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Oct 21, 2019 Last Updated 6:33 AM, Oct 18, 2019

Onore agli agrumi e alla frutta. 

L'alto contenuto di fibre di molti ortaggi e frutti è la base di molte delle funzioni difensive e preventive che la natura ci regala attraverso questi importanti alimenti.

Ennesima conferma arriva da una ricerca effettuata di recente dall'Indiana University dove un team di ricercatori partendo da alcune indagini precedenti che avevano come oggetto la pectina (il forte e potente addensate contenuto in molta frutta) è arrivata a elaborare un nuovo composto.

In precedenza si era osservato come la pectina fosse si in grado di ridurre le infiammazioni correlate alle patologie tumorali, ma allo stesso tempo ci si era trovati di fronte alla difficoltà che questa particolare fibra, come tante altre fibre, è difficilmente assorbibile dall'organismo umano.

L'intuizione è stata quella di creare in laboratorio un composto che fosse in grado di trasformare la pectina in catene molecolari più assimilabili e leggere così da renderla una stretta alleata della chemioterapia.

Il forte contrasto alla galectina-3, infatti, priva le cellule tumorali di proteine e ne determina il decesso.
Questo in particolare nei confronti del tumore al seno nelle donne, in quello della prostata e del colon negli uomini.

Il tutto è stato pubblicato di recente all'interno del magazine specialistico "American Journal of Pharmacology and Toxicology".
Lo studio avrà bisogno certamente di altre conferme, ma è un altro elemento importante che riconduce direttamente all'estrema importanza di alimentarsi sfruttando tutte le armi naturali messe a disposizione dalla terra.

Negli Stati Uniti il preoccupante aumento della comparsa del cancro del colon-retto nelle fasce di età più giovani ha spinto l'American Cancer Society insieme a una lunga serie di gruppi di salute pubblica a presentare una lettera di sollecito agli esperti incaricati dei programmi di prevenzione.

Si richiede espressamente di non attendere la revisione prevista per il 2021 rispetto alle raccomandazioni di screening per il cancro del colon-retto anticipandolo a partire dai 45 anni di età per gli adulti asintomatici con l'intento di cercare di intercettare segnali precisi di problematiche patologiche.

Il dato è estremamente allarmante così come la posizione decisa dall'American Cancer Society e visto che l'America anticipa sempre, in negativo o positivo, tendenze che poi si riflettono negli altri paesi occidentali sarebbe bene riflettere con la dovuta attenzione.

Ma non tutti gli esperti di oltre oceano sono concordi sull'efficacia di uno screening precoce stando ai più recenti studi considerando anche l'invadenza e i rischi non di poco conto di esami come la colonscopia.

Il paradosso strutturale è che una prevenzione molto forte potrebbe essere fatta con il cambiamento dello stile alimentare e delle abitudini sociali seguendo modelli collaudati come quelli mediterranei.

L'aumento dei casi nelle persone più giovani segnala, al contrario, che l'ambito alimentare invece di essere preso come primo elemento di importanza viene altamente non considerato portando a elevati danni di salute anche in chi teoricamente avrebbe più risorse organiche e naturali per difendersi.

Un anticipo andrebbe piuttosto fatto a livello educativo e comunicativo spingendo a una forte consapevolezza dell'importanza dell'alimentazione, di come questa possa essere un enorme freno a molte patologie e allo stesso tempo piacevole, buona e gratificante!

Evidenziato uno stretto legame preventivo tra questo sale minerale e il tumore al pancreas.

Il Magnesio è stato ancora una volta al centro dell'attenzione in uno studio su salute e prevenzione dopo che già qualche mese fa avevamo segnalato con un articolo la sua importanza rispetto all'efficienza della massa muscolare, potete trovare qui i riferimenti specifici.

Questa volta la relazione tra cibo e salute ha riguardato una patologia decisamente invadente e pericolosa toccando il tema del tumore al pancreas.
Edito e reso pubblico da alcune settimane sulla rivista scientifica British Journal of Cancer lo studio è stato portato avanti dai ricercatori dell'Università dell'Indiana con l'intento preciso di verificare quanto le fonti alimentari di magnesio e il minerale stesso potessero essere un elemento di contrasto e prevenzione rispetto al tumore del pancreas, che si posiziona al quarto posto tra le cause di morte per cancro negli Stati Uniti.

Ciò che ha spinto i ricercatori a verificare questo aspetto è stata la constatazione di come il grado di sopravvivenza a questo tumore nei primi anni è particolarmente basso, mentre il tasso di mortalità dal 2002 al 2011 è andato via via aumentando in percentuale.
Per questo motivo saper individuare con precisione i fattori di rischio e gli elementi utili alla prevenzione è per ora la sola strada certa per minimizzare il pericolo.
Gli studiosi hanno analizzato i dati relativi ad oltre 66 mila uomini e donne di età compresa tra i 50 e i 76 anni osservati tra il 2000 e il 2008 comparando l'associazione diretta tra magnesio e cancro al pancreas oltre a tenere conto dell'età specifica, del sesso, dell'indice di massa corporea, dell'uso di farmaci specifici e di integratori di magnesio.

Un dato netto e importante è stato che la mancata assunzione giornaliera di 100 mg di magnesio, dovuta sostanzialmente a una cattiva alimentazione, corrispondeva a un aumento del 24% del rischio di cancro al pancreas.
L'assunzione corretta di magnesio principalmente attraverso gli alimenti (spinaci, semi di zucca e girasole, legumi, banane, mandorle, avocadi e molti altri) è quindi una strategia preventiva preziosa per chi rischia di incorrere in questo tipo di tumore.

Valutando poi con attenzione, magari dopo il consulto di un buon medico, l'uso parallelo di integratori di magnesio.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Seguire una dieta ipocalorica ed evitare il sovrappeso

Il contenimento delle calorie complessive consumate quotidianamente è la più efficace tecnica di prevenzione dei tumori oggi conosciuta, una semplice verità spesso troppo sottovalutata. Il segreto non è non mangiare e limitare l'investimento economico nell'alimentazione, ma piuttosto mangiare bene e pesare meno dando preferenza a una dieta costituita da carboidrati com­plessi e fibre, alimenti ipocalorici, poco raffinati e ricchi in micronutrienti.

Consumare molta verdura e frutta

La seconda regola è altrettanto basilare e per capirne la reale importanza basta riflettere sul dato ottenuto dal confronto di una serie di studi e ricerche scientifiche il cui risultato è stato che "le persone che consumano quantità maggiori di frutta e verdura fresca sviluppano mediamente la metà dei tumori rispetto a quanti consumano quantitativi inferiori."
Ridurre i cibi raffinati, consumare molte fibre, preferire gli alimenti integrali, seguire un'alimentazione ricca di micronutrienti.
Come è facile capire questa regola è direttamente collegata alla precedente, ma specifica meglio alcuni importanti aspetti. Si parla di certezze oramai, certezze che evidenziano come "un'alimentazione ricca di frutta e vegetali svolge un ruolo protettivo, sia per il contenuto in fibre, sia per l'abbondanza di micronutrienti."
Certezze che arrivano da lunghi anni di ricerche e studi che hanno portato a una progressiva valorizzazione e a un chiarimento sul ruolo svolto dalle fibre alimentari nella prevenzione del cancro. Ad esempio esiste di fatto una relazione diretta tra riduzione di tumori dell'intestino e della mammella in popolazioni con elevato consumo di fibre vegetali.

Ridurre i grassi animali e assumere grassi buoni

Colpevoli di essere tra i responsabili principali del sovrappeso, dell'aumento di resistenza all'insulina, delle malattie cardiovascolari, delle neoplasie. Questa la chiara accusa, sempre ben documentata e provata, rivolta all'eccesso di grassi saturi nell'alimentazione. Le fonti prevalenti sono tutti i prodotti di origine animale (latte, formaggi, salumi, ecc), carni rosse, prodotti di pasticceria, gli acidi grassi trans generati dall'idrogenazione degli oli (un esempio di prodotto è la margarina) e molte altre sostanze. Tutte da evitare o limitare il più possibile.

Fare movimento con regolarità. Esporsi al sole con prudenza

Come per molte altre patologie il movimento regolare e assiduo è un potente fattore di prevenzione e immagazzinamento di risorse di energia positiva la cui efficacia è veramente alta.
Questo elementare fattore strettamente collegato alla struttura organica umana è in grado di assicurare un prolungamento della durata della vita media e un miglioramento dello stato di salute, mantiene giovani e tonifica i tessuti, rigenera le cellule, dona agli organi svilup­po amplificando la loro potenzialità.

Non fumare, moderare il consumo di alcol, evitare o ridurre la cottura dei cibi, ridurre al minimo il cibo conservato, sotto sale o affumicato

prevenire il cancro a tavola

Tutti questi singoli elementi contribuiscono pezzo per pezzo a limitare al minimo il problema cancro, ad esempio potrebbe bastare a generare una profonda riflessione il fatto che chi non fuma ha una vita media superiore di circa 8 anni senza contare il maggiore benessere complessivo di cui gode.
E tutti gli altri fattori citati, cottura, conservazione sale e tecnica di affumicatura accentuano, se consumati troppo spesso, gli effetti negativi di un processo degenerativo come il cancro.

Eseguire controlli medici e indagini periodiche consigliate. Con­sultare il medico in presenza di segni di allarme

L'ultima regola non è la meno importante e presuppone un rapporto di confronto e fiducia con il proprio medico, aspetti esterni e interni in apparenza poco importanti possono rivelarsi campanelli di allarme importanti, il controllo preventivo è un ottima e saggia strategia da seguire.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il cancro a tavola"

L'importanza dell'alimentazione per la prevenzione dei tumori e i danni che un eccesso di carne ha nel caso del cancro al colon-retto.  

Nel recente meeting annuale della American Society of Human Genetics 2013 tenuto a Boston in autunno è stata messa in evidenza una scoperta che ribadisce per l'ennesima volta l'importanza dell'alimentazione per la prevenzione dei tumori e i danni che un eccesso nel consumo di carne porta con se.
Carne in generale e carne rossa in particolare, che come risaputo da tempo aumenta considerevolmente il pericolo di cancro del colon-retto quando se ne abusa, quando se ne fa un consumo abituale e quando il consumo avviene sottoforma di carni lavorate e conservate.
E qui si inserisce la scoperta recente di un test del Dna capace di individuare uno specifico gene, presente in una persona su tre, responsabile dell'aumento del rischio di cancro al colon-retto quando si consumano consistenti porzioni di carne rossa.

Lo studio è stato condotto da Jane Figueiredo dell'Università della California Meridionale e oltre al test del gene "in negativo" ha trovato anche un secondo gene "in positivo" che all'opposto del primo riduce il rischio di tumore se gli individui portatori consumano tanta frutta e verdura.
Esiterebbero quindi gruppi di persone geneticamente più predisposti al tumore quando consumano troppa carne rossa.

Lo si è accertato dopo aver studiato 2,7 milioni di sequenze genetiche nel Dna di 9.287 pazienti col tumore e 9.117 soggetti sani di controllo.
Negli individui portatori di una determinata mutazione il rischio tumore associato al consumo di carne è molto più elevato: si tratta della mutazione 'rs4143094' in una regione del cromosoma 10 che include anche il gene GATA3, già noto per essere collegato a vari tipi di cancro.

Allo stesso tempo esistono altre persone portatrici di una mutazione sul cromosoma 8 in grado di ridurre significativamente il rischio tumore del colon se nella dieta vengono consumate grandi porzioni di frutta e verdura.
Ma al di la delle applicazioni pratiche di indagine e analisi che questa scoperta comporta resta il dato di fondo di come sia fortemente consigliabile sempre consumare il più alto numero di vegetali rispetto a carni e proteine in generale.

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