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Fragole a febbraio e stagionalità tradita anche nel Bio

Pubblicato in L'editoriale
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Era un po' inutile che mi mettessi a fotografare i soliti pomodori freschi, quelli già li date per scontato purtroppo vedendoli costantemente sempre, comunque e invariabilmente.
Ma le fragole, dai le fragole a febbraio quando ancora abbiamo tutti i fantastici agrumi a farci compagnia e riempirci di eccellenti nutrienti ricchi di forza preventiva oltre che di gusto.

Si certo nel convenzionale anche li non è più una stranezza, li le fragole le vedete sempre come i pomodori, anche se fuori ci sono due metri di neve.

Ma qui parliamo di una foto scattata sul mercato del biologico a febbraio, nel pieno dell'inverno, in un contesto quanto mai lontano dall'anima delle fragole, un anima che grida, urla tutta la sua disperazione.

Sono convinto della bontà del metodo biologico, se non altro porta con se un profondo rispetto per l'ambiente e la madre terra che ci accoglie.

Solo che troppo spesso mi devo correggere e non dire "che porta", ma che "dovrebbe portare" rispetto per l'ambiente, perché quando poi mi ritrovo fragole bio a febbraio io questo rispetto faccio un enorme fatica a vederlo e provo un enorme tristezza.

Ormai spesso penso che questa della stagionalità sia una battaglia persa quasi del tutto perché se anche gli alfieri di un principio del rispetto come quello che era alla base del sistema biologico si piegano alle pure logiche di mercato e di profitto vuol dire che le speranze cominciano veramente a farsi chimere.

Per quanto mi riguarda non scherzo quando dico che l'anima delle fragole grida disperazione.
La stagionalità non è un concetto antico e vetusto ormai non più consono alla società moderna, la stagionalità siamo noi esseri viventi incapaci poi di capire che la sua disfatta sarà inesorabilmente la nostra.

Sono particolari questi che appaiono insignificanti per il nostro benessere, ma così non sono a mio parere.

Spero solo di sbagliarmi profondamente!