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Jul 24, 2019 Last Updated 8:21 AM, Jul 22, 2019

Se nei primi anni ai bambini si possono delegare semplici compiti di pulitura, selezione dei pezzi più adatti, mescolanza di ingredienti vari, a partire dai 6-7 anni si può pensare di coinvolgerli più attivamente nelle preparazione delle ricette, affidandogli operazioni più complesse e lasciandogli una certa libertà di scelta su accostamenti e sapori degli ingredienti.

Potenzialmente tutte le ricette possono essere realizzate con il loro aiuto, anche se in genere vanno matti per gli impasti di qualsiasi natura, il confezionamento di paste ripiene, gnocchi, paste fresche, la riduzione in sfoglie di paste e il ritaglio delle forme più varie, il riempimento di tortiere e formine.

Per facilitare la scelta dei compiti che è possibile far eseguire ai bambini si è pensato di sottolineare in corsivo i passaggi delle ricette adatti alla loro capacità, tralasciando i tagli degli alimenti e le cotture.

A questi compiti si può passare in una fase successiva, in relazione all’attitudine e all’interesse dei piccoli, trasmettendo con semplicità e chiarezza le regole che è  bene seguire per prevenire ogni tipo di problema. Per i ragazzi già grandi, anzi, la cottura rappresenta un ottima maniera per capire e comprendere in maniera approfondita le trasformazioni chimiche e fisiche che gli alimenti subiscono a contatto con il calore e aiutarli, attraverso la cucina, a assimilare meglio i concetti di scienza studiati a scuola.

la cucina per i bimbiPer assicurare un pieno coinvolgimento è comunque sempre consigliabile concedere una certa autonomia decisionale su sapori, aromi, composizione e presentazione dei piatti; ad esempio non è un problema sostituire tra di loro le erbe aromatiche, di seguito indichiamo alcuni abbinamenti possibili, utilizzare contenitori e piatti diversi, scegliere formati di pasta alternativi, ritagliare i biscotti tondi piuttosto che quadrati e così via.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "La La Cucina per i Bimbi"

 

Una radice naturale dalle tante virtù, ma anche dalla pericolosa tendenza ad alzare la pressione.

Le virtù della liquirizia sono molteplici, fra le tante questa radice è un eccellente antinfiammatorio per la mucosa dello stomaco proteggendolo efficacemente dallo stress acido a cui viene sottoposto quotidianamente.

Esiste però un aspetto meno desiderabile e piacevole indotto dalla liquirizia che da molto tempo si conosce e si cerca sempre di mettere in evidenza data la sua possibile incidenza pericolosa sulla salute.

Parliamo come è intuibile dell'innalzamento della pressione che in persone con valori bassi è un bene, ma poiché la maggioranza degli individui tende ad avere una pressione troppo alta il consumo (eccessivo) di liquirizia può essere un problema serio.

Ancora di più nei bambini che per quanto incredibile possono andare incontro a un consumo incontrollato dovuto alle tante caramelle che contengono direttamente (in quanto esplicitamente a base di liquirizia) o indirettamente questa radice aromatica.

Recentemente un caso specifico ha portato all'attenzione dei medici la questione, la vicenda si è svolta in Italia quando al policlinico Sant'Orsola di Bologna è stato ricoverato un bambino di dieci anni per gravi convulsioni senza apparente causa.
Prima di arrivare a capire la causa si è dovuto faticare parecchio in quanto il bimbo aveva analisi del sangue del tutto normali e altri parametri nella norma, solo la pressione era inspiegabilmente molto alta con il sintomo diretto di un forte mal di testa.

Grazie alla risonanza magnetica si è arrivati a capire la patologia probabile, sindrome encefalopatica posteriore reversibile, in pratica il rigonfiamento anomalo della corteccia cerebrale, situazione rara nell'adulto e rarissima nei bimbi.

Scartate per inesistenza effettiva tutte le altre possibile cause di questa alterazione rimaneva l'unica responsabile certa, l'ipertensione.
Ma dovuta a cosa in un bimbo per altri aspetti del tutto sano?

Infine la scoperta dovuta a un banale esame dei denti, inspiegabilmente neri malgrado una settimana di ricovero in ospedale: il bimbo aveva consumato per lungo tempo una media di 20 caramelle a base di liquirizia al giorno.

È bene precisare che una singola caramella contiene dosi di liquirizia ampiamente sotto la dose limite di consumo, il problema specifico era che per almeno 4 mesi il bimbo ne aveva ingerite una quantità enorme.

Un invito ai genitori e non demonizzare affatto la sostanza, ma a fare attenzione quanto se ne consuma giornalmente, un invito non solo rispetto ai bimbi ma agli stessi adulti.

Il caso è stati ritenuto talmente rilevante da essere pubblicato sulle pagine di Pediatric Neurology in modo da essere divulgato e reso a conoscenza della maggior parte degli operatori e studiosi.

  1. Per evitare potenziali scottature non rendere accessibili i fornelli della cucina separandoli con l’apposita griglia adattabile al perimetro del piano cottura.
  2. Per lo stesso motivo rivolgere i manici di padelle e pentole verso l’interno.
  3. Se il piano cottura non è dotato dell’apposito dispositivo di sicurezza, che blocca l’uscita del gas in caso di eventuale spegnimento della fiamma, oltre alle singole manopole dei fornelli chiudere anche l'erogatore principale.
  4. Scalette, sedie e sgabelli devono essere lontani dalle finestre, gli angoli appuntiti di tavoli, carrelli e armadietti bassi vanno ricoperti con gomma o feltrini autoadesivi.
  5. La base delle gambe di sedie e tavoli e i tappeti vanno ricoperti con feltrini antiscivolo, le eventuali ruote dei carrelli sono da bloccare con i relativi freni o accostati in angoli da cui è difficile spostarli.
  6. Bloccare gli sportelli di frigoriferi, congelatori, armadietti, lavastoviglie, ecc., con gli appositi fermi di sicurezza.
  7. Coltelli, forbici, forchettoni, pelapatate, spiedini in metallo e altri oggetti del genere devono essere riposti in una posizione inaccessibile.
  8. Ricordare che i getti di vapore, come quando si scola la pasta, il calore che fuoriesce all’apertura del forno, i piccoli schizzi di olio e acqua bollente sono elementi sopportabili dagli adulti, ma non dalla delicata pelle dei bambini.
  9. Contenitori di spezie e conserve piccanti dai colori vivaci, condimenti aromatici, detersivi e prodotti di pulizia, non devono essere mai a portata delle mani del bambino.
  10. Staccare sempre le prese di corrente dei piccoli elettrodomestici non in uso e non lasciarli in funzione allontanandosi dalla cucina.
  11. Tenere sempre a disposizione patine, guanti da forno, coperchi, piastre e sostegni per appoggiare pentole e tegami tolti dal fuoco.
  12. Lattine, scatole di conserve, confezioni varie con bordi taglienti sono da riporre nei rifiuti subito dopo l’uso.
  13. Per non aumentare il rischio di scivolare ripulire subito macchie d’olio, acqua e parti di alimenti caduti accidentalmente sul pavimento.
  14. Tenere a portata di mano una rifornita cassetta di pronto soccorso.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "La La Cucina per i Bimbi"

Evitare di far diventare il cibo un premio fin dai primi anni di età.

L'influenza della sfera emotiva sul consumo di cibo e l'alterazione percettiva della sensazione reale di fame in favore di un surrogato che poco ha a che fare con le reali esigenze dell'organismo è la base di ogni degenerazione comportamentale alimentare.

Un meccanismo ben conosciuto che ha portato al diffondersi in maniera esponenziale il problema dell'obesità e in generale del sovrappeso, a loro volta responsabili di una lunga serie di patologie.

Ma da quando si instaura in un individuo questa alterazione visto che è difficile credere nasca già predisposto a questo?

Una prima risposta interessante, anche se da confrontare e approfondire, arriva da uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition.

A un gruppo di oltre quaranta unità formate da genitori e figli sono stati forniti una serie di questionari e sono stati osservati con l'intenzione di capire tra i dati scritti dagli stessi e i comportamenti osservati quanto l'emotività legata al momento di consumo del cibo arrivava a influenzare i bambini stessi e soprattutto da che età cominciavano a instaurarsi i primi danni permanenti.

Si è visto in maniera preoccupante come già dai tre anni di età il fatto di legare il consumo del cibo ai comportamenti che i genitori volevano indurre nei bambini (tipico esempio la concessione di un dolce carico di zuccheri e grassi in cambio di un preciso atteggiamento comportamentale) portava nel giro di poco tempo a devianze alimentari ben più gravi.

Così tra i 5 e i 7 anni i sintomi di fame nervosa incontrollata che porta a consumare cibo senza avere realmente fame possono già essere palesi e variamente gravi portando direttamente poi sulla strada dell'obesità e sovrappeso.

La conclusione degli studiosi è stata che i genitori che controllano eccessivamente l'assunzione di cibo per bambini potrebbero involontariamente insegnare ai bambini stessi a contare su cibi gradevoli per far fronte alle emozioni negative, superare difficoltà emotive momentanee o accontentare persone a loro superiori.

Considerando poi che gli stessi genitori responsabili di questa devianza sono poi gli stessi che rimproverano ai loro figli le scelte alimentari sbagliate c'è da riflettere molto sul comportamento da tenere con i bimbi fin dai primi anni di età cercando di coinvolgere il meno possibile il cibo nella sfera emotiva e comportamentale.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Suggerimenti e consigli per gestire la dieta dei bimbi durante l'intera giornata.

Spesso si sottovaluta l'alimentazione dei bambini che vengono lasciati accudire ai nonni nelle settimane e nei mesi in cui la scuola è chiusa, sia in estate che durante l'anno scolastico, e per loro si respira piena aria di vacanza anche restando semplicemente in un'altra casa.

I nonni sono bravissimi in genere e sono una risorsa estremamente preziosa per i genitori impegnati ancora con il loro lavoro, ma in particolare sono fonte di crescita sociale importante per i piccoli con tutte le loro conoscenze accumulate e le esperienze vissute che nessun computer o gioco elettronico può neanche lontanamente fornire.

La dieta a tavola e quella "fuori tavola", cioè i frequenti spuntini concessi senza troppe riflessioni pur di accontentare i piccoli, sono però un punto debole su cui i nonni spesso si muovono un po' alla cieca memori dei loro passati percorsi che in diversi casi non sono proprio adeguati al contesto particolare.

Abbiamo da un lato una certa titubanza su cosa far consumare nei pasti principali rimanendo in linea con i canoni di una sana e preventiva alimentazione, naturalmente sempre di gusto, dall'altro le indecisioni sulla gestione degli extra dolci e grassi fuori pasto.

Una realtà confermata da una recente ricerca pubblicata su International Journal of Obesity condotta in Ingilterra in cui si è visto che i piccoli affidati ai nonni avevano all'età di tre anni ben il 34% in più di probabilità di essere sovrappeso.

Orzo con pomodorini e ceci al rosmarino 700x500 CSLo studio evidenzia un problema non di poco conto che in precedenza era stato messo in risalto anche in ricerche condotte in Cina e Giappone, in tutti è stato chiaro che spesso i bambini con i loro nonni rischiavano di andare fuori regime e arrivare al sovrappeso.

È utile allora fornire una serie di soluzioni e consigli pratici per aiutare i nonni nel loro, gravoso, compito in ambito alimentare che soprattutto nel periodo estivo assume un importanza particolare.

Siamo sulla stessa linea dello sforzo di conoscenza adottato anche per i genitori a cominciare dalla sensibilizzazione verso il problema grave del sovrappeso che può sfociare in quello più grave dell'obesità infantile sfatando convinzioni ancora radicate come quella che vuole un bimbo in salute solo se "molto in carne".

Stiliamo allora una serie di buoni consigli mettendo in evidenza quelli che, invece, sarebbero da dimenticare e non assecondare mai!

La prima buona regola è proporre in ogni pasto verdura e frutta di stagione giocando un po' con la fantasia per stimolarne il consumo, il gioco è anche la chiave per allontanare dai bambini l'idea che a essere buoni sono solo i piatti e i cibi che sono abituati a mangiare senza recriminazioni e che spesso sono però inadeguati alle loro esigenze.

Qui è fondamentale non cadere nella paura che se non si assecondano le richieste dei piccoli in termini di cibi preferiti loro non mangeranno "abbastanza".

Allo stesso tempo evitare che nell'arco della giornata ci siano spiluccamenti continui di cibo, i pasti devono essere regolari e costanti con orari lineari che poi è anche il modo per non fare sentire la fame fuori pasto.

Adeguiamo poi le porzioni alle loro esigenze fisiologiche senza pensare a quanto mangeremmo noi di quel cibo, introducendo nella dieta settimanale legumi, pesce, formaggi e uova a meno di problematiche specifiche.

A livello di sete soddisfare questa esigenza naturale particolarmente sentita in estate con sola e semplice acqua, non troppo fredda, bevuta in piccoli sorsi e frequentemente.

Fare attenzione alle quantità di dolci e gelati somministrati, in estate è particolarmente facile lasciarsi andare ad accontentare i bimbi con elementi dolci rinfrescanti, un buon espediente è anche quello di dirottare le scelte verso gelati e sorbetti alla frutta senza troppi dolcificanti aggiunti.

E visto che servono idee pratiche a tavola ecco una buona, bella e facile ricettina adatta ai bimbi come agli adulti, un bel banco di prova se i bimbi non hanno mai gustato certi sapori che sono comunque in linea con la loro sensibilità e sete di conoscenza.

 Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

In cucina con i piccoli

 cucina bimbi foto p

 

Coinvolgere i bambini nelle preparazioni di cucina è un’operazione più semplice di quanto si possa pensare e spesso può aiutare a contenere e superare le ansie che i piccoli riversano sul cibo. Esistono però alcune regole che è bene seguire per affrontare al meglio ogni sorta di possibile imprevisto.

 

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