Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

May 22, 2019 Last Updated 7:18 AM, May 22, 2019

Lo sfruttamento delle patologie ai fini di marketing anche in relazione al contenimento del colesterolo. 

Che le patologie siano elementi di marketing e business per le industrie alimentari di vario tipo è un triste dato sotto gli occhi di tutti e anche se a volte si parte da buone intenzioni l'obbiettivo finale rimane sempre quello di fare più soldi possibile tramite un filo conduttore che attragga potenziali clienti.


Malati purtroppo, malati che cercano sempre elementi e alimenti che in qualche modo possano aiutarli a superare i limiti della propria patologia, una ricerca più che comprensibile e anche da incentivare tutto sommato.
Mettendo però sempre in guardia dai possibili tranelli, certamente innumerevoli, che si nascondono intorno alle etichette leggendo facili slogan.

Così recentemente è successo che le industrie alimentari canadesi hanno richiesto al dipartimento per la salute pubblica di sostituire nei loro prodotti i meno benefici grassi animali saturi in favore degli oli vegetali al fine di garantire un apporto nutrizionale migliore.
Una richiesta di per se lodevole, peccato che fosse subordinata all'altra richiesta perentoria di pubblicizzare la presenza dei grassi vegetali in nome della loro azione benefica sul cuore.

Il tutto in un quadro nutrizionale dove non è affatto possibile assimilare tutti i grassi vegetali perché non sono simili e composti da elementi protettivi e preventivi uguali fra di loro.
In particolare per quanto riguarda il colesterolo è noto che per il suo contenimento e controllo sono necessari sia agli acidi grassi omega 6 che gli omega 3 in una proporzione consona alla situazione personale con particolare attenzione alla presenza dell'acido alfa-linolenico.

Ma è altrettanto noto che questa proporzione è decisamente variabile in tutti gli oli vegetali consumati e utilizzati a livello domestico o industriale in un quadro informativo complessivo spesso confuso.
Per questo motivo i ricercatori del dipartimento di scienze nutrizionali della università di Toronto insieme ai colleghi della Western university di Londra si sono sentiti in dovere di visionare e controllare le più recenti ricerche svolte sugli oli vegetali ed il contenuto di acidi grassi polinsaturi.

Arrivando alla conclusione, tramite le affermazioni di Richard Bazinet che in prima persona ha firmato la ricerca, che "Non tutti gli oli prevengono le patologie cardiache e le industrie alimentari devono tenerne conto evitando di segnare sulle etichette generici benefici per il cuore, se gli oli usati non contengono le giuste tipologie di acidi polinsaturi".

Ad esempio dalla ricerca si evince come l'olio di cartamo e di mais contengono solo gli omega 6 e nessun omega 3 alfa-linolenico e non portano direttamente vantaggi significativi alla salute.
Singolarmente però "Sono gli oli più usati delle industrie per produrre margarine, maionese, noccioline e patatine fritte", una singolarità che la dice lunga sulle "buone intenzioni" dell'industria alimentare.

La ricerca è stata pubblicata sul Canadian Medical Association Journal dove è possibile trovare il testo integrale.

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

La strada per fare questo poggia sostanzialmente su due piedistalli fondamentali: l'alimentazione giusta e la corretta attività fisica.
Per completezza bisogna aggiungere che per fare in modo che il colesterolo non sia un elemento drammaticamente determinante per il peggiorare delle condizioni di salute in relazione ai fattori di aumento del rischio cardiovascolare esiste un terzo importante piedistallo, ovvero l'eliminazione degli altri fattori destabilizzanti come fumo, obesità e ipertensione.

prevenire il colesteroloL'alimentazione in questa ottica può svolgere due ruoli essenziali: fare in modo di controllare meglio la naturale produzione di colesterolo da parte dell'organismo tramite la scelta di un opportuno regime alimentare; selezionare e escludere alla fonte quegli alimenti che contengono troppo colesterolo in favore di quelli che ne contengono poco o nulla.

All'opzione farmaco si dovrebbe arrivare solo quando tutte le altre strade correttive intraprese non hanno portato ad alcun risultato valido o in presenza di una condizione fisica complessiva compromessa e la persistenza di altri fattori di rischio cardiovascolare.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Il consumo di questi preziosi alimenti favorisce l'abbassamento dei livelli di LDL e aiuta a tenere in buona salute il sistema cardiovascolare.

Il ruolo dei legumi per la salute e la prevenzione di molte patologie continua ad essere confermato dalle moderne ricerche che si susseguono a livello internazionale.
Di come lenticchie, ceci, fagioli e compagni riescono a ridurre fino al 5% i livelli di LDL, la porzione di colesterolo che viene indicata come più nefasta, ne parla uno studio portato avanti da un team di ricercatori del St. Michael's Hospital di Toronto.

I quali hanno incrociato i risultati di 26 ricerche randomizzate per un numero complessivo di oltre mille soggetti analizzati soprattutto nelle abitudini di consumo alimentare.

Curiosamente i livelli di LDL con il consumo di legumi si riducono in percentuale maggiormente nel sesso maschile probabilmente per un tipo di alimentazione in partenza meno curata.

Nello specifico la ricerca mette in evidenza come una porzione standard di legumi del peso approssimativo di 130 grammi consumata quotidianamente porta alla riduzione del 5% del colesterolo cattivo in un arco di tempo tutto sommato breve.
Una percentuale non elevata che però rappresenta sempre una interessante diminuzione di potenziali danni a livello cardiovascolare.

Pubblicata sul Canadian Medical Association Journal la ricerca ha inoltre dato la possibilità di ribadire e confermare quanto il consumo di legumi sia un bene anche dal punto di vista metabolico essendo alimenti con un indice glicemico (IG) molto basso che di conseguenza aiutano a controllare efficacemente l'eccesso di peso, i livelli di glucosio nel sangue, una corretta pressione sanguigna.

Tutti fattori ricondotti poi a una buona funzionalità di tutto il sistema cardiovascolare dell'organismo, il vero fulcro di una buona salute.

Rispetto agli effetti secondari a volte poche piacevoli del consumo di legumi, gonfiori, flatulenza, ecc, anche questa ricerca conferma che è soprattutto una questione di abitudine al consumo, tranne casi particolari l'organismo sa in automatico adattarsi e regolarsi di conseguenza se vi è regolarità nell'assunzione, al contrario reagisce in maniera più "incisiva".

La molecola lipidica colesterolo non è una sostanza estranea che invade i tessuti dell'organismo, ma al contrario di quello che si potrebbe essere indotti a pensare è un elemento fondamentale per il buon funzionamento di molti organi, la formazione dei sali biliari, della vitamina D e di molti ormoni, tanto che il corpo ne produce di per se 1-2 grammi al giorno, un quantitativo piccolo solo in apparenza.

Il tutto avviene prevalentemente attraverso il fegato che con il contributo di altri organi contribuisce a produrre circa 2/3 del fabbisogno giornaliero (colesterolo endogeno), mentre il rimanente viene ricavato dagli alimenti (colesterolo esogeno).

prevenire il colesteroloL'eliminazione (parziale) avviene attraverso la bile, la pelle e l'intestino, ma questo meccanismo naturale non garantisce lo smaltimento completo di questa sostanza continuamente prodotta.

Quando è in eccesso succede allora che si accumula nel tessuto adiposo e a lungo andare questo deposito tende a indurire, irritare e infiammare le pareti delle arterie che perdono progressivamente la loro flessibilità, si irrigidiscono e arrivano pericolosamente ad occludersi.

Secondo la Società Europea dell'Arteriosclerosi si ritiene che i valori medi ottimali di colesterolo nel sangue siano di 200/220 mg per 100 ml per l'adulto e 160/180 mg per i bambini, ma è bene ricordare che si tratta di una media da mettere in relazione con molti altri fattori come le percentuali di colesterolo cattivo e buono e il ruolo dei trigliceridi.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Prevenire il Colesterolo"

Consumare mele con le loro preziose pectine aiuta a diminuire i livelli di colesterolo cattivo. 

Ci sono molti alimenti che possono aiutare l'organismo a contenere i livelli di colesterolo portando a diminuire il livello di quello più dannoso, definito spesso cattivo e conosciuto con la sigla LDL.
E spesso lo stesso alimento non si limita a diminuire il cattivo, ma aiuta anche ad aumentare la presenza di quello definito buono siglato HDL.

Uno di questi alimenti, per altro gustoso e consigliabile da consumare sempre a prescindere dia livelli di colesterolo, è la mela che è stata oggetto di un particolare studio condotto dalla Florida State University.

La chiave di tutto sono probabilmente le pectine che come altre ricerche hanno confermato fanno parte di quella massa di fibre solubili che hanno potenti effetti positivi su molti meccanismi interni dell'organismo.
E le mele sono ricche di pectine come del resto di tante Vitamine e Sali minerali, per cui con l'approssimarsi della nuova stagione di raccolta converrà farne un'ampia scorta.

Nello studio sono state coinvolte 160 donne fra i 45 e i 65 anni, a un primo gruppo sono state fatte consumare 75 g di mele secche al giorno, a un secondo gruppo lo stesso peso di prugne secche.
Tutto questo per un periodo di almeno 6 mesi superato il quale sono state controllate attraverso esami di accertamento sui livelli di colesterolo nel sangue.
Chi aveva consumato la razione di mele (in termini di frutta fresca 1-2 mele al giorno) era riuscito a ridurre il livello del colesterolo LDL del 23% arrivando anche a perdere peso malgrado teoricamente avessero assunto una discreta razione di calorie in più tramite le mele.

Perdita di peso che sembra sia dovuta ancora una volta alle pectine che aumentando il senso di sazietà bloccano gli stimoli della fame aiutata in questo anche dalle fibre presenti nelle mele in particolare se consumate con la buccia accertandosi prima, come è ovvio, che arrivino da coltivazioni biologiche.

Ecco una ricetta per consumare con gusto le mele

Il "problema" colesterolo e il ruolo alimentare

 colesterolo cat

 

Anche se gli studi sono in continua evoluzione, vi siano pareri contrastanti sulla problematica e sia messa in evidenza l'influenza e il condizionamento diretto che le case farmaceutiche esercitano, il colesterolo allo stato attuale è considerato un "osservato speciale" da monitorare con attenzione e, se troppo elevato, riportare a parametri potenzialmente meno problematici.

 

Ultimi articoli

L'avocado magico, oltre la polpa le virtù antiinfiammatorie nascoste del seme

L'avocado magico, oltre la polpa le virt…

21-05-2019 Reumatismi

Rimane l'avocado un frutto davvero straordinario p...

Il latte e i suoi derivati potrebbero essere un aiuto per affrontare meglio il diabete

Il latte e i suoi derivati potrebbero es…

14-05-2019 Diabete

Tra i tanti alimenti che possono svolgere un qualc...

Prevenzione dell'ipertensione, il grande aiuto dello yoga

Prevenzione dell'ipertensione, il grande…

05-05-2019 Ipertensione

Non solo il cibo e l’alimentazione possono esser...

Libri in Primo Piano

Dolci senza glutine

Dolci senza glutine

Aprile 06, 2016

Le guide di Natura e Salute La sorpresa di quanto...

Cucina a Vapore

Cucina a Vapore

Ottobre 01, 2012

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Possiam...

La Cucina Mediterranea delle Verdure

La Cucina Mediterranea delle Verdure

Maggio 02, 2006

Consigli e ricette di uno chef Descrizione: Nuov...

Le ricette del mese

Piccole tortine alle fragole e nocciole

Piccole tortine alle fragole e nocciole

22-05-2019 Dolci e Dessert

Ingredienti per 8 persone: 300 g di fragole, 6...

Ciriole con luppolo selvatico, mandorle, limone e pomodori secchi

Ciriole con luppolo selvatico, mandorle…

18-05-2019 Primi

Ingredienti per 4 persone: 50 g di mandorle sgu...

Agretti marinati all’arancia con carote agliate

Agretti marinati all’arancia con carot…

14-05-2019 Antipasti

Ingredienti per 4 persone: 1 arancia, 80 g di ...

banner