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Jul 12, 2020 Last Updated 9:07 PM, Jul 8, 2020

Il ruolo dell'allicina contro le patologie ai polmoni. 

L'aglio è uno degli aromi più straordinari in cucina malgrado la nomea e i pregiudizi infondati che in alcuni casi si porta dietro.
Straordinario in cucina e ancora di più per la prevenzione di numerosissime patologie come raccontato dalla saggezza popolare e sempre di più confermato dalle moderne e serie ricerche mediche.

L'ultima condotta dallo Jiangsu Provincial Centre for Disease Control and Prevention e pubblicata online su Cancer Prevention Research ci racconta che il consumo almeno due volte nell'arco della settimana di aglio crudo riduce di fatto del 50% la possibilità di sviluppare un cancro al polmone.

Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di più di 1.424 pazienti malati di cancro al polmone incrociando e raffrontando i dati ricavati con quelli di 4.500 persone adulte in salute.

Ciò che è venuto fuori con chiarezza è che chi consumava aglio crudo abitudinariamente e con una certa frequenza settimanale vedeva abbassarsi di molto la possibilità di complicazioni ai polmoni.
Questo non solo per chi conduceva uno stile di vita impeccabile, ma anche per i fumatori abituali e altri soggetti a rischio di complicazioni polmonari, pur se in questi casi la percentuale di diminuzione del rischio si attestava "solo" intorno al 30%.

Rimane solo da chiarire meglio se benefici così forti si ottengono anche nel caso di consumo di aglio cotto, in genere più accettabile e gradito.

Una prima risposta negativa arriva però dalla constatazione avvalorata da precedenti studi nei quali si è evidenziato con chiarezza che alla base degli effetti benefici dell'aglio c'è l'allicina, una sostanza che è al massimo della sua efficacia preventiva solo quando lo spicchio viene schiacciato, tagliato o ancora meglio tritato finemente.
Ricordiamo che l'allicina è un potente antiossidante capace tra le altre cose di ridurre i danni dei radicali liberi.

L'importanza dell'attività fisica, dei nutrienti alimentari e di quelli del piacere. 

Ritorniamo a occuparci del ruolo dell'attività fisica sommata a una buona alimentazione, buona dal punto di vista dell'equilibrio nutrizionale, ma anche del gusto senza il quale mancherebbero alla nostra mente e al nostro animo altri "importanti nutrienti" spesso poco considerati.

In un recente convegno tenuto a Lanzo Torinese dal titolo "Prevenzione dei Tumori: il ruolo del CAI" ci sono stati interessanti interventi a conferma di tutto questo.
Con al centro il mondo della montagna collegato a questi temi dalla semplice constatazione di come il movimento in un ambiente naturale e ultra stimolante come quello montano non solo allena il fisico, ma aiuta tantissimo la mente e di riflesso diventa una doppia arma preventiva.

Il concetto centrale venuto fuori dal convegno è stato lo stretto legame in chiave preventiva nel seguire una serie di buone norme alimentari sommate a un attività fisica, preferibilmente di 30 minuti al giorno, moderata nella sua intensità e "proporzionata" all'età del fisico di chi la esegue.
Gli eccessi di attività, infatti, a parte chi fa sport per professione ed è controllato e seguito generalmente da medici appropriati, producono effetti contrari con un affaticamento inutile dell'organismo e un rischio di un calo di attenzione e energie riservate alla cura dell'alimentazione.

Ecco alcune pillole di saggezza uscite dal convegno di cui è bene prendere nota e riflettere se si ha a cuore la propria salute.
Iniziamo con le riflessione del Prof. Franco Berrino, oncologo dell'Istituto Nazionale per la Diagnosi e Cura dei Tumori di Milano, dopo una prima analisi dei tumori attualmente in fase calante e in fase ascendente ha voluto subito ribadire come sia essenziale per una buona prevenzione mantenere un fisico asciutto e snello in ogni caso mai superiore al proprio peso forma.

Inoltre è bene praticare quotidianamente attività fisica, limitare alimenti super calorici, succhi e bevande zuccherate, carni in generale e quelle rosse in particolare, evitare o circoscrivere salumi e conserve sotto sale diminuendo il più possibile queste insaporitore dalla dieta.
Privilegiare poi frutta e verdura, assumere direttamente dal cibo i nutrienti necessari e non dagli integratori, consumare frutta secca e semi oleosi senza però esagerare, limitare il consumo di proteine, latte e latticini.

L'attività fisica riduce del 25% i tumori intestinali, influisce positivamente su quelli polmonari, fa funzionare meglio l'insulina, in generale protegge dal cancro tutto l'organismo.

La dr.ssa Etta Finocchiaro, nutrizionista della Struttura Complessa Dietetica e Nutrizione Clinica dell'Ospedale delle Molinette di Torino, ha tracciato una linea chiara sul rapporto alimentazione corretta e prevenzione tumori: a prescindere dai fattori di rischio più o meno modificabili è il ruolo preventivo della dieta a fare la differenza, alcool, obesità, "cibo-spazzatura", grassi saturi sono elementi fortemente destabilizzanti e favorenti lo sviluppo di tumori.

Infine la dr.ssa Elena Barisone del reparto di Oncoematologia Pediatrica dell'Ospedale Regina Margherita di Torino ha portato una serie di dati a dimostrazione di come bambini colpiti da neoplasie tendono a migliorare di molto la loro guarigione o recupero post cura se sottoposti a un'attività fisica mirata e controllata più in un contesto di natura e varietà ambientale che in un contesto chiuso, isolato e circoscritto.

Negli Stati Uniti il preoccupante aumento della comparsa del cancro del colon-retto nelle fasce di età più giovani ha spinto l'American Cancer Society insieme a una lunga serie di gruppi di salute pubblica a presentare una lettera di sollecito agli esperti incaricati dei programmi di prevenzione.

Si richiede espressamente di non attendere la revisione prevista per il 2021 rispetto alle raccomandazioni di screening per il cancro del colon-retto anticipandolo a partire dai 45 anni di età per gli adulti asintomatici con l'intento di cercare di intercettare segnali precisi di problematiche patologiche.

Il dato è estremamente allarmante così come la posizione decisa dall'American Cancer Society e visto che l'America anticipa sempre, in negativo o positivo, tendenze che poi si riflettono negli altri paesi occidentali sarebbe bene riflettere con la dovuta attenzione.

Ma non tutti gli esperti di oltre oceano sono concordi sull'efficacia di uno screening precoce stando ai più recenti studi considerando anche l'invadenza e i rischi non di poco conto di esami come la colonscopia.

Il paradosso strutturale è che una prevenzione molto forte potrebbe essere fatta con il cambiamento dello stile alimentare e delle abitudini sociali seguendo modelli collaudati come quelli mediterranei.

L'aumento dei casi nelle persone più giovani segnala, al contrario, che l'ambito alimentare invece di essere preso come primo elemento di importanza viene altamente non considerato portando a elevati danni di salute anche in chi teoricamente avrebbe più risorse organiche e naturali per difendersi.

Un anticipo andrebbe piuttosto fatto a livello educativo e comunicativo spingendo a una forte consapevolezza dell'importanza dell'alimentazione, di come questa possa essere un enorme freno a molte patologie e allo stesso tempo piacevole, buona e gratificante!

Gli ortaggi bianchi sono un vero toccasana nei confronti del tumore allo stomaco e la sua salute in generale.

Esistono numerose varietà di ortaggi, verdure e frutti la cui distinzione non è data solo dall'aspetto fisico esterno, dal peculiare sapore e dalla stagionalità (oggi spesso solo teorica) con cui vengono alla luce.
Un elemento determinante, soprattutto per le verdure, è il colore che ha una varietà estesa di sfumature pur con tinte spesso dominanti come il verde, elemento evidente di quanto la clorofilla sia importante nel mondo vegetale.
Così è naturale immersi come siamo in un mondo multicolore pensare che gli ortaggi colorati siano gli unici che hanno un ascendente forte rispetto alla prevenzione e al mantenimento efficiente della salute del corpo, la stessa comunicazione e pubblicità spesso spinge su questo elemento estetico.

Non a caso in molte campagne alimentari intrecciate con il concetto di salute i colori e i vegetali colorati (verdura, frutta, legumi) la fanno da padrone come gli sfondi e tutto quello che ci ruota intorno.
Il contesto complessivo è ovviamente positivo perché stimolare il più possibile al consumo dei vegetali colorati in abbondanza è la migliore strategia di sempre e tutti farebbero bene a seguirla a prescindere dall'età e dalle condizioni del proprio organismo.

Anello di cimette di cavolfiore profumate allalloro con pesto verde di valerianella 700x500 CSC'è però spesso una conseguenza collaterale che penalizza una determinata categoria di ortaggi, quelli bianchi e chiari che essendo privi di pigmenti e tinte varie appaiono agli occhi di molti come alimenti poco utili rispetto allo status della salute.
Ortaggi bianchi come finocchi, cavolfiore, cipolle, porri, rape e molto altro spesso in questo senso vere e proprie cenerentole della sana, preventiva e corretta alimentazione.

Questa distorsione percettiva è nota a molti di quelli che si occupano con attenzione di sana alimentazione e un bel aiuto per sfatare questa errata convinzione arriva da una ricerca pubblicata sull'European Journal of Cancer e portata avanti da ricercatori dell'Università del Zhejiang, in Cina.
Del resto è una grande verità che ogni alimento vegetale, a prescindere dal colore che ha, porta in dote specifiche e alte componenti protettive e parzialmente curative che non necessariamente hanno a che fare con la tinta dominante.
Ad esempio la maggior parte dei polifenoli non hanno alcuna attinenza con il colore così come i composti solforati, i glucosinolati, il selenio, il potassio la vitamina C e molto altro!

La ricerca cinese ci racconta come la vasta categoria degli ortaggi bianchi è un vero toccasana nei confronti dello stomaco svolgendo un'alta azione protettrice, una conclusione arrivata dopo una metanalisi di ben 76 studi diversi riguardanti il rapporto tra alimentazione e tumore dello stomaco.
L'elemento più rilevante è stata la constatazione di come il consumo abbondante di ortaggi bianchi, tutti gli ortaggi bianchi, risultava chiaramente collegata a una riduzione del rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco di ben il 33%, ben più della riduzione (comunque alta e rilevante) del consumo di agrumi (10%) e di frutta in generale (7%).

Nello stesso studio poi si è visto che al contrario degli ortaggi bianchi e della frutta gli alimenti più dannosi e pericolosi per lo stomaco erano l'alcol, le carni lavorate, il pesce salato e in genere tutti i cibi ad alto carico di sale.
Sempre rispetto allo stomaco è utile ricordare la funzione di due degli ortaggi bianchi a più ampia potenza preventiva e curativa, l'aglio e la cipolla, che hanno uno spiccato effetto protettivo, antinfiammatorio e antinfettivo nei confronti del tumore gastrico oltre a contrastare con efficacia l'Helicobacter pylori responsabile indiretto della diffusione della malattia.

Per cui se avete a cuore il vostro stomaco deliziatevi il più possibile con gli ortaggi bianchi a cominciare ad esempio dal cavolfiore presente in questa squisita ricetta!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Basterebbe riflettere sul fatto che il cancro è responsabile del 28% di tutte le morti per capire come questa patologia è ben presente nella testa di ognuno di noi perché in qualche modo, volenti o dolenti, ne abbiamo in minima o massima parte presa coscienza.

Per capirne pienamente la dinamica può essere utile ricorrere a un modello descrittivo che aiuti a comprendere meglio la dimensione del problema lasciando intravedere gli elementi che già da subito ne possono fare da contrasto.

A questo proposito prendiamo spunto dalle pagine del libro (Prevenire il cancro a tavola) evidenziando alcuni passaggi chiave:

È stato proposto un modello per descrivere le modalità in base alle quali i tumori si formano e aggrediscono l'organismo-ospite. Esso prevede una fase iniziale, seguita dalla sua crescita e diffusione. Probabilmente l'inizio è la conseguenza di uno dei numerosi e continui attacchi a livello del patrimonio genetico di ogni cellula del corpo umano da parte di virus, batteri, radiazioni, sostanze alimentari tossiche. Quando si forma un gruppo di cellule tumorali il cancro può crescere più o meno rapidamente secondo il tipo di cellula e della presenza di fattori che favo­riscono o frenano la moltiplicazione cellulare. Il manifestarsi di un tumore non è comunque un fenomeno immediato, ma piuttosto il risultato di un lento processo che ha la durata di diversi anni. In tutto questo arco di tempo la popolazione cel­lulare tumorale è fragile e vulnerabile.
Durante tale periodo di latenza è possibile intervenire per impedire al tumore di raggiungere la maturità che si esprime con sintomi e segni tardivi, grazie soprattutto a un adeguato stile di vita. Comunque le cellule tumorali si sviluppano unicamente se ricevono nutrimento attraverso la formazione di nuovi vasi che ne garantiscono la vitalità.
È interessante rilevare che molte molecole presenti in determinati alimenti sono in grado di impedire l'insorgenza oppure bloccare o rallentare l'evoluzione futura del tumore...

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

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