Funghi, la bontà in tavola che porta salute e nuove prospettive di benessere
Li consideriamo alla stregua dei comuni ortaggi da tavola e ci portano in dono un lungo elenco di sostanze benefiche a iniziare dalle fibre per passare a diversi minerali, i potenti i beta-glucani, antiossidanti come l’ergotioneina e in parte anche la fondamentale vitamina D.
Eppure i comuni funghi che con piacere e soddisfazione portiamo in tavola non sono realmente verdure, sono autonomi dal resto dei sistemi viventi e appartengono a un mondo botanico tutto loro.
Per noi in cucina cambia poco e l’uso rimane quello delle altre verdure con il notevole vantaggio però che portano aromi e sostanze estremamente interessanti quando vogliamo alleggerire e equilibrare con gusto e soddisfazione le ricette che prepariamo quotidianamente.
Non sono quindi solo un ingrediente come tanti altri, ma una risorsa preziosa e con risvolti in buona parte ancora da assimilare e capire meglio quando ragioniamo sugli abbinamenti che creiamo ai fornelli a iniziare dalla parte teorica che spesso si scontra con i risultati pratici finali.
Non a caso cucinare non è così automatico e con risultati garantiti e conseguenti come i molti falsi maestri che si auto proclamano cuochi e vantano capacità irreali vogliono dimostrarci maldestramente e che purtroppo sono un inutile infinità.
Tornando ai nostri amici funghi le ricerche se ne occupano sempre di più trovando correlazioni con diversi aspetti della salute e della prevenzione alimentare attiva.
Se è pur vero che nessun alimento si può considerare una medicina ma al limite un tassello importante di una strategia alimentare complessiva le notizie positive che le ricerche portano a conoscenza di tutti sono sempre una bella ventata di ottimismo alimentare.
Per tutti gli uomini sapere che i funghi possono contribuire a tenere sotto controllo la funzionalità della prostata attraverso un bel piatto è certamente un ottima notizia e la fornisce uno studio osservazionale giapponese della Tohoku University pubblicato sull’International Journal of Cancer che già avevamo messo in evidenza anni fa e che è stato ulteriormente rafforzato da più recenti indagini e ricerche anche indirette.
Nello studio di riferimento erano stati analizzati i dati di oltre 36 mila uomini nell’arco di ben 13 anni evidenziando come chi consumava da una a più di tre volte a settimana piatti con funghi aveva un incidenza progressivamente minore di tumore alla prostata, cioè più funghi consumati meno probabilità di ricorrere nella patologia e questo soprattutto dopo i 50 anni.
Si tratta come dicevamo di un insieme di osservazioni di correlazione e non di prove assodate che i funghi portino automaticamente a salvarsi dai tumori visto che contano molto tutti gli altri aspetti dello stile di vita personale.
Ma fare un bel piatto con funghi con una frequenza maggiore oltre a migliorare la varietà del cibo consumato e contribuire a realizzare ricette nutrizionalmente più equilibrate ci porterà un altro bel vantaggio in più da non trascurare per nulla!!

