Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Jul 24, 2019 Last Updated 8:21 AM, Jul 22, 2019

I succhi non equivalgono il frutto di origine e anzi rischiano di avere effetti opposti. 

Un importante studio smentisce in maniera molto chiara tutti quelli, estremamente interessati come le industrie del settore o semplicemente poco informati, che sostengono come possa bastare assimilare i surrogati delle sostanze naturali per usufruire dei loro riconosciuti benefici sulla salute.
Dagli integratori di Vitamine e Sali Minerali, realmente utili solo in casi circoscritti, fino ad arrivare ai lavorati industriali e ai succhi di frutta che paradossalmente, come racconta lo studio appena pubblicato, hanno un effetto opposto e pericoloso.

E lo scopo della ricerca era proprio questo, ovvero verificare se si potevano mettere sullo stesso piano di positività nutrizionale e preventiva il consumo di frutta integra al naturale con quello dei succhi comodamente belli e pronti all'uso.
In particolare accertando l'influenza che una scelta rispetto all'altra poteva avere sull'insorgenza o aggravamento del diabete di tipo 2.
Pubblicato sul British Medical Journal (BMJ, per ogni riferimento andate qui) lo studio è stato portato avanti da un team di ricercatori del Regno Unito, degli Usa e di Singapore e ha coinvolto centinaia di migliaia di persone selezionate in base allo stato di salute escludendo a priori chi presentava già diagnosi di diabete, malattie cardiovascolari o cancro.

L'attenzione è stata posta sul consumo di 10 tipologie di frutta al naturale (mele, uva, pesche, pere, mirtilli, agrumi, ecc) rispetto ai succhi di frutta più diffusi e in buona parte surrogati della frutta naturale esaminata.
All'osservazione sul consumo sono stati incrociati i dati sul tipo di dieta complessiva seguita, sulle abitudini e sugli stili alimentari e sul tipo di malattie insorte, con un particolare occhio di riguardo al diabete.

Alla fine della ricerca si è visto che le persone abituate a mangiare almeno tre porzioni a settimana di frutta al naturale come mirtilli, uva, mele e pere erano in grado di circoscrivere al minimo e ridurre (fino al 7%) il pericolo di incorrere nel diabete di tipo 2, mentre chi al contrario consumava prevalentemente succhi di frutta aveva un aumento medio del rischio del 6,5%.

Una conclusione su cui riflettere molto, per prendere consapevolezza di come negli alimenti al naturale vi siano evidentemente ancora tante cose da scoprire e tanti segreti intimi da svelare.
Una ricchezza del dentro non trovabile in lavorati e estratti, una ricchezza che solo con una buona alimentazione e una buona cucina possiamo assicurarci, come nella golosa ricetta che trovate qui.

Quanto incide in negativo il dilagare dei casi di obesità collettiva.  

Il 10 ottobre scorso, come periodicamente avviene, si è celebrato l'Obesity Day arrivato all'edizione 2013 con l'obbiettivo di porre al centro dell'attenzione il grandissimo problema dell'eccesso di peso.
Per l'occasione l'associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (Adi) ha voluto rimarcare come l'obesità non si colloca solo in una sfera di esteriorità fisica da correggere per apparire "più belli" e sani, ma porta con se ingenti danni collaterali alla salute a cominciare dal diffondersi e aggravarsi del diabete di tipo 2.

Una vera pandemia come in diversi hanno messo in evidenza che certamente non è per nulla contrastata dalla presenza di chili in eccesso e di un organismo complessivamente affaticato dall'alterazione della massa corporea.
Rispetto al diabete e in generale alle patologie legate al sistema cardiovascolare perdere chili in eccesso, raggiungere il peso ideale in relazione alle condizioni soggettive, mantenere e controllare nel tempo la massa grassa presente nell'organismo è la via maestra per una prevenzione attiva e efficace.

Diventando un'arma molto più remunerativa da questo punto di vista rispetto a quello che molte cure farmacologiche possono fare quando ormai i danni degenerativi sono in atto.

Ricorda l'Adi come nel nostro paese l'aumento costante e inarrestabile dell'obesità ha con molte probabilità contribuito in maniera determinante al pari aumento dei casi di diabete, la cui prevalenza è passata in 12 anni dal 3,7 al 5,5%, per un totale di oltre 1 milione di persone in più cadute vittima di questa malattia.
Per di più si sa da tempo che un numero non indifferente di persone, valutato intorno al milione, pensa inconsciamente di non soffrire di alcuna patologia non effettuando i controllo adatti mentre in realtà ha dentro di se gran parte delle alterazioni fisiologiche tipiche del diabete aggravate, tanto per rimanere in tema, da un eccesso di peso più o meno importante.

La non conoscenza e la sottovalutazione delle conseguenze di una patologia come il diabete oltre a incidere enormemente sulla qualità della vita dei futuri pazienti pregiudica da un lato l'efficacia dei rimedi curativi e dall'altro porta a un aumento considerevole dei costi sanitari a carico della collettività.

Prevenzione e investimenti mirati sugli aspetti strettamente dietetici, nutritivi, di corretta alimentazione e strategia preventiva degli stili di vita dovrebbero essere priorità utili non solo al bene della società, ma anche al bene di un economia che basa la sua forza sulla lungimiranza preventiva.

Il termine greco diabetes compare per la prima volta con Apollonio di Menfi nel III secolo a.C.; deriva dall'espressione "passare attraverso" e si riferisce alla gran quantità d'acqua bevuta ed escreta dal diabetico.

Il termine mellito (da miele) fu invece usato dal medico inglese del '700 John Rollo, per descrivere il diabete caratterizzato dall'urina dolce a causa della presenza di glucosio.
Da allora sono state scoperte varie forme di diabete, ma di quello mellito se ne distinguono due: il tipo 1 o insulino dipendente e il tipo 2 o non insulino dipendente.

a tavola con il diabeteQuest'ultimo ha un legame stretto con il peso: circa l'80% di chi ne è affetto risulta infatti sovrappeso, ma in generale si calcola che la metà della popolazione obesa sia diabetica.

Il raggiungimento del peso ideale è quindi il primo passo da compiere: tra i molti vantaggi c'è il calo della glicemia, che talvolta solo con la dieta si può normalizzare, una maggiore efficacia della terapia (troppa insulina invece aiuta a ingrassare), la riduzione dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari e delle altre complicanze legate al diabete.

Testi tratti dal libro "A tavola con il Diabete"

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "A tavola con il Diabete"

Regolarità è la parola che bisogna sempre ricordare. Dal numero (tre principali e due spuntini) agli orari dei pasti: assolutamente vietato saltarne uno. Ma anche l'introito di zuccheri e di calorie di ogni pasto deve mantenersi costante: questa regolarità è fondamentale perché la terapia ipoglicemizzante abbia effetto e non provochi pericolose crisi di iperglicemia (se si è mangiato troppo) o di ipoglicemia (se si è mangiato poco o si è digiuni).
succhi3Col tempo sono caduti molti tabù alimentari anche se tuttora resistono luoghi comuni come "la mela è l'unico frutto permesso nel diabete".
Sostanzialmente oggi la dieta del diabetico non si discosta molto dai principi di sana alimentazione validi per tutti, quindi un'alimentazione variata e non ripetitiva, ricca di alimenti vegetali ed equilibrata in proteine, grassi e zuccheri.
Riguardo alle proteine, l'apporto consigliato è lo stesso di quello delle diete bilanciate: circa il 15% del fabbisogno calorico deve provenire da questi nutrienti. Fanno eccezione i diabetici con problemi renali, per i quali la quota proteica scende drasticamente.

zucchero-cannaChi ha la glicemia alta, per allontanare problemi cardio-vascolari e tenere sotto controllo colesterolo e trigliceridi deve prestare attenzione ai grassi che mangia. L'apporto ideale si aggira sul 25% (mai oltre il 30%) del fabbisogno energetico.
Ma oltre alla quantità bisogna badare alla qualità dei lipidi: adottare l'olio extravergine di oliva come condimento principale, possibilmente a crudo; ridurre il colesterolo (max 300 mg al giorno) e i grassi saturi (burro, formaggi, carni); preferire le fonti di grassi insaturi essenziali come il pesce e gli oli vegetali (come quelli di mais o girasole, ma biologici con spremitura a freddo).

Riguardo ai carboidrati, le raccomandazioni attuali prevedono che circa il 55% della quota energetica debba essere ricavata dagli zuccheri complessi e semplici presenti in cereali, frutta e verdura. Va detto subito che la possibilità di inserire o meno nella dieta zuccheri semplici come il saccarosio o il miele è sempre stabilita dal diabetologo.

a tavola con il diabeteA proposito dei carboidrati complessi, sono due le cose importanti da ricordare nella scelta: il contenuto di fibre e l'indice glicemico. La dieta del diabetico deve essere ricca di fibre, almeno 30 grammi al giorno, perciò i cereali integrali non devono mai mancare dalla tavola.

Inoltre è provato che una componente delle fibre, chiamata solubile, forma una sorta di gel che rallenta l'assorbimento intestinale dei grassi e degli zuccheri. Sfavorendo così i rapidi e pericolosi innalzamenti glicemici e favorendo il lavoro dei farmaci ipoglicemizzanti.

Testi tratti dal libro "A tavola con il Diabete"

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "A tavola con il Diabete"

Tra i tanti alimenti che possono svolgere un qualche ruolo positivo per riuscire a gestire meglio e migliorare le condizioni di chi ha il diabete ultimamente sembra essersi ritagliato un ruolo potenzialmente interessante il latte.
Sia nella sua veste naturale di origine, sia come base di derivati ben conosciuti come lo yogurt e recentemente l'ottimo kefir che dal punto di vista della salute ha un profilo ancora più alto.

Su questi derivati bisogna solo fare molta attenzione nella loro formulazione, al di la dei claim pubblicitari che vantano doti miracolose abbastanza dubbie il consiglio principale è quello di rimanere sulle versioni di base poi semmai da arricchire con frutta fresca, secca, semi oleosi e fiocchi integrali.

Rispetto al diabete il presunto ruolo positivo del latte è stato messo in risalto da uno studio portato avanti dall’Università di Guelphe e pubblicato sul Journal of Dairy Science.
Concentrato soprattutto sull'osservazione del consumo di latte e derivati a colazione accompagnati da cereali in diverse formulazioni ha evidenziato come la combinazione delle proteine del latte e delle sostanze principali come le fibre contenute nei cereali rallenta in positivo la digestione diminuendo allo stesso tempo i livelli di zucchero nel sangue.

In sintesi un mantenimento accettabile dei livelli di glucosio nel sangue insieme a una diminuzione del senso di fame come altro risvolto positivo.

L'insieme dei dati è da verificare e confrontare meglio con altre ricerche che non sono proprio così favorevoli alla presenza del latte, mentre confermano ampiamente il ruolo positivo dei derivati ricchi di sostanze benefiche per l'intestino e il microbiota.

Cos’è il diabete

 diabete cat

 

Il diabete è una condizione patologica conosciuta da moltissimo tempo che altera una delle funzioni più importanti dell'organismo ovvero la capacità di utilizzare lo zucchero presente nel sangue per lo normali funzioni fisiologiche con il conseguente accumulo e il rialzo della glicemia.

 

Ultimi articoli

L'avocado magico, oltre la polpa le virtù antiinfiammatorie nascoste del seme

L'avocado magico, oltre la polpa le virt…

21-05-2019 Reumatismi

Rimane l'avocado un frutto davvero straordinario p...

Il latte e i suoi derivati potrebbero essere un aiuto per affrontare meglio il diabete

Il latte e i suoi derivati potrebbero es…

14-05-2019 Diabete

Tra i tanti alimenti che possono svolgere un qualc...

Prevenzione dell'ipertensione, il grande aiuto dello yoga

Prevenzione dell'ipertensione, il grande…

05-05-2019 Ipertensione

Non solo il cibo e l’alimentazione possono esser...

Libri in Primo Piano

I dolori Reumatici

I dolori Reumatici

Novembre 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Disturb...

La Cucina con la Frutta

La Cucina con la Frutta

Maggio 01, 2006

Le guide di Natura e Salute Descrizione: L'impor...

Ipertensione: curarla a tavola

Ipertensione: curarla a tavola

Aprile 01, 2009

Le guide di Natura e Salute Descrizione: Il ruol...

Le ricette del mese

Marmellata di limoni e zenzero

Marmellata di limoni e zenzero

22-07-2019 Conserve e Salse

Ingredienti per circa 2 vasi di vetro da conserve ...

Insalata cruda e cotta alla melissa e limone

Insalata cruda e cotta alla melissa e li…

18-07-2019 Insalate

Ingredienti per 4 persone 2 cucchiai di foglie ...

Dessert alle fragole con yogurt di soia

Dessert alle fragole con yogurt di soia

16-07-2019 Dolci e Dessert

Ingredienti per 4 persone: 400 g di fragole, ...

banner