Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Aug 05, 2020 Last Updated 5:24 PM, Aug 3, 2020

Che cos'è la pressione alta?   

L'ipertensione arteriosa, pur non essendo classificata come malattia, è un disturbo molto comune che colpisce quasi 15 milioni di italiani. Se non trattata in modo appropriato comporta un notevole aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Per questo motivo, oggi più che mai, è importante intervenire sulla sua prevenzione per scongiurare i drastici effetti che questo tipo di disturbi possono causare.

Nonostante le terapie farmacologiche si siano dimostrate molto efficaci nel combattere l'ipertensione, un corretto stile di vita e l'utilizzo di strumenti diagnostici come gli sfigmomanometri digitali, ricoprono un ruolo fondamentale per la prevenzione della pressione alta.

Si parla di pressione alta o ipertensione arteriosa, quando i valori della pressione sanguigna sono oltre le soglie ritenute di "sicurezza" dal Comitato Internazionale della Salute (140 per la massima e 90 per la minima).

Solitamente questo disturbo interessa le persone di età più avanzata, o che soffrono di sovrappeso, tuttavia l'ipertensione tende anche a manifestarsi come carattere ereditario laddove vi siano storie di ipertensione pregressa in famiglia.

Quali rischi si corrono?

L'ipertensione è particolarmente pericolosa perché, con il passare del tempo, arreca danni al sistema cardiocircolatorio e agli organi ad esso correlati quali: cuore (cardiopatia ipertensiva), cervello (ictus) e ai reni (insufficienza renale).

Ad oggi le terapie mediche utilizzate per curare questo disturbo fanno uso di farmaci beta bloccanti e diuretici.

Questi medicinali sono molto efficaci quando si tratta di ristabilire i valori della pressione riportandoli dentro i parametri normali, tuttavia, sono meno efficaci per trattare i danni che possono avere subito gli organi interni a causa di questa condizione.

Per questo è sempre più importante monitorare con costanza la propria pressione, e accorgersi per tempo di eventuali alterazioni anomale della stessa.

Lo Sfigmomanometro: la "macchinetta" della pressione

Misura pressione 500x340Un valido alleato per la prevenzione dell'ipertensione è rappresentato dallo sfigmomanometro.

Questo strumento ha ben più di 100 anni e in origine era dotato di una colonnina di mercurio in grado di leggere i valori della pressione. Da qua è rimasta la sua unità di misura, il milligrammo di mercurio "mmHg".

Monitorare con costanza la propria pressione sanguigna permette di rendersi immediatamente conto di eventuali disturbi e, intervenendo per tempo, di scongiurare eventi ben più gravi.

Con l'avanzare della tecnologia questi apparati sono diventati più semplici da utilizzare e oggi ognuno può permettersi di comprare uno sfigmomanometro digitale da usare anche a casa.

Grazie alla loro semplicità, ed i costi contenuti, misurarsi la pressione è diventato un procedimento veloce e pratico, senza la necessità di ricorrere all'ambulatorio medico.

Ecco alcuni accorgimenti utili da implementare durante l'utilizzo del proprio sfigmomanometro:

  1. Monitorare la pressione sempre in stato di rilassamento. Sedersi in posizione comoda e aspettare almeno 5 minuti prima di procedere alla misurazione.
  2. Misurare la pressione con costanza in diversi momenti della giornata: principalmente la mattina e la sera.
  3. Posizionare bene il manicotto sul braccio all'altezza del cuore, così che la misurazione sia più accurata. Ripetere la misurazione almeno una seconda volta per accertarsi che i valori siano concordi.
  4. Compilare un diario dove vengono annotati con cura i livelli di pressione che registrati durante le diverse sessioni. Sarà molto utile al medico curante per farsi un'idea dell'andamento della pressione nel tempo.

Alcuni modelli di sfigmomanometro sono molto avanzati e permettono non solo di registrare tutte le letture di pressione effettuate ma anche di trasmetterle, attraverso la connessione dati, ad altri device come smartphone e computer, rendendole immediatamente disponibili ai medici.

Questi dati sono molto preziosi nel caso si debba procedere ad una terapia farmacologica per avere un quadro più completo sul complessivo stato di salute dell'individuo.

L'utilizzo di questi strumenti, per essere ancora più efficace, deve essere accompagnato dall'adozione di uno stile di vita sano basato su un'alimentazione equilibrata ricca di elementi e sostanze preventive oltre a una, anche leggera ma costante, attività sportiva.

A cura della redazione di Sfigmomanometro.info

Per approfondimenti: http://sfigmomanometro.info/

Un nuovo studio rafforza il positivo e determinante ruolo delle spezie per il contenimento della dose di sale ingerita quotidianamente con un diretto beneficio sulla pressione.  

Malgrado studi che in apparenza sembrano smentire l'assioma l'esagerata assunzione di sale rimane la maggiore discriminante controllabile rispetto alla gestione della pressione alta, a oggi la maggior parte degli individui sparsi in tutti i paesi del mondo consuma una dose giornaliera di sale molto superiore ai 5 g al giorno raccomandati dall'OMS e questo continua a rimanere il problema principale rispetto al controllo della patologia legata alla cattiva pressione del sangue.

Che bisogna ricordare è probabilmente il più grande fattore di rischio per una lunga serie di complicazioni con esito deleterio come ictus, infarto miocardico e malattia renale cronica.

E le previsioni già ci dicono che con quasi assoluta certezza entro il 2020 l'ipertensione sarà la principale causa globale di morte e disabilità senza distinzione di età sesso e latitudine geografica.

Sono ormai diverse decine d'anni che tutta la comunità scientifica si sforza enormemente attraverso campagne globali di salute pubblica di sollecitare ad abbassare la quota di sale assunta con la dieta, senza però ottenere grandi risultati purtroppo.

Il problema principale ruota intorno al ruolo del sale che rimane il più potente elemento di amplificazione delle molecole aromatiche dei cibi, una potenza dovuta però essenzialmente alla facilità di accesso, a usi radicati nel tempo, a errori di abbinamenti difficili da sradicare, a un'alterazione percettiva derivante da cattiva alimentazione.

La strada più promettente per abbassare la quantità di sale usata quotidianamente è quindi quella di lavorare sulle amplificazioni sensoriali che altre sostanze con incidenza positiva possono portare ai cibi.

Gli esempi non mancano e diverse combinazioni, abbinamenti, intrecci, espedienti chimici e fisici giocati ad esempio sulle temperature di consumo hanno dato discreti risultati, anche se in termini minimali.

Eppure abbiamo a nostra disposizione almeno due categorie di elementi che da questo punto di visto possono svolgere un ruolo determinante, le erbe aromatiche e le spezie.

Su queste ultime getta una forte luce di speranza un nuovo studio condotto in Cina in cui si è dimostrato che gli individui che consumano abitualmente alte dosi di spezie, in particolare se piccanti, hanno una minore tendenza e utilizzare il sale nella preparazione del cibo.

Ciò sembra dovuta a una spiccata amplificazione della soglia di tolleranza nei confronti del sodio, in pratica le interazione aromatiche delle spezie e della sostanza principe della componente piccante, la capsaicina, compensano ampiamente la gratificazione sensoriale e la necessità di rendere più gustoso e succulente il cibo preparato aggiungendo sale esterno viene meno con un diretto beneficio sulla salute dell'organismo e sulla riduzione dei valori pressori.

Il lungo studio ci rivela poi altre notizie e indicazioni pratiche e sicuramente è interessante approfondire la questione grazie alla documentazione aperta consultabile da chiunque a questo indirizzo.

Per chi si occupa di cucina, salute e benessere è invece un forte incentivo a proseguire sulla strada di valorizzazione di ricette e piatti attraverso l'uso massiccio di spezie e erbe aromatiche sapendo con certezza che queste portano contributi diretti e indiretti di grande spessore.

Una recente ricerca evidenzia l'influenza del cibo consumato fuori casa sull'ipertensione.

Se ancora non si è convinti che anche contro la pressione alta la cucina "cucinata", passateci questo termine forte, ha un ruolo basilare e di grande importanza una delle ultime ricerche uscite potrebbe fugare definitivamente ogni dubbio e convincere anche i più pigri a mettere mano ai fornelli!

Portata avanti dagli studiosi della Duke-NUS Graduate Medical School Singapore di Singapore la ricerca è stata messa ben in evidenza sull'American Journal of Hypertension.

Per verificare se e come l'abitudine di non cucinare da se ma mangiare fuori casa potesse incidere in qualche modo sull'ipertensione sono stati monitorati i comportamenti alimentari e giornalieri di 501 studenti di Singapore, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, valutando allo stesso tempo le loro condizioni di salute generale con particolare attenzione alla pressione arteriosa.

Oltre alla pressione grande attenzione è stata messa alla misurazione dell'indice di massa corporea, allo stile di vita extra alimentare, all'attività fisica svolta e per l'appunto alla frequenza con cui i ragazzi mangiavano fuori casa.

L'esito di tutte queste verifiche e misurazioni ha messo in luce come il 27,4% dei partecipanti aveva una pressione sanguigna superiore alla norma o comunque anomalie generalmente estranee a quella fascia di età.

All'interno di questo gruppo con valori alterati il 38% consumava mediamente ogni settimana più di 12 pasti fuori casa in contesti ristorativi di per se poco attenti alla salute.

Parallelamente chi tendeva a soffrire di ipertensione seguiva uno stile di vita alterato: frequenti pasti fuori dalle mura domestiche, indice di massa corporea elevato, scarsa attività fisica, abitudine al fumo abbastanza accentuata.

I ricercatori hanno anche calcolato che ogni pasto consumato fuori casa in più a settimana stimolava del 6% l'innalzamento della pressione arteriosa, in particolare se il pasto era fortemente sbilanciato.

La conclusione finale ci lascia due aspetti contrapposti; quello negativo mette in guardia dal consumo dei pasti fuori casa perché la tendenza ad assumere maggiori quantità di sale e grassi saturi è elevata con influenze dirette sulla pressione, quello positivo esalta il valore dei pasti cucinati da se in ambiente domestico e famigliare.

Ritornando all'apertura di questo articolo è evidente che la cucina buona, sana e preventiva ha un ruolo strategico sempre più rilevante per mantenersi in buona salute e gli sforzi fatti per cucinare bene il cibo non sono sforzi vani, ma restituiscono enormi benefici a chi li porta avanti con convinzione.

La missione di sempre di Cucina&Salute!!!

Riduzione del sale e apporto di nutrienti preziosi come aiuto non solo per la pressione. 

Le diete in generale, in particolare quelle tese solo a raggiungere uno scopo di perdita di peso, hanno spesso più elementi di forte criticità che reali vantaggi salutistici per chi le segue.
Per altro con il risvolto di arricchire spudoratamente che le inventa e sperimenta la loro efficacia o meno sulla pelle degli altri.
Eppure non sono tutte uguali e alcune possono presentare piacevoli sorprese, magari non calcolate durante la loro ideazione o non esattamente tra i loro scopi.

La Dieta dash, "dietary approaches to stop hypertension", basa la sua peculiarità sulla forte riduzione del sale all'interno dell'alimentazione quotidiana a prescindere dal numero di pasti consumati durante la giornata.
E sappiamo bene quanto il fattore sale sia la nervatura centrale dal punto di vista alimentare rispetto al controllo della pressione arteriosa o per meglio dire rispetto al suo superare i livelli di controllo.

Una delle più interessanti conseguenze di questa dieta, sostengono i suoi ideatori, è la riduzione dei livelli di colesterolo dopo solo 2 settimane dal suo inizio e una normalizzazione di quelli pressori dopo 3 settimane con un influenza diretta sul buon funzionamento cardiovascolare in particolare rispetto all' insufficienza cardiaca.

Tutto questo non solo abbassando drasticamente la quantità di sale ingerita, ma spingendo al massimo il consumo di quei cibi che portano grandi scorte di potassio, magnesio, calcio ed antiossidanti di vario tipo, tutti elementi ben noti per ridurre la pressione del sangue e aiutare il sistema cardiovascolare.

Mancava rispetto a quanto sostenuto una conferma più autorevole frutto di ricerche e studi, mancanza a cui ha cercato di rimediare l'università del Michigan dove il regime alimentare è stato sperimentato su un campione di 13 pazienti tra i 60 e i 70 anni, tutti affetti da insufficienza cardiaca e pressione alta.
In che modo? Sotto controllo quotidiano sono stati fatti consumare solo cibi preparati nel laboratorio di cucina metabolica annesso al dipartimento in cui si è svolta la ricerca.
Quindi non una dieta fai da te con i rischi relativi alle proprie situazioni logistiche personali, ma un regime alimentare attentamente controllato dai medici in cui la dose massima di sale ingerita non superava i 1,150 milligrammi al giorno rispetto ai 4,200 mg consumati in media dagli uomini (3,300 nelle donne).

Un aspetto fondamentale perché è noto che come ha ricordato il professor Scott Hummel del dipartimento di medicina interna e principale autore dello studio "i cibi consumati fuori casa o preparati in proprio senza un attento controllo contengono troppo sale."
Il risultato della ricerca è stato che la riduzione del sale e il contemporaneo apporto dei nutrienti preziosi citati in precedenza ha consentito di ottenere risultati simili a quelli dei farmaci normalmente usati per combattere l'ipertensione.

Secondo il professore la conclusione da trarre è che "benché su un campione limitato questo regime dimostra che l'alimentazione può migliorare il rilassamento del ventricolo sinistro, ridurre l'indurimento delle pareti del cuore e migliorare il flusso sanguigno fra cuore e arterie".

Una revisione dei più recenti studi getta un ombra sulla validità delle linee guida ufficiali.  

Una revisione del centro Cochrane sui più recenti studi riguardanti l'utilità della terapia farmacologica nei pazienti con ipertensione lieve (pressione sistolica tra 140-159 e/o la diastolica tra 90 e 99) ha dato esiti sorprendenti che per quanto siano da confermare con altre indagini sbaragliano molte delle convinzioni fin qui seguite.

La revisione ha preso in esame ricerche e studi controllati randomizzati della durata di almeno 1 anno presenti nei principali database dei centri di ricerca più affidabili concentrandosi su quelli conclusi entro la fine del 2011.
Lo scopo era verificare nelle persone affette da ipertensione lieve senza precedenti eventi cardiovascolari e in buona salute complessiva se il trattamento farmacologico seguito portava vantaggi concreti e utili.

Gli studi corrispondenti ai criteri ricercati sono stati 4 per complessivi 8912 pazienti e la terapia farmacologica seguita è durata mediamente dai 4 ai 5 anni: in tutto questo tempo l'attività dei farmaci non ha portato rispetto al placebo una riduzione della mortalità in generale, nei 4/5 non ha ridotto l'insorgenza di malattia coronarica, ictus o eventi cardiovascolari totali, nel 9% dei casi si è addirittura dovuta interrompere a causa di eventi avversi incorsi nel frattempo.

Le conclusioni sono state che nelle persone affette da ipertensione lieve in buono stato di salute il trattamento farmacologico non ha dimostrato essere superiore al placebo nel ridurre la mortalità e il rischio di incorrere in altre patologie parallele.

Tutto questo ha generato diverse critiche e le case farmaceutiche europee e americane considerano la revisione una follia informativa, tuttavia non è un caso isolato e già in passato si sono sollevate diverse perplessità sulle linee guida che prevedono un intervento farmacologico già in presenza di ipertensione lieve senza valutare lo stato complessivo del paziente e prendere in maggiore considerazione altri fattori inerenti lo stile di vita come il fumo.
Del resto uno studio norvegese ha chiaramente dimostrato che seguendo le linee guida europee sulla prevenzione delle patologie legate al sistema cardiovascolare la metà della popolazione norvegese di età superiore ai 24 anni dovrebbe entrare in terapia, percentuale che sale addirittura al 90% per chi ha superato i 49 anni.

Uno scenario assurdo e paradossale che spinge a chiedere una riformulazione delle ipotesi di intervento terapeutico che allo stato attuale può portare più danni che benefici.

Verifica e controllo dei valori della pressione arteriosa

 ipertensione cat

 

Il controllo periodico dei valori della pressione arteriosa è la premessa fondamentale per avere consapevolezza e verifica di uno dei parametri base del proprio stato di salute. Come sottolineto nella pagine del libro: "La diagnosi di ipertensione arteriosa viene stabilita dal medico dopo aver rilevato i valori della pressione. Il medico tiene conto esclusivamente dei valori che rimangono elevati dopo una fase di riposo e dopo ripetute misurazioni.

 

Ultimi articoli

Orzo cereale antico di sorprendente modernità

Orzo cereale antico di sorprendente mode…

21-07-2020 Mangiare sano

L’orzo è stato uno dei primi cereali ad essere ...

Basilico, la pianta regale per eccellenza

Basilico, la pianta regale per eccellenz…

16-07-2020 Erbe aromatiche

La pianta regale per eccellenza, tale è il signif...

Noci: vero elisir per la pelle

Noci: vero elisir per la pelle

13-06-2020 Mangiare sano

Le noci vantano un lunghissimo elenco di sostanze ...

Libri in Primo Piano

Dolci senza glutine

Dolci senza glutine

Aprile 06, 2016

Le guide di Natura e Salute La sorpresa di quanto...

I dolori Reumatici

I dolori Reumatici

Novembre 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Disturb...

Pesce e Verdure

Pesce e Verdure

Agosto 01, 2006

Un'unione gustosa e salutare Descrizione: 28 pes...

Le ricette del mese

Crema di zucchine con datterini marinati e ceci al curry

Crema di zucchine con datterini marinati…

03-08-2020 Minestre e Zuppe

Due ingredienti estivi di stagione, pomodori e zuc...

Crema di albicocche in forma al profumo di mandorle e limone con fondente

Crema di albicocche in forma al profumo …

29-07-2020 Dolci e Dessert

Le possibilità offerte dalle albicocche in pastic...

Gnocchi con quinoa e grano saraceno alla curcuma ripieni di peperoni su salsa di zucchine al basilico

Gnocchi con quinoa e grano saraceno alla…

23-07-2020 Primi

Della quinoa, pianta assimilata ai cereali per pra...

banner