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Dec 09, 2022 Last Updated 6:39 PM, Dec 8, 2022

Lavorare in cucina per preparare ricette e menu più o meno elaborati può essere per molte persone un momento di svago, di distrazione, in alcuni casi di piacevole autogratificazione. Per altri invece è molto spesso un dovere o un'abitudine e quotidiana, a volte mal sopportata.

In entrambi i casi però è frequente occuparsi esclusivamente di decidere le ricette da eseguire, gli ingredienti necessari e l'attrezzatura adatta alle preparazioni culinarie trascurando un aspetto importante che riguarda l'adeguata condizione logistica dell'ambiente di lavoro in cui si opera.

 

È facile leggere o sentire dai vari mezzi di comunicazione suggerimenti su come regolare la propria attività lavorativa dal punto di vista ergonomico rispetto a strumenti elettronici di vario tipo, come il computer, ma poco si riflette su qual è il corretto modo di operare in cucina per non rischiare di favorire l'insorgenza di disturbi fisici, di peggiorare patologie già in corso come quelle reumatiche e articolari, di aumentare le probabilità di infortuni anche gravi.

i dolori reumaticiLa cucina, intesa come area di lavoro, deve per prima cosa essere sufficientemente grande e possibilmente isolata rispetto alle altre stanze della casa in modo da non favorire il diffondersi degli odori. deve consentire con facilità il ricambio

dell'aria grazie alla presenza di cappe, finestre o balconi, essere ben illuminata, ma soprattutto non resa angusta dall'eccessiva presenza di sedie, tavoli, mobiletti, ripiani che possono ostacolare il movimento delle persone provocando incidentali "scontri", causa principale di infortuni.

Un unico e spazioso tavolo di lavoro su cui portare a termine le varie operazioni relative alle ricette è indubbiamente la soluzione migliore anche se è importante sceglierlo dell'altezza giusta rispetto alla statura perché una posizione troppo bassa o alta costringe il fisico e specificatamente il busto e la schiena a flessioni o contratture innaturali che a lungo andare possono causare dolori muscolari e articolari di varia natura.
Ciò può succedere soprattutto quando si amalgamano, si lavorano e si stendono i vari impasti farinacei o si tagliano gli ingredienti.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

Uno studio osservazionale di alcuni anni fa ancora attualissimo ha indicato chiaramente come esiste una relazione diretta tra la quantità di fibre consumate con la dieta e la gestione del dolore in caso di artrosi al ginocchio.

Lo studio osservazionale risale al 2017, ma la tematica affrontata rimane ancora del tutto valida e estremamente interessante visto che tocca un aspetto molto sentito per quanto riguarda i problemi di artrosi al ginocchio.

Una situazione destabilizzante che con il passare dell’età colpisce indistintamente per una lunga serie di fattori e eventi più o meno traumatici.

Sapere che vi è una relazione, anche se non ancora convalidata totalmente, tra l’alimentazione e le problematiche di osteoartrosi del ginocchio consente di portare un aiuto comunque importante verso le persone che ne soffrono.

Come spesso affermiamo dobbiamo considerare che oltre all’apporto benefico nutrizionale di determinate sostanze c’è in parallelo un apporto psicologico dato dal potere consumare con gusto e piacere i piatti portati a tavola e dare così una carica di positività in più verso chi combatte contro una patologia qualsiasi essa sia.

I dati dello studio osservazionale sono stati ottenuti dopo aver confrontato gli esiti di due ricerche statunitensi di lunga durata relative alle problematiche di osteoartrosi al ginocchio.

In particolare il focus era sulla relazione tra le fibre ingerite quotidianamente con la dieta e la gestione del dolore al ginocchio conseguente all’artrosi specifica.

Quanto più sono state le fibre presenti nei pasti quotidiani consumati lungo un esteso arco temporale tanto meno si sono registrate problematiche dolorose evidenziando un rischio minore e una gestione più facile dei decorsi clinici.

In pratica nel momento in cui cibi e ricette consumate contengono alimenti integrali, abbondanti ortaggi e verdure, frutta e legumi (solo per citare le categorie principali) le fibre che contengono portano a un rischio significativamente inferiore di peggioramento del dolore al ginocchio.

Un motivo in più per impegnarsi nella scelta di prodotti ad alta percentuale di fibre cercando le soluzioni di gusto migliore per valorizzarli, le stesse che trovate in abbondanza nel nostro sito!

Il taglio degli alimenti non è solo l'operazione più frequente che si effettua in cucina ma anche un buono spunto per spiegare la corretta posizione del corpo rispetto al lavoro da eseguire.
Fondamentali sono:

  1. la scelta del tagliere, molto grande, spazioso, spesso almeno 1,5 cm, di materiale plastico resistente o buon legno
  2. la scelta del coltello che per i tagli generici (la maggioranza) non deve essere di dimensioni troppo piccole, avere una lama affilata che faciliti il lavoro e che nella parte posteriore sporga di almeno 1 cm dal manico in modo che la mano che afferra l'impugnatura non si trovi nella condizione di toccare il tagliere ostacolando il taglio vero e proprio.

Questo deve avvenire posizionando l'alimento nella parte posteriore della lama, la più tagliente, mentre la punta appoggiata sul piano di lavoro serve da perno su cui imprimere la forza del braccio e muovere il coltello via via lungo l'asse del tagliere fino a tagliare completamente l'alimento.
Durante quest'operazione, in realtà semplicissima, è importante che il corpo rimanga in posizione verticale, ferma e parallela al piano di lavoro evitando di posizionarsi ai lati in maniera più o meno obliqua.

i dolori reumaticiIn pratica si rimane fermi e dritti e con una mano si muove il coltello mentre con l'altra si sposta verso di esso l'ingrediente che man mano diminuisce di dimensioni.

Operando in questo modo su un tavolo proporzionato alla propria altezza si riduce la fatica, ma soprattutto si diminuisce la possibilità di sollecitare in modo sbagliato la muscolatura delle braccia, del busto e della schiena.

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

L'aiuto possibile di quattro piante dal potere antinfiammatorio. 

Sono diversi i vegetali naturali che possono contribuire ad alleviare le tante problematiche che colpiscono chi soffre di malattie reumatiche, come artrosi e artrite reumatoide.
Un contributo che può diventare anche piacevole se veicolato tramite la buona tavola e la corretta alimentazione in un equilibrio tra salute, sapore e prevenzione.

In una non recente ricerca pubblicata sulla rivista specializzata Evidence Based Complementary and Alternative Medicine e portata avanti da studiosi della Case Western Reserve University di Cleveland si è puntata l'attenzione su 4 specifici elementi vegetali che spesso possono (e devono, a parte le dovute eccezioni!) rientrare nel regime alimentare quotidiano.
Tè verde (Camellia sinensis), zenzero (Zingiber officinale), curcuma (Curcuma longa) e uncaria (Uncaria tomentosa) sono il poker analizzato, tutti con interessanti aspetti e effetti concreti sulle infiammazioni, anche se è sempre bene precisare l'attenzione massima che si deve avere rispetto all'interazione con i farmaci e la terapia specifica seguita da ogni paziente.

Vediamo come le singole piante contribuiscono ad alleviare dolori e complicanze reumatiche:

  1. il tè verde è forse una delle piante più studiate in assoluto con tutta una serie di prerogative positive utili per molte patologie, anche se su questa pianta come non mai ultimamente si è posto l'allarme rispetto alle possibili interferenze con le terapie farmacologiche. Del tè sono accertate per quanto riguarda la patologia reumatica le notevoli proprietà antinfiammatorie e gli effetti protettivi sulla cartilagine;
  2. anche per lo zenzero sono messe in evidenza le forti capacità antinfiammatorie oltre a quelle più note come l'aiuto nei casi di disturbi digestivi, gonfiori addominali, cefalee e nausea, l'aspetto intrigante è che lo zenzero si riesce a introdurre con grande vantaggio gustativo in moltissimi piatti comuni;
  3. la curcuma è una spezia dalle fortissime proprietà e se ne consiglia già l'uso come prevenzione di molte patologie tumorali, la curcumina è il suo segreto intimo, una sostanza che ha spiccate attività antinfiammatorie e antiossidanti molto utili in caso di artrosi e artrite reumatoide. Come lo zenzero le sue applicazioni in cucina sono infinite e estremamente interessanti;
  4. l'uncaria, liana amazzonica ben nota nella medicina popolare peruviana per il contrasto a diverse malattie delle vie respiratorie, esula un po' dagli usi tipici di cucina, di contro sembrerebbe avere un'ottima azione nelle malattie reumatiche grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e immunomodulanti.

Lo studio citato metteva in evidenza in particolare queste quattro piante, ma diverse altre (su tutte l'artiglio del diavolo) possono aiutare chi soffre di problemi reumatici, l'importante è non improvvisare decidendo da se dosaggi eccessivi di queste buoni vegetali senza un riguardo alla propria situazione personale e all'eventuale terapia seguita.

Ecco una ricetta per dimostrare come usare zenzero e curcuma piacevolmente e con gusto!

Da evitare anche il passaggio repentino da ambienti caldi e umidi che favoriscono la sudorazione del corpo ad ambienti freddi come l'esterno d'inverno, una cantina, una cella refrigerante o la semplice ma prolungata esposizione al frigorifero di casa che è comunque preferibile posizionare lontano da fonti di calore come forno e fornelli.

Attenzione anche ai pesi e ai movimenti bruschi che capita spesso di eseguire se ad esempio nella parte inferiore della cucina sono posizionati il forno, cassetti, armadietti. mensole.
Tutti questi elementi, spazio permettendo, sarebbero invece da posizionare all'altezza delle braccia in modo da favorire un accesso facile e comodo.

i dolori reumaticiIn ogni caso per prendere qualsiasi oggetto posizionato in basso, a maggior ragione se pesante, è consigliabile usare le gambe, flettendo le ginocchia, piuttosto che piegare di continuo la schiena e favorire così l'insorgenza di dolori o, nei casi più sfortunati, di strappi e infiammazioni muscolari.

Se capita di passare molto tempo in cucina, è fondamentale scegliere calzature adeguate che accolgano in maniera confortevole il piede sottoposto a un notevole lavoro di mini spostamenti, lasciandolo ben respirare e riposare nei momenti di pausa.

Meglio evitare l'uso di calzature chiuse, in primo luogo scarpe da ginnastica, preferendo quelle aperte e in particolare gli zoccoli anatomici che non solo rispondono ai criteri di comfort e traspirazione ma proteggono molto efficacemente i piedi dal contatto e dalla caduta accidentale di oggetti come pentole, coltelli o, peggio ancora, liquidi bollenti dai quali è
bene proteggersi anche indossando un grembiule con pettorina di tessuto forte e resistente.

 

Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "I dolori Reumatici"

 

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