sostanzialmente da cereali e legumi, sono quelle generalmente da preferire per limitare un abuso e migliorare l'efficienza di assimilazione alimentare.

Il problema nei bimbi è piuttosto quello di far accettare di buon grado il consumo dei legumi e spesso in questo senso sono gli stessi genitori a essere il peggior esempio possibile.

Ciò non toglie che anche per i piccoli i legumi rivestono una grande e strategica importanza e in qualche modo vanno trovate soluzioni pratiche, buone, colorate e intelligenti per farglieli consumare!

Una stuzzicante soluzione pratica si trova in questa ricetta che con estrema semplicità dimostra come preparare uno dei tanti piatti buoni che con i legumi è possibile fare, per bimbi e grandi!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Nel redigere le ricette di un libro destinato coinvolgere i bambini in cucina bisogna tenere presente le difficoltà operative che ci si trova a sperimentare nel quotidiano dei fornelli di casa alle prese con esigenze alimentari in continuo mutamento.

E’ necessario prestare attenzione sia alle necessità fisiologiche del bambino, sia all’importanza del gusto e del sapore dei cibi, aspetto chiave per educare, far provare nuovi piaceri e soddisfare anche il palato degli adulti.

Calibrare le ricette su due persone, un adulto e un bambino, anche se non è la situazione più frequente in famiglia è molto utile per facilitare l’organizzazione dei pasti. Nelle dosi, infatti, per aiutare a calcolare facilmente l’aumento di grammature in caso siano presenti più di due soggetti, si possono segnalare tra parentesi le proporzioni di un adulto più quelle di un bambino in modo che in base a quanti adulti e a quanti bambini ci sono sia più facile calcolare la spesa complessiva.

la cucina per i bimbiNaturalmente per gli adulti i riferimenti di peso arrivano ad essere sempre abbastanza precisi, per i bambini sono ovviamente più indicativi e dipendenti dalle abitudine e caratteristiche dei piccoli, quindi da filtrare secondo la propria esperienza diretta.

Grande importanza può avere poi aggiungere nelle noti finali suggerimenti su come arricchire la ricetta per bambini più grandi, su quali ingredienti alternativi è possibile usare, sulle variazioni di gusto o presentazione che è possibile effettuare per migliorare il piatto, sugli eventuali trucchi e accorgimenti pratici da adottare.

Ultima chicca è segnalare quali sono i passaggi delle ricette che possono essere fatti insieme ai bambini, un modo per coinvolgerli maggiormente in un percorso di crescita utile a sollecitare tutti i sensi a disposizione.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "La La Cucina per i Bimbi"

 

Quanto una corretta alimentazione può favorire la resa scolastica e il buon sonno notturno nei ragazzi.
L'esperienza di vita a scuola è un momento impegnativo sia per i piccoli o ragazzi sia per i genitori che devono organizzarsi su tutta una serie di fronti per supportare al meglio la crescita culturale dei figli che si spera sia la migliore possibile in una fase di sviluppo importante.

Un elemento comune a tutti i genitori e che a volte genera molta preoccupazione è cosa fare mangiare ai propri figli per fornirgli quelle risorse energetiche utili, sane e vantaggiose a superare al meglio l'impegno scolastico dell'intera giornata tra i banchi.
È una domanda questa che ha sensibilizzato anche numerosi ricercatori e gli studi in merito condotti negli anni sono assai numerosi.
Tutti hanno cercato di capire cosa e come può essere più funzionale dal punto di vista alimentare alla resa scolastica dei ragazzi.

Pesce gratinato su pomodori alla calabrese 970x600 CSUna delle ultime ricerche pubblicate su Appetite ha coinvolto più di 4200 studenti tra gli 8 e i 15 anni arrivando a una serie interessante di considerazioni.
Per prima cosa la verdura è risultata essere la componente a maggiore incidenza positiva sui ragazzi, una notizia davvero bella e rilevante.

La sua influenza benefica è probabilmente dovuta alla presenza di sostanze antiossidanti e composti bioattivi che migliorano le funzionalità cognitive.
A seguire la frutta e l'importante momento della prima colazione che non deve essere mai saltata ne trascurata, mentre (e su questo non c'è nulla di che sorprendersi) bibite zuccherate e prodotti similari si sono dimostrati i peggiori elementi rispetto alla resa scolastica.
Una buona alimentazione per i ragazzi deve però favorire anche il loro sonno notturno e in questa ottica è bene non appesantire troppo il pasto serale magari con abbondanti dosi di pasta e carboidrati.
Una presenza di quote proteiche facilmente digeribili sommate a una buona dose di verdura e la presenza di elementi fortemente salutari come la frutta secca può essere una buona soluzione.
Anche se magari su questo fronte serve poi trovare pratiche soluzioni di cucina, quello che vi forniamo noi ad esempio in questa semplice e pratica ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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