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Pesce a tavola senza timori, almeno per quanto riguarda il mercurio

Pesce a tavola senza timori, almeno per quanto riguarda il mercurio

Un recente studio pubblicato su JAMA Network Open porta un po’ di chiarezza sulla questione pesce e mercurio.

Tranquillizzando da un lato rispetto ai timori sulla salute e ribadendo come i vantaggi sul sistema cardiovascolare di un consumo moderato e sensato di pesce, scelto con cura e criterio rispetto alle migliori varietà in termini nutrizionali e di sostenibilità, superano di molto i possibili e circoscritti inconvenienti.

Al di la delle proprie preferenze e scelte personali in fatto di alimentazione e dieta la presenza del pesce sulla tavola con una buona frequenza settimanale rimane un opzione di salute estremamente valida.

A livello proteico, ad esempio, abbiamo un integrazione di profilo decisamente più alto rispetto alla carne comune di qualsiasi tipo con una serie di elementi che possono integrare quelli che sono presenti in verdure, cereali e altri vegetali per un perfetto equilibrio nutrizionale finale dei piatti.

Ci sono poi sostanze il cui contributo anche in termini di forte prevenzione sono estremamente importanti come gli acidi grassi omega-3 salutari per il cuore e per tutto il sistema cardiovascolare.

Per alcuni però il dubbio che insieme al pesce si possano introdurre dosi nocive di mercurio, una componente potenzialmente molto dannosa, arriva a dissuaderli nel comprare e consumare pesce che se scelto con cura, come quello azzurro non allevato, rimane invece una fonte preziosa che è un vero peccato non integrare nella dieta.

Un team di ricercatori dello University of Tennessee Health Science Center, Memphis, si è incaricato di verificare quanto questi timori fossero realmente fondati se non altro per trovare soluzioni alimentari di consumo alternative.

Per questo hanno esaminato e estrapolato una serie di dati su un esteso campione di adulti compresi nel National Health and Nutrition Examination Survey per un periodo che andava dal 2003 al 2012.

Sono stati controllati in particolare i livelli di mercurio nel sangue, che facevano parte di altri monitoraggi paralleli, in relazione al tipo di dieta seguita, alle patologie soggettive e quando accadute alle cause di morte avvenute.

Nessuna dipendenza apparente è stata trovata tra consumi medio elevati di pesce e frutti di mare, livelli di mercurio nel sangue, innesco di patologie specifiche, cause di mortalità e malattie cardiovascolari.

Concludendo che un consumo di pesce moderato scelto con attenzione e privilegiando le specie a maggiore valenza nutrizionale porta indubbiamente più benefici che problemi e in particolare per quanto riguarda la salute cardiovascolare nel suo insieme.


Per maggiori informazioni e schede più dettagliate consultare il libro "Pesce & Verdure"

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