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Feb 23, 2020 Last Updated 7:39 PM, Feb 21, 2020

La molecola lipidica colesterolo non è una sostanza estranea che invade i tessuti dell'organismo, ma al contrario di quello che si potrebbe essere indotti a pensare è un elemento fondamentale per il buon funzionamento di molti organi, la formazione dei sali biliari, della vitamina D e di molti ormoni, tanto che il corpo ne produce di per se 1-2 grammi al giorno, un quantitativo piccolo solo in apparenza.

Il tutto avviene prevalentemente attraverso il fegato che con il contributo di altri organi contribuisce a produrre circa 2/3 del fabbisogno giornaliero (colesterolo endogeno), mentre il rimanente viene ricavato dagli alimenti (colesterolo esogeno).

prevenire il colesteroloL'eliminazione (parziale) avviene attraverso la bile, la pelle e l'intestino, ma questo meccanismo naturale non garantisce lo smaltimento completo di questa sostanza continuamente prodotta.

Quando è in eccesso succede allora che si accumula nel tessuto adiposo e a lungo andare questo deposito tende a indurire, irritare e infiammare le pareti delle arterie che perdono progressivamente la loro flessibilità, si irrigidiscono e arrivano pericolosamente ad occludersi.

Secondo la Società Europea dell'Arteriosclerosi si ritiene che i valori medi ottimali di colesterolo nel sangue siano di 200/220 mg per 100 ml per l'adulto e 160/180 mg per i bambini, ma è bene ricordare che si tratta di una media da mettere in relazione con molti altri fattori come le percentuali di colesterolo cattivo e buono e il ruolo dei trigliceridi.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

La conferma del ruolo positivo del consumo di mele sui livelli di colesterolo.

Le mele sono uno dei frutti più importanti che l'autunno ci regala arrivando con la loro presenza a tutto l'inverno in una profusione di varietà dalle mille sfumature di sapori, consistenze, colori, sentori e aromi di fondo qualcosa che non è mai uguale a se stesso malgrado le apparenze.

E non è uguale anche nelle differenze di apporti di salute ricevuti dall'organismo, a volte differenze minime, in diversi casi differenze importanti anche se stiamo parlando dello stesso frutto, le varietà del resto non sono a caso e riflettono precise connotazione specifiche.

Non essendo tutte uguali come varietà viene quindi da chiedersi se tutte le tipologie indistintamente hanno le stesse identiche virtù a livello di salute rispetto magari a qualche specifica patologia che di solito si avvantaggia in maniera significativa nel vederle presenti in dieta.

Il collegamento come è facile intuire vista la rubrica e con le dinamiche che sovraintendono i livelli di colesterolo nel sangue, un tema affrontato su larga scalda da molte ricerche internazionali.

Carpaccio di mela con pepe rosa grana e nocciole 970x600 CSDue di queste, parallele con una differenza di metodologia essendo una in vitro e una in vivo, sono state presentate di recente da ricercatori Italiani e pubblicate su prestigiose riviste mediche.

La prima edita su Food Chemistry ha messo in evidenza come estratti di polifenoli provenienti da una selezione di varietà di mele agivano in maniera diversa rispetto al controllo dei livelli di colesterolo e glucosio assorbiti dall'organismo.

Rispetto al colesterolo la varietà migliore risultata dai test si è dimostrata la Annurca, mentre per il glucosio la Red Delicius con riferimento specifico alla buccia (da cui si capisce l'importanza di una provenienza biologica per il suo corretto consumo).

La seconda ricerca pubblicata su The Journal of the Science of Food and Agriculture ha visto la collaborazione di 250 persone affette da lieve ipercolesterolemia che dopo aver consumato un campione di diverse varietà di mele si sono sottoposti a nuovi controlli.

Anche qui la varietà Annurca si è dimostrata la migliore visto che il suo consumo nell'arco di due mesi (2 mele quotidiane) ha fatto registrare una diminuzione del colesterolo del 8,3%, mentre la seconda varietà in classifica si è fermata al 4,4%.

Il merito va alla ricchezza di polifenoli della varietà Annurca senza però nulla togliere a tutte le altre che consumate con costanza, facendo attenzione solo all'apporto glicemico in caso di problematiche specifiche legate a questo fattore, sono un aiuto più che concreto per mantenere nei limiti ottimali i livelli di colesterolo.

E se vogliamo portare da subito in tavola un bel piatto di mele perché non pensare a questo!!!

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

Lo sfruttamento delle patologie ai fini di marketing anche in relazione al contenimento del colesterolo. 

Che le patologie siano elementi di marketing e business per le industrie alimentari di vario tipo è un triste dato sotto gli occhi di tutti e anche se a volte si parte da buone intenzioni l'obbiettivo finale rimane sempre quello di fare più soldi possibile tramite un filo conduttore che attragga potenziali clienti.


Malati purtroppo, malati che cercano sempre elementi e alimenti che in qualche modo possano aiutarli a superare i limiti della propria patologia, una ricerca più che comprensibile e anche da incentivare tutto sommato.
Mettendo però sempre in guardia dai possibili tranelli, certamente innumerevoli, che si nascondono intorno alle etichette leggendo facili slogan.

Così recentemente è successo che le industrie alimentari canadesi hanno richiesto al dipartimento per la salute pubblica di sostituire nei loro prodotti i meno benefici grassi animali saturi in favore degli oli vegetali al fine di garantire un apporto nutrizionale migliore.
Una richiesta di per se lodevole, peccato che fosse subordinata all'altra richiesta perentoria di pubblicizzare la presenza dei grassi vegetali in nome della loro azione benefica sul cuore.

Il tutto in un quadro nutrizionale dove non è affatto possibile assimilare tutti i grassi vegetali perché non sono simili e composti da elementi protettivi e preventivi uguali fra di loro.
In particolare per quanto riguarda il colesterolo è noto che per il suo contenimento e controllo sono necessari sia agli acidi grassi omega 6 che gli omega 3 in una proporzione consona alla situazione personale con particolare attenzione alla presenza dell'acido alfa-linolenico.

Ma è altrettanto noto che questa proporzione è decisamente variabile in tutti gli oli vegetali consumati e utilizzati a livello domestico o industriale in un quadro informativo complessivo spesso confuso.
Per questo motivo i ricercatori del dipartimento di scienze nutrizionali della università di Toronto insieme ai colleghi della Western university di Londra si sono sentiti in dovere di visionare e controllare le più recenti ricerche svolte sugli oli vegetali ed il contenuto di acidi grassi polinsaturi.

Arrivando alla conclusione, tramite le affermazioni di Richard Bazinet che in prima persona ha firmato la ricerca, che "Non tutti gli oli prevengono le patologie cardiache e le industrie alimentari devono tenerne conto evitando di segnare sulle etichette generici benefici per il cuore, se gli oli usati non contengono le giuste tipologie di acidi polinsaturi".

Ad esempio dalla ricerca si evince come l'olio di cartamo e di mais contengono solo gli omega 6 e nessun omega 3 alfa-linolenico e non portano direttamente vantaggi significativi alla salute.
Singolarmente però "Sono gli oli più usati delle industrie per produrre margarine, maionese, noccioline e patatine fritte", una singolarità che la dice lunga sulle "buone intenzioni" dell'industria alimentare.

La ricerca è stata pubblicata sul Canadian Medical Association Journal dove è possibile trovare il testo integrale.

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

La strada per fare questo poggia sostanzialmente su due piedistalli fondamentali: l'alimentazione giusta e la corretta attività fisica.
Per completezza bisogna aggiungere che per fare in modo che il colesterolo non sia un elemento drammaticamente determinante per il peggiorare delle condizioni di salute in relazione ai fattori di aumento del rischio cardiovascolare esiste un terzo importante piedistallo, ovvero l'eliminazione degli altri fattori destabilizzanti come fumo, obesità e ipertensione.

prevenire il colesteroloL'alimentazione in questa ottica può svolgere due ruoli essenziali: fare in modo di controllare meglio la naturale produzione di colesterolo da parte dell'organismo tramite la scelta di un opportuno regime alimentare; selezionare e escludere alla fonte quegli alimenti che contengono troppo colesterolo in favore di quelli che ne contengono poco o nulla.

All'opzione farmaco si dovrebbe arrivare solo quando tutte le altre strade correttive intraprese non hanno portato ad alcun risultato valido o in presenza di una condizione fisica complessiva compromessa e la persistenza di altri fattori di rischio cardiovascolare.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Aumentano il colesterolo

Diminuiscono il colesterolo

Eccesso ponderale

Condizioni di normopeso

Dieta raffinata ricca di zuccheri semplici e povera di fibre

Dieta ricca di carboidrati complessi e fibre

Alimenti ricchi in grassi animali e acidi grassi saturi

Alimenti ricchi di acidi grassi insaturi (oli vegetali, pesci, ecc)

Stile di vita sedentario

Cibi ricchi di sostanza antiossidanti (betacarotene, vitamina C ed E, ecc)

Condizioni di stress

Attività fisica e sportiva regolare

Carenza di sostanze antiossidanti nella dieta

 

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

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