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Jun 26, 2022 Last Updated 9:36 AM, Jun 25, 2022
Non tutti i modelli di dieta mediterranea sono uguali e ancora più spesso la tendenza è quella di interpretare personalmente e in maniera errata un'alimentazione che se seguita introducendo massicce dosi di vegetali ha effetti quasi miracolosi come dimostra questa ultima e molto interessante ricerca Israeliana!

La dieta mediterranea e l’alimentazione tipica che la contraddistingue continuano ad essere oggetto di profondi studi e approfondimenti per interpretare al meglio le dinamiche che sovraintendono i suoi indubbi benefici.

Il problema più complesso è in realtà quello di capire realmente quale modello della dieta mediterranea ha effettivamente le influenze migliori sulla salute considerando che la definizione in se di dieta mediterranea è oggi talmente abusata da aver generato indicazioni e interpretazioni a tavola spesso ben poco coerenti con la sua origine.

Ciò che sorprende di più, ad esempio, è che proprio nei territori dove è nata la dieta mediterranea oggi viene seguita in maniera del tutto errata con abbondanti porzioni di carboidrati tramite pasta e pane e introiti di carne e proteine animali in generale del tutto spropositati.

I risultati sulla salute sono poi ovviamente del tutto incoerenti con i principi e i potenziali effetti di benessere di questo stile alimentare e proprio questo insieme ad altri fattori deve aver stimolato il gruppo di lavoro della Ben-Gurion University, in Israele, a verificare nella pratica modelli differenziati della dieta mediterranea su un campione di soggetti maschi adulti dalle abitudine sedentarie e con indice di massa corporea tendente all’obesità.

Sono stati divisi in tre gruppi distinti nei confronti ai quali sono state fornite modalità di approcci alimentari differenziati da seguire per sei mesi.

Al primo gruppo è stato indicato come potenziare l’attività fisica con relativa facilità e efficacia seguendo allo stesso tempo una dieta sana standard.

Il secondo gruppo ha sempre seguito gli stessi consigli sull’attività fisica, ma con un regime alimentare di stampo mediterraneo a minore introito calorico, basso contenuto di carboidrati raffinati, buone quantità di verdure e controllate porzioni di pollo e pesce al posto della carne rossa.

Il terzo gruppo oltre all’attenzione all'attività fisica adeguata ha seguito un modello di dieta mediterranea ad altissimo contenuto di vegetali con presenza quotidiana di 28 g al giorno di noci, esclusione totale della carne rossa, forte limitazione di altre proteine di origine animale compreso il pesce, integrazione di proteine vegetali supplementari tramite Wolffia globosa (derivato ad alto contenuto proteico della lenticchia d'acqua) e 3-4 tazze di tè verde.

Finito il periodo di test sono stati verificati gli effetti su ciascun gruppo rispetto alla perdita di peso, ai parametri di salute cardiovascolare e a quelli metabolici.

Le differenze sono state notevoli e i soggetti che hanno seguito il modello di dieta mediterranea ad altissimo contenuto di vegetali hanno visto calare il proprio peso di oltre 6 kg, il secondo gruppo di poco più di 5 e il primo di soli 1,5 kg.

In parallelo è diminuita la circonferenza della vita in proporzioni similari, ma in più il terzo gruppo ha visto diminuire in maniera significativa i livelli di colesterolo a bassa densità, la pressione e altri elementi critici rispetto al rischio cardiovascolare e metabolico tanto da aumentare sensibilmente in positivo l’aspettativa di vita.

Frutta, vegetali, tè verde e alimenti ricchi di flavonoidi consumati in abbondanza con la dieta sono una potentissima barriera preventiva rispetto all’insorgenza dell’ipertensione e delle patologie cardiovascolari e tumorali

La consapevolezza scientifica che una dieta ricca di particolari antiossidanti come quelli provenienti in larga parte dalla frutta e da sostanze parallele come il tè verde sia una potente arma di prevenzione dell’ipertensione si è consolidata sempre più nel tempo.

Molti sono stati gli studi che nel corso degli anni hanno evidenziato una correlazione forte tra dieta e ipertensione con particolare riferimento al ruolo dei vegetali e con maggiore incisività quando oltre alla presenza di abbondanti vegetali vi era una contemporanea diminuzione dei quantitativi di sale consumati quotidianamente.

Tuttavia non si è mai arrivati a definire aspetti chiave condivisi e dimostrati con verifiche non solo effettuate con test e confronti, ma con controlli serrati a lungo termine.

A colmare questa lacuna ha provveduto una costola parallela del grande studio EPIC portato avanti in Europa in più filoni paralleli che affrontano nel concreto i rapporti interdipendenti tra alimentazione e salute.

La ricerca pubblicata su Scientific Reports e portata avanti dalla Reading University ha coinvolto più di 25.000 persone di tutte le età e condizioni residenti nella cittadina inglese di Norfolk di cui sono stati monitorati dal vero e con regolarità i dosaggi di alcuni metaboliti dell’organismo incrociandoli con la dieta seguita e con lo stato di salute soggettivo.

Le persone con la presenza nel loro organismo di quantità elevate di flavanoli avevano in media valori pressori più contenuti rispetto a chi non risultava ricco di queste sostanze e questo si è rivelato ancora più proficuo in chi aveva la pressione alta.

I flavanoli sono potenti sostanze naturali antiossidanti contenute in abbondanza nel tè verde, nelle mele autunnali, nei più tipici frutti di bosco estivi, nel cacao amaro e in generale in frutta la frutta fresca oltre che nel caffè.

Ruolo estremamente importante quindi quello della frutta per mantenere in valori adeguati la pressione del sangue, ma ugualmente importante è l'influenza diretta del tè verde che sia in studi passati che in alcuni recentissimi e in maniera molto marcata ha dimostrato il suo prezioso contributo, nello specifico contro il rischio di patologie tumorali e cardiovascolari e con effetti molto incisivi e significativi.

L’insieme di questi elementi già molto positivi aspetta ulteriori conferme, si punta ora soprattutto nell'individuare con più esattezza le reali e specifiche sostanze protagoniste di questi prodigi e non solo la famiglia che le raggruppa per poter allargare magari la cerchia di alimenti amici di ipertensione, tumori e malattie cardiovascolari.

Ciò che invece è già molto chiaro riguarda il ruolo determinante di una dieta con alte percentuali quotidiane di frutta, vegetali e in generale sostanze ricche di antiossidanti come freno potente alle patologie segnalate come l’ipertensione.

Facciamo sempre molta attenzione alle dosi di ferro presenti nel nostro organismo, questo sale minerale è infatti fondamentale per molte funzioni vitali e una sua carenza può diventare molto pericolosa. Per fortuna una sana e buona dieta con piatti appropriati scongiura nella maggior parte dei casi questo pericolo!

La percentuale di persone, praticamente 1 su 3, che presenta una carenza del sale minerale ferro è abbastanza impressionante e probabilmente poco percepita in generale a causa forse di sintomi che si confondono facilmente con altre cause o rimangono sottovalutati.

Il problema è molto serio perché questo prezioso sale minerale è fondamentale per l’organismo a iniziare dai globuli rossi, come elemento di aiuto al corretto metabolismo dell'ossigeno e dell'energia, fattore di resistenza a molte patologie e fonte di rafforzamento del sistema immunitario.

Senza dimenticare il suo ruolo attivo nella funzionalità complessiva del sistema nervoso centrale, in molti processi enzimatici il ferro favorisce neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina dai quali dipende la nostra percezione del piacere, dell’umore, delle motivazioni e del controllo dei muscoli.

La presenza di astenia, scarsa concentrazione, mal di testa frequenti e senza apparente causa, irritabilità, fiato corto dopo brevi sforzi che coinvolgono i muscoli, una sensibilità particolare alle infezioni devono far sospettare una possibile carenza di ferro se non altro da verificare e controllare prima o in concomitanza con la ricerca di altre cause.

A maggior ragione si ci si trova in una condizione particolare dal punto di vista fisiologico e nello specifico se si è in gravidanza e nei mesi successivi al parto, se si hanno mestruazioni abbondanti (le donne in percentuale sono molto più colpite rispetto agli uomini dalla carenza di ferro), se si è pazienti cardiopatici con scompenso cardiaco rilevante e se si soffre di nefropatia.

Il segnale che il problema è di alta importanza viene dall’istituzione da parte di molte associazioni internazionali di una intera giornata dedicata alla Carenza di Ferro e dalla istituzione di un sito appositamente dedicato alla questione a cui vi rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

Per nostra fortuna una dieta corretta, sana, variegata e attenta con la presenza adeguata di cibi più ricchi di ferro è spesso una soluzione molto efficace e alla portata di tutti per scongiurare le problematiche che abbiamo elencato e non solo quelle.

Fonti abbondanti arrivano dai prodotti di origine animale come la carne e il pesce, ma anche molti vegetali abbondano in ferro pur se assorbito meno dall’organismo, per questo è estremamente importante per chi sceglie di alimentarsi in prevalenza di frutta e verdura integrare e consumare insieme ai cibi ricchi di ferro fonti alimentari di vitamina C che favoriscono l’assimilazione ottimale di questo sale minerale.

Tra i vegetali con più alta presenza di ferro segnaliamo i prodotti e derivati della soia, fagioli, piselli e lenticchie, spinaci e verdure a foglia verde in generale, pane integrale, frutta secca non a guscio come albicocche, prugne e uvetta, cereali e grano integrali o appositamente arricchiti con ferro.

Che ricordiamo ancora una volta è molto meglio se sono accompagnati dalla vitamina C, ad esempio un piatto di lenticchie mescolate a arance fresche, origano, olive e buon olio extravergine d’oliva, o se nello stesso piatto sono presenti più fonti parallele come una bruschetta di buon pane integrale con sopra spinaci appena salati in padella insieme a del tofu affumicato o del tempeh aromatizzato con poche gocce di salsa di soia.

Sul nostro sito si trovano spesso combinazioni di piatti e ricette ricche in ferro, ma certamente questa colorata e stuzzicante insalata ne è uno splendido esempio, golosa e da non perdere anche per chi ha la fortuna di avere buone dosi di ferro nel proprio sangue!!!

L’enorme importanza di seguire uno stile alimentare virtuoso come quello della cucina e dieta mediterranea porta i suoi benefici anche nelle donne in gravidanza e soprattutto nei paesi più sviluppati dove una patologia come la preeclampsia dovrebbe in teoria essere una rarità viste le condizioni di benessere presenti!

Il dato secondo il quale negli Stati Uniti si registra il più alto tasso di mortalità materna tra i paesi sviluppati dovrebbe far riflettere molto sulla qualità dell’alimentazione e delle condizioni fisiche generali di una larga fascia di popolazione che in teoria con il cibo non dovrebbe avere problemi né di reperibilità, né di qualità.

Eppure proprio qui nel pieno delle risorse economiche e delle conoscenze una patologia come la preeclampsia mette seriamente a rischio la salute di madri e figli quando un migliore stile alimentare come quello mediterraneo potrebbe limitarne fortemente gli effetti.

Lo certifica un interessante studio della Johns Hopkins University di Baltimora pubblicato di recente sul Journal of American Heart Association.

Ricordiamo che la preeclampsia è una patologia che può svilupparsi dopo la 20esima settimana di gestazione e si caratterizzata per un pericoloso innalzamento della pressione sanguigna (ipertensione) e in contemporanea un eccesso di proteine nelle urine tale da compromettere le restanti settimane di sviluppo del feto con serie conseguenze dirette anche sulla donna che ne soffre.

Colpiti dai dati di forte contrasto della cucina e della dieta mediterranea, rilevati da precedenti e qualificate ricerche, rispetto al rischio di malattie cardiache negli adulti gli studiosi della Johns Hopkins University hanno provato a verificare l'effetto di un approccio simile su 8.500 donne di diverse razze ed etnie con fattori di rischio rispetto alla preeclampsia.

I fattori di rischio maggiori riguardano l’etnia, la malattia colpisce in particolare le donne di colore, l’età avanzata delle madri, la presenza pregressa di condizioni di obesità, diabete o altri squilibri organici.

Alla fine della ricerca si è visto come il 10% delle donne seguite è andata incontro all’insorgenza di preeclampsia con particolare incidenza in chi presentava già problemi metabolici personali, ma chi seguiva strettamente una cucina e dieta in stile mediterraneo riusciva ad abbassare di ben il 20% il rischio di sviluppare la patologia in gravidanza.

Le notevoli virtù della buccia di limone promettono di estendere la loro benefica influenza anche alle patologie che interessano il cervello come l’invalidante Alzheimer che da oggi ha un gustoso nemico in più!

Da tempo è ormai nota l'influenza positiva di una buona alimentazione su tutte le funzioni dell’organismo compresa la memoria e in generale il cervello umano con le patologie ad esso collegate.

Il riferimento è sopratutto all’Alzheimer sul quale si stanno concentrando numerosi studi che vedono al centro dell’attenzione alcune sostanze contenute nei normali cibi che portiamo a tavola con prevalenza di frutta e ortaggi.

Oggetto dell’attenzione in questo caso è il limone o meglio la sua buccia che in una sperimentazione tutta Italiana portata avanti dall’Irccs Istituto Centro San Giovanni di Dio-Fatebenefratelli di Brescia viene intensamente studiato e sperimentato su un gruppo selezionato di pazienti.

Il tutto per cercare di trovare tangibile conferma delle sue benevoli influenze rispetto a patologie della memoria importanti come il già citato Alzheimer.

Nello specifico le sostanze della buccia prese in esame sono due fitochimici, l’auraptene appartenente alla famiglia dei cumarinici e la naringenina della gloriosa famiglia dei flavonoidi.

Dai primi riscontri si è visto che possiedono uno spiccato effetto neuroprotettivo, antinfiammatorio e antiossidante utile nel miglioramento della memoria e nell’apprendimento cognitivo potenziando il funzionamento generale del cervello.

Le due sostanze citate sono standardizzate in uno specifico fitocomplesso e quindi massimizzate nei loro possibili effetti sull’organismo, la domanda che ci si potrebbe porre è se allora anche un uso “normale” della buccia di limone come di altri agrumi possa essere considerata una prassi positiva.

La risposta per quanto ci riguarda dopo aver consultato alcuni esperti con cui collaboriamo da tempo è senz'altro si a patto di utilizzare frutti da coltivazione biologica o se non altro coltivati in proprio senza l’uso di sostanze chimiche nefaste.

Anche perché se non altro l’uso della buccia di limone rientra in un vasto repertorio di insaporitori naturali che hanno una duplice e fondamentale funzione nell’ottica di una gustosa cucina della salute: limitare di molto la presenza di sale e di condimenti grassi eccessivi.

E se non sapete da dove iniziare ecco alcuni esempi in una sorta di piccolo menu “al limone” dove la buccia di questo agrume fa una differenza notevole migliorando di molto i sapori dei piatti e delle ricette.

Cucina Mediterranea, Cucina delle Verdure

 cucina medi verdure

 

E’ a partire dai primi anni del secondo dopoguerra che nell’ambito gastronomico la definizione “Mediterranea” ha generato un vortice di ricerche, teorie, tendenze alimentari e aspri dibattiti. Il termine che gli viene più spesso affiancato è “Dieta”, una definizione impropria fonte di molti equivoci e interpretazione storiche, nutrizionali e mediche contrapposte.

 

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