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La pubblicità dei cibi spazzatura rovina la salute dei bambini

Pubblicato in L'editoriale
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Provate a dirmi quale può essere secondo voi uno degli elementi più destabilizzanti rispetto alla moderna epidemia di obesità infantile?
Le risposte potrebbero essere molteplici, ma credo che molti di voi abbiano una visione chiara e che le risposte simili potrebbe essere tante e convergere senza tanti problemi verso una condanna unanime e netta della pubblicità dei cibi spazzatura che con una ripetizione ossessiva e “purgante” invade con grande violenza la mente dei bimbi.

Una mente notoriamente molto malleabile e condizionabile, così per una devianza data dalla pubblicità oscena trasmessa senza alcun ritegno lo sforzo per rimediare e riportare il bimbo sulla buona strada è almeno 10 volte superiore come molti genitori coscienziosi e attenti hanno sperimentato e sperimentano sulla propria pelle.
Non so quanto può consolare questi genitori, ma oggi a sostegno di questa ineluttabile verità sulle devastazioni pubblicitarie alimentari arriva un preciso allarme dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

Nel suo ultimo rapporto con tema “obesità infantile” preparato in occasione del prossimo vertice mondiale che si terrà a Vienna il 4 e 5 luglio sollecita fortemente i Governi a mettere in pratica con molta urgenza una serie di pratiche e controlli stringenti sulle campagne pubblicitarie che hanno come oggetto i ben noti cibi spazzatura.
E giustamente sul banco degli imputati non viene messa la sola e ormai antiquata televisione, ma anche (se non soprattutto ormai!) tutti i nuovi media.
Dai social network alle applicazioni per cellulari ci sono una varietà infinita di forme mediatiche che in maniera subdola o meno incidono fortemente in negativo rispetto a questa problematica.

L’OMS sottolinea giustamente allora come la promozione di prodotti confezionati e trasformati del tutto squilibrati dal punto di vista nutrizionale“è stata riconosciuta come uno dei fattori di rischio per l’obesità infantile e altre malattie croniche legate alla dieta”.
Tutto l’insieme è devastante perché la ricettività da parte dei bimbi è elevata rispetto alle tante “schifezze” che si vedono proporre magari dai loro idoli animati preferiti.
Ma probabilmente il dato su cui riflettere ancora di più è che solo in apparenza queste pubblicità colpiscono unicamente i bimbi, in realtà il bersaglio cosciente è molto più vasto e riguarda i molti adulti che adulti in realtà non sono.
Del resto non si può che rimanere del tutto allibiti quando in pubblicità si vede una sorridente e sempre perfetta mamma (o papà) addentare felice la stessa schifezza che propone ai suoi bimbi.

Fate molta attenzione perché nulla è fatto a caso ed è estremamente facile associare il finto benessere del genitore che addenta la merendina di turno con il presumibile benessere di un adulto in carne e ossa che guarda la stessa pubblicità.
Micidiale e sconcertante!!!