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Sep 29, 2020 Last Updated 12:00 AM, Sep 16, 2021

Supera la tempesta con saggezza

La recensione di questo libro in apparenza poco intonato con gli argomenti abitualmente trattati nel contesto del portale non può che partire da un cameo liberamente tratto dal volume.

..... Per riuscire ad aiutare gli altri dobbiamo avere almeno un po' di calma, un po' di gioia, un po' di compassione ..... le otterremmo praticando la consapevolezza meditativa ..... non è solo nella stanza meditativa che possiamo dedicarci a questa pratica ..... possiamo praticarla anche in cucina ..... è qualcosa cui dovremmo dedicarci ogni giorno ed è possibile farlo mentre svolgiamo tutte le nostre attività quotidiane .....

Ecco così che torniamo a riaffermare, grazie a questo libro, come la cucina sia tutto e tutto serva a saper ben cucinare, servono il confronto, l'apprendimento, la capacità di capire come il "fare della cucina" sia anche un fare meditativo che aiuta a superare le tante difficoltà della vita oltre a godersela attraverso il gusto organolettico.

Può servire anche a superare le paure? Certo perché è un ottimo campo di prova e sperimentazione che grazie all'aiuto dell'energia positiva degli alimenti ci porta a toccare confini lontani confrontandoci con l'operatività pratica di un bellissimo mestiere artigianale, come tutti i mestieri artigianali.
Come si intuisce dal titolo il tema del libro è la paura e l'intento è insegnare a superarla trasformandola da forza negativa a forza positiva.

Ma la vera protagonista è la consapevolezza, una consapevolezza del qui e ora molto profonda che può portare a cogliere moltissime cose che generalmente ci lasciamo sfuggire vivendo nel passato o proiettandoci inutilmente nel futuro, in ogni caso non contemplando minimamente il presente.
Essere consapevoli è indispensabile per superare le paure e lo è anche per essere un bravo cuoco, come un bravo medico e così via, di fatto un passo essenziale per provare a migliorarsi sempre.
Ecco l'utilità vera di questo libro che si legge agevolmente e in maniera chiara inducendo a un'ampia riflessione delle personali dinamiche di vita.
Per essere bravi cucinieri la formazione è necessaria a 360 gradi e molto si può imparare anche leggendo libri di questo tipo evitando di fermarsi alle apparenze e alle proprie presunzioni.

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L'alimentazione naturale da 1 ai 3 anni

Il testo è il naturale proseguimento del precedente volume dedicato ai bimbi appena venuti al mondo e ai loro genitori alle prese con il difficile mondo dello svezzamento, la recensione precedente la potete trovare qui.
Il sottotitolo di questo libro, l'alimentazione naturale da 1 a 3 anni, forse è un po' ambizioso, ma il testo ha al suo interno molti pregi e tra i titoli dedicati al mondo dei bimbi visto con gli occhi di chi deve preparargli il cibo è uno dei più meritevoli.

Per iniziare è molto attento alla stagionalità di frutta e verdura, elemento per nulla scontato nei libri di cucina anche di blasonati autori, poi contiene belle e divertenti foto sia di bimbi, sia di alimenti, sia di ricette cucinate.
I consigli sono sensati e utili così come le indicazioni alimentari generali che consigliamo magari di leggere come utilità anche a qualche adulto particolarmente distratto e bisognoso di re imparare a cibarsi.

Ci sono tabelle interessanti e pratiche sulla preparazione dei legumi in pentola e sui cereali dove oltre alla cottura sono evidenziati correttamente i tempi di ammollo necessari.
Il libro non esita anche ad affrontare temi più scottanti come la questione della presenza della carne nell'alimentazione dei bimbi chiedendo pareri a pediatri e medici. Altro tema affrontato è il ruolo del calcio e dell'assunzione opportuna o meno del latte con l'indicazione alternativa, come assimilazione corretta di calcio, dell'uso delle alghe, alimenti dai molti pregi, ma certamente molto più inusuali all'interno dell'alimentazione dei piccoli.

Il bello di questo volume è che c'è un largo uso di cereali e legumi, per noi alimenti e elementi nutritivi molto conosciuti, ma per molte persone cibi ancora "misteriosi", citiamo come esempio la quinoa, l'amaranto, il miglio, il grano saraceno in chicchi, ecc.
A questi alimenti si somma la presenza oculata di seitan e tofu oltre a un'alta percentuale di verdure, il tutto in un contesto di alimentazione positiva e gioiosa.

Tra i libri dedicati ai bimbi certamente questa è la sua caratteristica migliore e di notevole pregio editoriale e divulgativo.
Per riassumere i contenuti troverete le ricette divise tra primi, secondi, verdure e colazioni, merende e dolci, preparazioni tutte caratterizzate da una buona dose di semplicità, elemento distintivo che rende i piatti alla portata di tutti.

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Un libro curato da Luigi Caricato, “Tutti dicono maremma maremma”, un’antologia che offre uno spaccato di una società contadina e le rende la dignità meritata attraverso una serie di racconti scritti da una ventina di autori di diverso stile narrativo.

Il libro è molto interessante anche per chi non frequenta questi luoghi, i racconti possono più o meno piacere ma sono tutti fluidi e di piacevole lettura, diversi di loro hanno la capacità di ispirare piatti, nel senso che leggendoli si immagina quali piatti e ricette si potrebbero abbinare prendendo spunto dai “contenuti alimentari” spesso presenti.

Se ne avete l’occasione procuratevi il libro e gustatene almeno le pagine.

Ecco un breve passaggio dell’introduzione al libro:

Lo confesso, ho sempre avuto un grande desiderio: far sorridere i contadini. Non che questi siano tendenzialmente malinconici e depressi, tutt’altro. Nel loro ambiente vivono una condizione di quasi assoluto stato di grazia. Hanno volti duri, solcati dal sole e dalla fatica, ma conservano intatto uno sguardo serafico che sa trasmettere serenità e purezza.
Nelle campagne in cui quotidianamente operano senza sosta – dall’alba fino al tramonto, e anche di domenica – gli agricoltori esprimono una perfetta aderenza con il paesaggio di cui si sentono parte integrante e nello stesso tempo custodi. Eppure, nonostante ciò, a osservarli da vicino, e a sentirli parlare in piena libertà, sembra mancare loro qualcosa.

A osservarli con attenzione, si nota un certo disagio, quasi un senso di insofferenza verso un mondo esterno che sottrae loro respiro e vita. La città invade i campi prima con strade larghe e superveloci, poi con un’edilizia selvaggia che divora le terre più fertili. Si sottraggono superfici coltivabili e tutto ciò li rende simili a prigionieri accerchiati e senza scampo.

Chi li conosce e li frequenta, sa bene che gli agricoltori vivono con grande senso di prostrazione e avvilimento la progressiva invasione del mondo urbano, ma lamentano nel contempo un effettivo isolamento sociale, culturale ed economico. Si sentono soli e abbandonati, perché nessuno vuole più ascoltarli e prenderli in seria considerazione.

Neanche i grandi giornali riservano spazi di cronaca e approfondimento, se non in maniera occasionale e comunque mai soddisfacente. Figurarsi la tivù, e forse è anche un bene. Nessuno che si voglia occupare delle loro problematiche, allo stesso modo di quanto avviene con altre professioni. Nessuno che ne rispetti l’identità e le esigenze, nemmeno gli uomini di cultura, giacché il mondo agricolo – luoghi comuni e tendenze neobucoliche a parte – nei fatti non piace, se non a pochi.

Può senza dubbio piacere la campagna, per la bellezza del paesaggio, ma non la campagna in quanto tale, con l’ininterrotto lavoro che essa implica e con gli uomini apparentemente rudi che ogni giorno la vivono sulla propria pelle. I figli dei contadini fuggono la campagna e arrivano in sostituzione gli stranieri, i nullatenenti, percorrendo la medesima via crucis; ma via via che ascenderanno anche loro nella scala sociale, e conseguito un titolo di studio e una base economica più solida, si dilegueranno, per dar spazio ad altri ultimi nullatenenti e con poche speranze. Ed ecco allora – per contrastare, almeno parzialmente, tale stato di isolamento culturale, e per evitare fughe a ripetizione – l’idea, certamente originale, di realizzare un’antologia di racconti inediti ispirati al mondo agricolo.”

Le guide di Natura e Salute

Di libri sulle spezie e sulle erbe aromatiche non c'è ne sono mai abbastanza, ma ogni nuovo apporto è sempre interessante, getta uno sguardo diverso su sostanze dalle straordinarie virtù e effetti, un beneficio a 360 gradi che coinvolge non solo la cucina.

Come dimostra questo libro che racconta le spezie soprattutto per il loro potere complessivo, un potere preventivo, in parte curativo, comunque benefico, arrivando solo in un secondo momento a toccare le implicazioni più goderecce in cucina.
Oltre a descrivere e decantare le caratteristiche di una selezione di spezie che comprende, giustamente, anche il sale e l'aceto, il libro è una ricca miniera di curiosità, approfondimenti inediti, risvolti terapeutici, influenza sulla longevità e uno corretto stile di vita, aiuto e sinergia con l'attività fisica e sportiva.

In più ci sono piacevoli richiami alla storia e al passato, preziosi come non mai in un mondo che della memoria spesso non sa stupidamente che farsene.
E questo anche quando sono notizie che fanno sorridere, ma dietro un sorriso spesso spunta una profonda riflessione su altri aspetti che possono aiutare a comprendere meglio la funzione di molte sostanze che in diversi casi usiamo senza alcuna consapevolezza in cucina.

Spezie misteColpisce ad esempio come i semi di sesamo nelle olimpiadi del passato venissero considerati sostanze dopanti e chi veniva sorpreso a consumarli punito severamente, la notizia oggi fa sorridere di fronte alle reali schifezze che alcuni atleti si iniettano nel sangue, ma ci aiuta anche a capire il potere di semi che magari usiamo solo perché ci piacciano o hanno un bel effetto sul piatto che stiamo preparando.

Così come è apprezzabile una descrizione del comune sale, sostanza certamente da limitare, che però ne racconta semplicemente le caratteristiche e le varie implicazioni senza per questo farlo passare per un veleno come tanti presunti esperti di alimentazione oggi cercano di far credere.
Insomma un libro molto interessante, onestamente dobbiamo dire che lo sono meno le ricette di cucina che sono presenti, un contributo dell'autore comprensibile e generoso, ma forse sarebbe stato meglio far trattare questo capitolo a chi le spezie in cucina le usa con maggiore cognizione di causa e capacità elaborativa.

Insomma a ognuno il suo ruolo, sperando di non offendere l'autore di un libro che a ogni modo è da promuovere appieno e consigliare fortemente a tutti gli amanti delle spezie.
Vi lasciamo di seguito la nota informatica che accompagna libro, per l'acquisto potete rivolgervi qui.

Uno sguardo nuovo su un alimento antico, che è un vero concentrato di benessere. La “magia” delle spezie sta proprio nel loro valore nutraceutico, ovvero nel loro essere un alimento-medicina la cui modalità di azione è data da molto di più che non la semplice somma delle azioni note dei suoi componenti biochimici. Ecco perché le spezie aiutano a restare in forma, a combattere l’invecchiamento, a migliorare le prestazioni sportive, ma proteggono anche dalle malattie degenerative.

Affinché questo valore si esprima al meglio, occorre anche porre attenzione al modo in cui le spezie sono coltivate, lavorate e conservate, perché restino alimenti vivi e vitali. Il testo prende in esame le spezie più note e le loro proprietà dall’Anice allo Zenzero e le più diffuse miscele di spezie a cominciare dal più noto Curry. Un ricco capitolo di ricette speziate conclude il volume.

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Gli straordinari benefici delle sostanze antiossidanti naturali

Un libro dal bel titolo, ma dai contenuti non semplicissimi malgrado l’autore lo abbia scritto con chiarezza divulgativa.

Il motivo principale è che si parla di sostanze antiossidanti naturali particolari contenute solo in circoscritti cibi che abitualmente consumiamo con l’alimentazione e quindi non è facile capire come mettere in pratica gli interessanti consigli e suggerimenti dati nel libro, diciamo che rispetto a altri libri gli manca quell’aspetto pratico e applicativo che poi rende facile al lettore capire la strada da seguire in cucina.
Malgrado questo è un libro che ribadisce ancora una volta l’importante ruolo di alcune sostanze naturali nel ridurre il rischio di molte malattie della società moderna fornendo dati, studi e risultati oggettivi.

Il concetto di fondo che affronta è il contrasto ai radicali liberi precursori e responsabili diretti di molte degenerazioni pericolose per l’organismo, contrasto che l’autore spiega risulta estremamente efficace tramite l’assunzione calibrata delle “Proantocianidine Oligomeriche” o più semplicemente OPC, sostanze contenute in particolare nei vinaccioli, nel vino rosso, nei mirtilli, nei bioflavonoidi degli agrumi e nella corteccia del pino marittimo.
Certo fa riflettere che ben due di queste sostanze riconducono a una pianta da frutto fortemente simbolica e ricca di storia per l’uomo come la vite, una pianta che crediamo riserverà ancora molte sorprese in futuro.

Vino rossoNel frattempo invitiamo tutti gli appassionati di sana alimentazione a documentarsi anche attraverso questo testo per capire meglio un complesso mondo fatto spesso di notizie contraddittorie (il vino ad esempio, a torto o ragione, è spesso al centro di accuse forti e negative o esaltazioni spropositate che al di la delle verità che contengono lasciano sempre un po’ interdetti), ma soprattutto perché le malattie che le OPC sembrano contrastare con molta efficacia sono una lunga e impressionante serie.
Per completezza vi lasciamo la chiara scheda con le informazioni editoriali essenziali, il libro invece potete acquistarlo comodamente qui.

Le OPC (proantocianidine oligomeriche) sono tra le antagoniste dei radicali liberi più potenti e promettenti note alla scienza moderna. Si tratta in realtà di una famiglia di antiossidanti, presenti nei vinaccioli, nel vino rosso e nella corteccia del pino marittimo francese, molto più potenti delle vitamine C ed E da tempo considerate antiossidanti di altissimo livello. La forza unica delle OPC deriva dalla capacità di riciclare la vitamina C, di salvare la vitamina E dall’ossidazione e di estinguere una gamma di radicali liberi più ampia rispetto alla maggior parte degli altri antiossidanti.

Studi scientifici hanno dimostrato la capacità delle OPC di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, cancro, diabete, artrite, perdita di memoria e persino disfunzione erettile. Anche se queste malattie possono sembrare non correlate, il loro tratto comune è un livello inadeguato di antiossidanti.

Questo libro spiega in che modo i radicali liberi provocano le malattie, offrendo un’analisi approfondita della miriade di benefici terapeutici offerti da questo potentissimi antiossidanti nella lotta contro le malattie killer dei nostri tempi e nella protezione dei miliardi di cellule che compongono il nostro corpo.

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