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Aug 14, 2022 Last Updated 9:17 AM, Aug 12, 2022

L’influenza negativa dell’eccesso di zuccheri ingeriti con la dieta o comunque consumati all’interno di una giornata alimentare può essere rilevata anche da discipline mediche parallele come quella che si occupa della cura dei denti.

Osservando lo stato di salute dei denti già da molto tempo gran parte dei dentisti ha segnalato una preoccupante diffusione della carie ad ogni livello di età, ma ultimamente con dati preoccupanti riguardanti i più giovani.

Ha approfondito la questione una attenta ricerca incentrata sulle patologie orali condotta dal Menzies Health Institute di Brisbane in Australia e pubblicata sulla rivista scientifica Lancet, che non si è accontentato di esaminare la situazione locale, ma ha voluto estenderla nella maniera più ampia possibile.

Così ha dimostrato che soffre acutamente di carie dentaria ben il 34% della popolazione mondiale adulta, un fenomeno che quindi coinvolge una persona su 3 e oggigiorno non ha ne confini territoriali ne di livello di reddito o di istruzione.

Questo perché l'elemento che accomuna ogni angolo del pianeta è la preponderante presenza di zuccheri semplici nella dieta, spesso nascosti nei cibi preconfezionati con in primo piano le bevande gassate in una sorta di invisibilità apparente che però produce danni molto seri.

Proprio le bibite così tanto diffuse nei giovani sono la maggior fonte di introduzione di zuccheri semplici nella dieta, si stima che gli adolescenti australiani e quelli di tutto il mondo occidentale consumano una quantità di zuccheri superiore di tre volte quella consigliata dall’Ordine Mondiale della Sanità.

Ma il dato più preoccupante è il progressivo abbassamento dell'età in cui la carie diventa un problema sempre più grosso coinvolgendo bambini sempre più piccoli, una situazione che ha spinto i relatori della ricerca nel chiedere con forza un imposizione da parte dei governi di tasse sullo zucchero presente nei cibi confezionati dall'industria alimentare.

Non sono solo le bevande a garantire il mantenimento di un efficiente livello di idratazione interna all’organismo, anche il cibo svolge molto bene questo ruolo se si ha la saggezza di sceglierlo con criterio seguendo un alimentazione ricca di alimenti vegetali e iniziare i pasti con insalate o ortaggi a crudo porta con se in più altri vantaggi di altissimo livello nutrizionale!

Il livello di idratazione giornaliero condiziona fortemente tutti i processi di salute che avvengono nell’organismo in quanto l’acqua rimane l’elemento fondamentale che sovraintende a tutte le reazioni che in qualche modo hanno a che fare con la vita.

Il primo elemento da tenere in considerazione è ovviamente la qualità nutrizionale di quello che viene bevuto durante il corso della giornata essendo i liquidi le sostanze di fondo.

Ma è interessante notare come le bevande assunte non hanno tutte lo stesso potere idratante e sceglierne una piuttosto che un’altra può condizionare in molti modi il livello di idratazione dell'organismo.

Bisogna fare attenzione in particolare a quelle che sono le bibite ricche di zuccheri, al di la di quello che la pubblicità tenta ogni volta di far credere nascondendo e mistificando i valori reali tramite una spudorata propaganda.

Così come quelle che hanno una presenza di sale eccessivo o peggio alcol e sostanze di sintesi con effetti di sola apparente soddisfazione della sete.

L’aspetto che però si considera poco quando si parla di idratazione anche a livello medico generale è il cibo che viene ingerito.

Degli alimenti, infatti, si mettono in risalto quasi esclusivamente i componenti nutrizionali più rilevanti o che sembrano siano legati fortemente a patologie in relazione con la dieta, mentre pochissime volte l’analisi ruota intorno ai contributi in termini di idratazione e percentuali di liquidi che un cibo porta all’organismo.

Come è facile immaginare ad esempio la quantità di liquidi contenuti in un ortaggio come la stagionale zucchina è ben differente di quella presente in una fetta di carne e consumare l’una piuttosto che l’altro ha quindi un riflesso diretto sul livello di idratazione interna dell’organismo (tralasciando qui le ingenti risorse d’acqua necessarie per produrre la seconda rispetto alla prima!).

Consumando un alimentazione e una dieta a prevalenza di alimenti vegetali riusciamo quindi ad assicurarci un buon livello di idratazione indotto assicurando all’organismo una base poi più facile da integrare e equilibrare con le bevande liquide a cominciare dalla semplice acqua.

A livello pratico possiamo con estrema efficacia seguire una facile indicazione di gusto ad alto profilo nutrizionale e ad elevato introito idrico oltre che di sostanze preziose e fondamentali come vitamine e sali minerali.

Preparare e consumare all’inizio di ogni pasto prima di ogni altra cosa una bella dose di insalata, semplice verde, mista e con più verdure a foglia colorate, con elementi paralleli non a foglie come carote, ravanelli, cetrioli, sedano o pomodori.

Ricordando che condirla con del succo di limone mescolato a olio d’oliva e erbe aromatiche ne amplifica dal punto di vista sensoriale la piacevolezza e l’effetto dissetante.

In alternativa anche altre proposte di elementi crudi con intatti i livello di liquidi interni come un invitante pinzimonio piuttosto di verdure marinate o frullati semplici di più verdure sempre con succo di limone, poco olio, erbe aromatiche e spezie a scelta.

Questo stratagemma seguito con costanza porta i vantaggi descritti a livello di idratazione, ma ancora di più porta benefici più incisivi a livello organico con una migliore digeribilità generale del pasto nel suo complesso e a una prematura sensazione di stomaco pieno che induce a consumare successivamente meno cibo con tutti i risvolti positivi del caso!!!

Le noci vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e altrettanto efficaci come arma preventiva, un organo che viene influenzato particolarmente in positivo da questi frutti in guscio è la pelle.

Il consumo moderato ma regolare di alcuni noci ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi.

Quando si raccomanda il consumo di noci per i numerosi benefici che portano all’organismo è importante capire che ci si sta riferendo a noci intere, quelle il cui frutto interno e ben celato, protetto e nascosto da agenti esterni dal massiccio guscio e che per essere consumate devono essere aperte al momento del consumo facendo almeno un po’ di fatica, ma si tratta di una fatica ben spesa lo possiamo assicurare!

L’apertura di una noce per quanto tenace non è mai un impresa comunque, spesso basta la lama di un semplice coltello che infilata nell’apertura superiore o inferiore forza l’apertura del guscio, altrimenti si può sempre ricorrere allo strumento per eccellenza, lo schiaccianoci.

È importante precisare questo perché non è pensabile ricevere tutti i benefici delle noci se queste sono consumate già sgusciate, in confezioni che per quanto protette e sigillate rischiano spesso di contenere gherigli ossidati se non addirittura trattati con qualche sostanza, per quanto lecita, adatta a farle durare più a lungo.

Sia in un caso che nell’altro comunque ci si ritroverebbe di fronte a frutti vecchi, con meno sostanze protettive e benefici ridotti anche se obbiettivamente non in maniera drastica.

E sarebbe un vero peccato perché le noci di fatto vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e soprattutto estremamente efficaci come arma preventiva nei confronti di moltissime patologie.

Non a caso sono oggetto continuo di studi, al centro di campagne di buona alimentazione, citate da numerosi ricercatori come pietre di paragone di un concentrato di salute.

Un aspetto interessante che farà felice le donne e in realtà anche molti uomini è la loro benevola e potente azione rigeneratrice sulla pelle tale da eliminare molte problematiche e donare una lucentezza unica.

Vediamo allora quali sono le sostanze contenute nelle noci a beneficio della pelle e le motivazioni della loro influenza positiva che per altro va ben oltre la sola pelle.

Come primo elemento sostanziale abbiamo la vitamina E un micronutriente potente la cui mancanza genera molte problematiche e compromette diverse reazioni di prevenzione attiva, nel caso del nostro organo esterno più esteso ne garantisce la tenuta nel tempo, ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi che si presentano con l’avanzare dell’età.

Sempre nell’ambito delle vitamine nelle noci ritroviamo abbondanti dosi di quelle del gruppo B che nel loro insieme, essendo in realtà divise in sotto categorie distinte, sono le responsabile della rigenerazione di nuove cellule della pelle attenuando di molto le sollecitazioni al prurito, gli arrossamenti di vario tipo e l’accumulo sotto pelle di elementi di disturbo alla buona salute di questo importante organo esterno.

Dobbiamo poi sapere che le noci contengono un singolare e interessante mix di Omega 3 e 6 in un equilibrio discretamente efficace visto che spesso in un cibo prevalgono i primi o i secondi.

Gli effetti di queste sostanze chiamate omega riguardano in particolare la potente attività antiinfiammatoria utile a praticamente tutto nell’organismo, ma che nel caso della pelle amplifica di molto la sua elasticità e tolleranza alle aggressioni e irritazioni contrastando anche la formazione di acne e dermatiti.

Per completare il quadro informativo, anche se in realtà più vasto e esteso, segnaliamo come le noci portano benefici concreti alla pelle anche con applicazioni esterne tramite impacchi e creme di varia formulazione.

Ma anche con il naturale olio che da questi frutti secchi, ricchi in grassi, si può ottenere, un olio quello di noci ricco di antiossidanti, sali minerali e acidi grassi essenziali, particolarmente efficace sulle pelli grasse e problematiche su cui si assorbe facilmente senza lasciare particolari residui.

Facciamo sempre molta attenzione alle dosi di ferro presenti nel nostro organismo, questo sale minerale è infatti fondamentale per molte funzioni vitali e una sua carenza può diventare molto pericolosa. Per fortuna una sana e buona dieta con piatti appropriati scongiura nella maggior parte dei casi questo pericolo!

La percentuale di persone, praticamente 1 su 3, che presenta una carenza del sale minerale ferro è abbastanza impressionante e probabilmente poco percepita in generale a causa forse di sintomi che si confondono facilmente con altre cause o rimangono sottovalutati.

Il problema è molto serio perché questo prezioso sale minerale è fondamentale per l’organismo a iniziare dai globuli rossi, come elemento di aiuto al corretto metabolismo dell'ossigeno e dell'energia, fattore di resistenza a molte patologie e fonte di rafforzamento del sistema immunitario.

Senza dimenticare il suo ruolo attivo nella funzionalità complessiva del sistema nervoso centrale, in molti processi enzimatici il ferro favorisce neurotrasmettitori come la dopamina e la serotonina dai quali dipende la nostra percezione del piacere, dell’umore, delle motivazioni e del controllo dei muscoli.

La presenza di astenia, scarsa concentrazione, mal di testa frequenti e senza apparente causa, irritabilità, fiato corto dopo brevi sforzi che coinvolgono i muscoli, una sensibilità particolare alle infezioni devono far sospettare una possibile carenza di ferro se non altro da verificare e controllare prima o in concomitanza con la ricerca di altre cause.

A maggior ragione si ci si trova in una condizione particolare dal punto di vista fisiologico e nello specifico se si è in gravidanza e nei mesi successivi al parto, se si hanno mestruazioni abbondanti (le donne in percentuale sono molto più colpite rispetto agli uomini dalla carenza di ferro), se si è pazienti cardiopatici con scompenso cardiaco rilevante e se si soffre di nefropatia.

Il segnale che il problema è di alta importanza viene dall’istituzione da parte di molte associazioni internazionali di una intera giornata dedicata alla Carenza di Ferro e dalla istituzione di un sito appositamente dedicato alla questione a cui vi rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

Per nostra fortuna una dieta corretta, sana, variegata e attenta con la presenza adeguata di cibi più ricchi di ferro è spesso una soluzione molto efficace e alla portata di tutti per scongiurare le problematiche che abbiamo elencato e non solo quelle.

Fonti abbondanti arrivano dai prodotti di origine animale come la carne e il pesce, ma anche molti vegetali abbondano in ferro pur se assorbito meno dall’organismo, per questo è estremamente importante per chi sceglie di alimentarsi in prevalenza di frutta e verdura integrare e consumare insieme ai cibi ricchi di ferro fonti alimentari di vitamina C che favoriscono l’assimilazione ottimale di questo sale minerale.

Tra i vegetali con più alta presenza di ferro segnaliamo i prodotti e derivati della soia, fagioli, piselli e lenticchie, spinaci e verdure a foglia verde in generale, pane integrale, frutta secca non a guscio come albicocche, prugne e uvetta, cereali e grano integrali o appositamente arricchiti con ferro.

Che ricordiamo ancora una volta è molto meglio se sono accompagnati dalla vitamina C, ad esempio un piatto di lenticchie mescolate a arance fresche, origano, olive e buon olio extravergine d’oliva, o se nello stesso piatto sono presenti più fonti parallele come una bruschetta di buon pane integrale con sopra spinaci appena salati in padella insieme a del tofu affumicato o del tempeh aromatizzato con poche gocce di salsa di soia.

Sul nostro sito si trovano spesso combinazioni di piatti e ricette ricche in ferro, ma certamente questa colorata e stuzzicante insalata ne è uno splendido esempio, golosa e da non perdere anche per chi ha la fortuna di avere buone dosi di ferro nel proprio sangue!!!

Imbrigliata allo stato naturale nella sua caratteristica rete la Noce Moscata è una delle spezie di più antica tradizione e uso con una impronta condente molto accentuata e forte.

Da sempre gli tocca una sorte ambivalente, a volte non è sfruttata appieno per migliorare e rendere più profumati e gradevoli i numerosi alimenti a cui si abbina, altre volte, invece, viene maldestramente abusata soprattutto quando sono presenti formaggi e piatti di carne.

Abusata lo è a dire il vero più nelle cucine al di fuori della tradizione alimentare mediterranea nella quale potrebbe giocare un ruolo più importante e utile nel valorizzare una lunga serie di preparazioni vegetali.

Di per se è un ingrediente prezioso una volta pagato a caro prezzo, sia per la ristretta area geografica in cui cresceva, sia perché l’albero, un sempreverde che cresce fino a 10-20 metri impiega ben 10-15 anni per maturare, anche se poi produce 1500/2000 noci moscate all'anno per circa 70 anni.

La spezia si ricava direttamente dal frutto di un albero sempreverde, “Myristica fragrans”, che cresce spontaneo nelle isole Mollucche in Indonesia, mentre attualmente è coltivato anche a Grenada e in altre varie terre intertropicali.

Si tratta di una bacca carnosa simile all’albicocca che contiene un unico seme, completamente rivestito da una sottile reticella rossastra, che una volta essiccata al sole, viene macinata prendendo il nome di macis, dal sapore decisamente più forte rispetto alla noce moscata.

Il seme ha la forma di una piccola noce di colore marrone, superficie rugosa con piccoli solchi, parte interna marmorizzata, un caratteristico aroma speziato di resina dolce con lievi sentori di muschio di bosco e gusto persistente, vagamente piccante.

È una spezia dall’uso molto esteso adatta a insaporire verdure lessate, ripieni di ogni tipo, riso, uova, formaggi, salse al latte salate e dolci, biscotti, torte, molte bevande calde alcoliche e liquori. Le poche controindicazioni riguardano i condimenti troppo acidi.

Reperibile in tutti i periodi dell’anno senza problemi non bisogna tuttavia farsi tentare dall’acquisto della polvere già macinata che anche se più comoda, insaporisce poco e ossidandosi a contatto con l’aria rischia di rendere più amare le pietanze, molto meglio procurarsi noci intere e impiegarle via via solo al momento dell’uso.

Il calore attenua progressivamente aromi e profumi e per questo motivo è consigliabile aggiungerla a fine cottura, anche per non rischiare di usarne un quantitativo maggiore. Gli effetti stimolanti tipici delle spezie, infatti, rimangono intatti a prescindere dall’intensità percepita dal palato.

L’utilizzo è molto semplice, con l’aiuto di una piccola grattugia, spesso in dotazione nella confezione, si grattugia la spezia direttamente sulle pietanze da consumare.

Si conserva in barattoli di vetro scuro o sacchetti di carta riposti in un luoghi asciutti lontani da fonti di umidità.

Prestare molta attenzione ai dosaggi aggiunti nei cibi perché alte dosi di noce moscata possono provocare effetti tossici e stupefacenti.

 

Profilo organolettico in breve

Caratteristiche: seme tondo ovale a forma di una piccola noce di colore marrone con caratteristica superficie rugosa attraversata da piccoli solchi e con parte interna insaporente marmorizzata.

Aroma: molto caratteristico e personale aroma speziato che ricorda in parte la resina dolce con sentori di legno e muschio di bosco, il gusto è molto persistente con lievi note piccanti.

Uso: fortemente consigliabile la riduzione in polvere fatta al momento dell’uso con l’aiuto di una piccola grattugia e l’aggiunta a fine cottura, salvo eccezioni, per tutelare meglio aromi e profumi.

Abbinamento: l’uso della noce moscata è virtualmente molto esteso e adatto a insaporire verdure lessate e in purea, ripieni di ogni tipo, riso, uova, formaggi, alcune zuppe, salse al latte salate e dolci, biscotti, torte, cioccolata, molte bevande calde alcoliche e liquori.

 

Assaporate il suo aroma in queste ricette

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