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Immagini, efficacia dei messaggi e consigli per ridurre gli zuccheri

Immagini, efficacia dei messaggi e consigli per ridurre gli zuccheri

Anche in campo alimentare un immagine è spesso più efficace di mille parole e infatti le parole delle etichette dei prodotti alimentari raramente vengono lette pur se avrebbero molto da raccontarci.

Bisogna scendere di livello comunicativo allora e un immagine è un buon metodo, decodifica la comunicazione semplificandola nella sua essenza.
Questo non vuol dire assolutamente che le immagini siano inferiori rispetto al testo scritto, assolutamente, non è una questione di classifica o di meriti si tratta solo di valutare ambiti e capire come meglio affrontare quegli ambiti per risultare più efficaci e arrivare allo scopo voluto.

Questa valutazione del ruolo delle immagini nel campo alimentare non è solo un ipotesi o una supposizione, un riscontro concreto lo hanno avuto i ricercatori dell'Università dell'Alabama e del Massachusetts.
Pubblicato sulla rivista Appetite lo studio sperimentale con una serie di test ha messo direttamente a confronto l'efficacia di una classica comunicazione in gergo tecnico (come spesso avviene con le etichette che raramente sono pensate per facilitare la comprensione da parte del consumatore) con una più semplice fatta di immagini.

La ricerca sperimentale era incentrata sugli usi e abitudini americani dove le zollette di zucchero sono più diffuse che da noi (praticamente inesistenti).
Nella prova gli studiosi rappresentavano i quantitativi di zucchero nelle bibite con immagini di zollette e parallelamente con classici messaggi di avviso di testo.
I test sono stati molteplici e nei messaggi di testo i richiami molto forti agli effetti estremamente negativi di un eccesso di zuccheri erano ben in evidenza.

Malgrado questo le percentuali di scelta di queste bibite si abbassavano decisamente di più di fronte alle immagini con le zollette rispetto agli avvisi di testo.
Uno studio molto interessante e utile, ma nel contesto Italiano molto meglio rappresentare i contenuti in cucchiai e cucchiaini su questo molti studiosi interni sono d'accordo.
E non solo zuccheri, basterebbe riflettere sul fatto di come tre semplici fette di prosciutto contengono fino a mezzo cucchiaino di sale (una dose doppia rispetto allo standard giornaliero da introdurre nell'organismo), un dato impressionante onestamente senza per questo demonizzare il prosciutto, piuttosto per prenderne coscienza e sapere come controbilanciare.

Tornando agli zuccheri una domanda molto frequente è se sia possibile ridurne la dose nei dolci senza compromettere troppo l'effetto addolcente o rovinare la struttura e l'esito finale.
La risposta è affermativa si può ad esempio metterne un po' meno (spesso lo si può diminuire anche del 30-40% rispetto a quello indicato) senza compromettere il risultato, a patto di compensare con spezie e aromi come vaniglia,buccia di agrumi e cannella.
Ma anche usare la frutta matura che ha una carica addolcente nativa già forte, come avviene in questa bella e golosa ricetta!

Moltissimi altri trucchi e consigli li trovate, invece, sul bel libro scritto dallo Chef Giuseppe Capano: Naturalmente dolci.

Crespelle-con-crema-di-pere-alla-cannella

Fonte: Corriere della Sera – Nutrizionista Carla Favaro

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