Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Aug 14, 2022 Last Updated 9:17 AM, Aug 12, 2022
Acidi grassi omega 3, pesce azzurro e ampie porzioni di vegetali sono ancora una volta messi in risalto dai moderni studi come potenti strumenti di prevenzione e aiuto contro le malattie cardiovascolari!

Sul rapporto acidi grassi omega 3 e malattie cardiovascolari è stata svolta di recente un approfondita analisi di quattro grandi studi che nel loro complesso hanno coinvolto circa 192.000 persone appartenenti a 58 paesi diversi in rappresentanza di tutti i continenti.

Il lavoro attento di confronto dei vari parametri si presenta quindi come il più completo in assoluto non riguardando solo specifiche aree geografiche, ma tutto il mondo e i diversi stili di vita intrecciati con le specifiche modalità di consumo degli alimenti, in sintesi la dieta.

La conclusione più significativa è stata che la regolare presenza a tavola di pesce azzurro si traduce in un valido aiuto per la prevenzione delle malattie cardiovascolari e il dato è particolarmente significativo per chi ha già subito un ictus o una malattia cardiaca e si trova in una fascia ad alto rischio patologico.

La presenza nella dieta tramite il consumo di pesce azzurro di acidi grassi omega 3 è stata direttamente collegata a un rischio inferiore di circa un sesto di eventi cardiovascolari quando le porzioni a settimana erano almeno due per un peso orientativo di poco inferiore ai 200 grammi.

Dalle conclusioni dell’analisi si può quindi ritenere con una buona certezza che aumentare il consumo di pesce in generale e in particolare di pesce azzurro in chi ha in corso una malattia vascolare può portare a benefici tangibili e utili alla salute dei pazienti.

Nella popolazione generale l’effetto è meno marcato, ma rimane comunque importante come forma complessiva di prevenzione insieme alla presenza massiccia di vegetali e a una buona attività fisica ribadendo ancora una volta la validità della storica alleanza tra pesce e verdure ben descritta dal libro dello Chef Giuseppe Capano!

Le notevoli virtù della buccia di limone promettono di estendere la loro benefica influenza anche alle patologie che interessano il cervello come l’invalidante Alzheimer che da oggi ha un gustoso nemico in più!

Da tempo è ormai nota l'influenza positiva di una buona alimentazione su tutte le funzioni dell’organismo compresa la memoria e in generale il cervello umano con le patologie ad esso collegate.

Il riferimento è sopratutto all’Alzheimer sul quale si stanno concentrando numerosi studi che vedono al centro dell’attenzione alcune sostanze contenute nei normali cibi che portiamo a tavola con prevalenza di frutta e ortaggi.

Oggetto dell’attenzione in questo caso è il limone o meglio la sua buccia che in una sperimentazione tutta Italiana portata avanti dall’Irccs Istituto Centro San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia viene intensamente studiato e sperimentato su un gruppo selezionato di pazienti.

Il tutto per cercare di trovare tangibile conferma delle sue benevoli influenze rispetto a patologie della memoria importanti come il già citato Alzheimer.

Nello specifico le sostanze della buccia prese in esame sono due fitochimici, l’auraptene appartenente alla famiglia dei cumarinici e la naringenina della gloriosa famiglia dei flavonoidi.

Dai primi riscontri si è visto che possiedono uno spiccato effetto neuroprotettivo, antinfiammatorio e antiossidante utile nel miglioramento della memoria e nell’apprendimento cognitivo potenziando il funzionamento generale del cervello.

Le due sostanze citate sono standardizzate in uno specifico fitocomplesso e quindi massimizzate nei loro possibili effetti sull’organismo, la domanda che ci si potrebbe porre è se allora anche un uso “normale” della buccia di limone come di altri agrumi possa essere considerata una prassi positiva.

La risposta per quanto ci riguarda dopo aver consultato alcuni esperti con cui collaboriamo da tempo è senz'altro si a patto di utilizzare frutti da coltivazione biologica o se non altro coltivati in proprio senza l’uso di sostanze chimiche nefaste.

Anche perché se non altro l’uso della buccia di limone rientra in un vasto repertorio di insaporitori naturali che hanno una duplice e fondamentale funzione nell’ottica di una gustosa cucina della salute: limitare di molto la presenza di sale e di condimenti grassi eccessivi.

E se non sapete da dove iniziare ecco alcuni esempi in una sorta di piccolo menu “al limone” dove la buccia di questo agrume fa una differenza notevole migliorando di molto i sapori dei piatti e delle ricette.

Tutelare il cuore con la buona cucina è più che mai possibile e doveroso visto che la relazione tra patologie cardiache e tipo di alimentazione seguita è ampiamente confermata. Lo attesta una recente ricerca che mostra percentuali impressionanti di eventi che è possibile prevenire, evitare o comunque contenere seguendo una dieta attenta e prevalentemente a tenore vegetale.

Malattie cardiache e dieta sono da sempre profondamente intrecciati, ciò che mangiamo influisce direttamente sull'efficienza dell’organismo e sulla sua capacità di sapersi difendere da eventi violenti e improvvisi come spesso sono queste patologie.

La relazione è nota da tempo insieme ad altri fattori di rischio come l’ipertensione, il colesterolo alto, il fumo, l’inattività fisica, l’obesità, la glicemia alta, l’abuso di alcol, la compromissione della funzionalità renale, l’esposizione al piombo e l’inquinamento atmosferico.

Tuttavia è sul perno malattie cardiache e dieta che si è sempre posta la più grande attenzione come attesta anche uno dei più recenti studi sul tema.

Pubblicato su European Heart Journal - Quality of Care and Clinical Outcomes la ricerca ritiene in maniera inequivocabile che si potrebbero prevenire in maniera molto efficace più dei due terzi degli eventi fatali riconducibili alle funzionalità del cuore se si seguisse un alimentazione curata e attenta.

E il dato non riguarda solo come spesso accade i soli paesi industrializzati sensibili ad altri fenomeni deleteri come l’inquinamento dell’aria e del suolo, ma è generalizzata a ogni latitudine.

Ovunque quindi una dieta poco sana porta conseguenze altamente negative, sia che lo sia per abitudini di “ricchezza” e sovrabbondanza sbagliate come accade nelle nazioni più sviluppate che per mancanza di risorse alimentari adeguate nei paesi in via di sviluppo.

La ricerca portata avanti dalla York University di Toronto ha confrontato i dati del Global Burden of Disease Study 2017, condotto in 195 paesi tra il 1990 e il 2017 focalizzandosi sull’influenza negativa di comportamenti e elementi esterni di rischio rispetto agli eventi mortali riconducibili alla morte per cardiopatia ischemica.

Il dato più eclatante emerso è che a prescindere dagli altri fattori di rischio concomitanti è potenzialmente possibile prevenire fino a quasi il 70% di decessi per cardiopatia ischemica nel mondo con il consumo di un’alimentazione corretta e attenta.

Si parla in particolare di un percorso virtuoso ricco di tanti e vari cibi di origine vegetale in base alla stagionalità e disponibilità del mercato che è sempre molto ampia con un 'integrazione intelligente di condimento ad alta valenza salutistica come l'olio extravergine d'oliva, spezie, erbe aromatiche, semi oleosi e pesce.

Riduzioni significative si avrebbero anche con il controllo serrato della pressione arteriosa sistolica ad esempio riducendo fortemente la quota di sale presente nei piatti e nei prodotti industriali così come monitorando il colesterolo, l’abuso di alcol, la glicemia, il fumo e il sovrappeso.

Ma in ogni caso il collegamento tra malattie cardiache e dieta rimane il fattore a cui prestare in assoluto la massima attenzione per prevenire al meglio problemi rilevanti alla salute e questo lo si può fare consumando cibi sani cucinati con gusto e piacere come cerchiamo di dimostrare da sempre su cucina e salute!

La carenza di alcuni sali minerali e vitamine potrebbe fin da subito suggerire al medico curante una verifica di una possibile problematica con il glutine migliorando la vita dei pazienti e spingendoli a un integrazione nella dieta tesa a reintegrare sostanze preziose come il ferro!

Purtroppo per chi ne soffre la celiachia non si presenta mai da sola e vede spesso comparire una serie di “segnali” molto significativi se si ha l’accortezza, da parte medica, di saperli cogliere nella loro giusta collocazione.

E non si tratta di quegli aspetti che erroneamente, come ha rivelato uno studio pubblicato su Mayo Clinic Proceedings, vengono associati con chi è intollerante al glutine come la magrezza dovuta al malassorbimento di nutrienti e alla conseguente perdita di liquidi.

Nella realtà di questi pazienti, infatti, un buon numero è ugualmente normopeso e spesso sovrappeso, mentre ciò che gli manca indistintamente sono sostanze vitali come il ferro e altri micro elementi che non vengono assorbite da un organismo in lotta con il glutine.

Questo minerale risulta con una certa frequenza basso di circa il 30% rispetto alla norma in chi soffre di celiachia anche senza saperlo determinando un’accentuata sensazione di stanchezza che dovrebbe mettere in allarme il medico indipendentemente dal peso del paziente.

Ma sono anche altri i minerali a mancare nel sangue dei celiaci conclamati o meno, ad esempio lo zinco che è addirittura carente fino a quasi il 60% e il rame.

Insieme a questi un campanello d’allarme dovrebbe darlo anche il basso dosaggio di folati, vitamina B12 e vitamina D senza per questo, ovviamente, escludere altre cause.

Quello che la ricerca però vuole sottolineare è che se analizzate con più attenzione queste carenze possono da un lato far risparmiare tempo ai pazienti nella scoperta di un loro problema con il glutine adottando tutte le contromisure necessarie e dall’altro spingere il medico curante nel consigliare un alimentazione adeguata nel recupero di queste preziose sostanze mancanti.

Il ferro è ad esempio contenuto in molti alimenti (soia, fagioli, piselli, lenticchie, verdure a foglia verde, pane e cereali integrali, frutta secca, ecc) con cui preparare gustosi piatti come abbiamo già suggerito e analizzato in questo articolo dedicato alla sua carenza.

E rispetto agli spinaci che vediamo in foto ricordiamo velocemente che pur non essendo così ricchi di ferro come un noto cartone animato ha fatto credere per molti anni la loro comunque cospicua quantità viene massimizzata nell’assorbimento se sono presenti in contemporanea buone dosi di vitamina C, condendoli magari a crudo o dopo breve cottura con succo di limone o servendoli in insalata insieme a spicchi di gustose arance!

La salute dei denti è fondamentale come premessa per la migliore assimilazione delle sostanze nutrizionali che ingeriamo quotidianamente, il lavoro di masticazione che precede la discesa del cibo prima nello stomaco e poi nell’intestino riesce con estrema efficacia, se fatto a dovere, a facilitare sia la digestione che il metabolismo delle centinaia di composti benefici contenuti negli alimenti che altrimenti rischierebbero di rimanere inutilizzati o poco disponibili.

La prima arma che tutti conosciamo bene è una corretta e costante pulizia della bocca tramite soprattutto un normalissimo spazzolino che se utilizzato con la frequenza giusta garantisce l'eliminazione di gran parte dei fattori che determinano le tipiche problematiche dei denti.

Ma insieme alla pulizia dei denti un’altra arma ugualmente efficace è l’alimentazione sana come ha evidenziato un team di esperti che dopo aver esaminato con molta attenzione una lunga serie di studi con al centro il rapporto tra stile di vita e malattie parodontali ha stilato un documento di indirizzo sul ruolo della sana alimentazione per la salute dei denti poi pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology.

Ci sono in particolare alcune sostanze che sovraintendono, se consumate con regolarità, alla salute dei denti e all’efficienza dell’apparato masticatorio, sostanze che è bene conoscere e cercare di includere nella dieta quotidianamente.

 Piccolo tortino alle cipolle e carote con peperoni colorati al profumo di timo 700x500 CSA iniziare dal Calcio le cui principali fonti non sono solo come spesso si crede i latticini, ma comprendono una lunga serie di vegetali come i legumi secchi, la frutta oleosa, le verdure a foglia verde e in parte anche alcune acque minerali.

Questo sale minerale ha il ruolo di consentire un corretto sviluppo dei tessuti duri dentali durante l’infanzia continuando a tenerli sani nel tempo e preserva la salute dell’osso alveolare.

La vitamina D che in gran parte è assorbita con l’esposizione solare e a livello alimentare si ritrova in pesci grassi, uova e formaggi aiuta a sua volta l’assorbimento del Calcio, favorisce lo sviluppo di smalto e dentina, previene l’infiammazione delle gengive, spesso molto frequente.

La vitamina C forse la più conosciuta in assoluto presente in gran parte di frutta e verdura tra cui kiwi, agrumi, peperoni e ortaggi a foglia verde aiuta la sintesi del collagene e contrasta lo stress ossidativo che spesso influenza in negativo la genesi della malattia parodontale.

Infine la fibra elemento principe della buona salute in generale e che troviamo nei cereali integrali, tutta la verdura e la frutta aiuta a pulire la superficie dei denti dalla placca nel momento in cui interagisce con la fase di masticazione (che quindi più è lunga meglio è), stimola inoltre la produzione di saliva a contrasto della proliferazione batterica dentale.

La sana alimentazione gioca quindi un ruolo fondamentale anche per i nostri denti e di riflesso la buona cucina di gusto e benessere come quella che incentiviamo continuamente sul nostro sito con piatti, ricette e informazioni sempre attente e aggiornate.

Ma non dobbiamo dimenticare l’elemento più devastante rispetto alla salute dei denti (e non solo naturalmente), lo zucchero inteso come molecola che ritroviamo non solo nel prodotto che prende il suo nome ma anche in tutte le sostanze raffinate di base come le farine bianche e in molti prodotti lavorati dall’industria alimentare come abbiamo già riportato in questo articolo.

Al contrario gli zuccheri della frutta non necessariamente sono elementi negativi per la salute dentale, ad esempio come rilevato in uno studio del British Dental Journal si è rilevato che la regolare presenza di frutta nella dieta tende a ridurre le tasche parodontali, mentre il suo potere erosivo viene limitato se consumata preferibilmente durante i pasti quotidiani e non da sola.

In questa ricetta ritroviamo allora una perfetta combinazione di elementi salva denti: grandi quantità di calcio e fibre, buoni contenuti di vitamina C grazie alla frutta e alla rucola, abbondanza di flavonoidi, antiossidanti e antiinfiammatori.

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro.

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

Ultimi articoli

Cucinare e mangiare bene, un aiuto concreto contro i dolori articolari

Cucinare e mangiare bene, un aiuto concr…

11-08-2022 Reumatismi

Oltre al sole dell’estate che se non si eccede p...

Melanzane e alleati vegetali

Melanzane e alleati vegetali

28-07-2022 Mangiare sano

Celebriamo e raccontiamo brevemente in questo arti...

Unioni aromatiche: aglio e prezzemolo

Unioni aromatiche: aglio e prezzemolo

16-07-2022 Alimentazione

All’interno della nostra cucina grazie ai lascit...

Libri in Primo Piano

I dolori Reumatici

I dolori Reumatici

Novembre 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Disturb...

La Cucina con la Frutta

La Cucina con la Frutta

Maggio 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: L'impor...

Cucina mediterranea senza Glutine

Cucina mediterranea senza Glutine

Ottobre 01, 2010

Le guide di Natura e Salute Descrizione: La celi...

Le ricette del mese

Carote a vapore con salsa di pinoli al curry e pistacchi

Carote a vapore con salsa di pinoli al c…

12-08-2022 Antipasti

I benefici della cottura a vapore sono notevoli a ...

Pici all’aglione, alloro e profumo di limone

Pici all’aglione, alloro e profumo di …

09-08-2022 Primi

Malgrado le apparenze che possono comprensibilment...

Frullato rosso intenso con pesche, albicocche, mirtilli e barbabietola

Frullato rosso intenso con pesche, albic…

07-08-2022 Dolci e Dessert

Un vero e proprio concentrato di vitamine, sali mi...

banner