Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.cliccando su attiva cookies, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Dec 02, 2022 Last Updated 8:39 PM, Nov 29, 2022

Le noci vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e altrettanto efficaci come arma preventiva, un organo che viene influenzato particolarmente in positivo da questi frutti in guscio è la pelle.

Il consumo moderato ma regolare di alcuni noci ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi.

Quando si raccomanda il consumo di noci per i numerosi benefici che portano all’organismo è importante capire che ci si sta riferendo a noci intere, quelle il cui frutto interno e ben celato, protetto e nascosto da agenti esterni dal massiccio guscio e che per essere consumate devono essere aperte al momento del consumo facendo almeno un po’ di fatica, ma si tratta di una fatica ben spesa lo possiamo assicurare!

L’apertura di una noce per quanto tenace non è mai un impresa comunque, spesso basta la lama di un semplice coltello che infilata nell’apertura superiore o inferiore forza l’apertura del guscio, altrimenti si può sempre ricorrere allo strumento per eccellenza, lo schiaccianoci.

È importante precisare questo perché non è pensabile ricevere tutti i benefici delle noci se queste sono consumate già sgusciate, in confezioni che per quanto protette e sigillate rischiano spesso di contenere gherigli ossidati se non addirittura trattati con qualche sostanza, per quanto lecita, adatta a farle durare più a lungo.

Sia in un caso che nell’altro comunque ci si ritroverebbe di fronte a frutti vecchi, con meno sostanze protettive e benefici ridotti anche se obbiettivamente non in maniera drastica.

E sarebbe un vero peccato perché le noci di fatto vantano un lunghissimo elenco di sostanze estremamente preziose per la salute e soprattutto estremamente efficaci come arma preventiva nei confronti di moltissime patologie.

Non a caso sono oggetto continuo di studi, al centro di campagne di buona alimentazione, citate da numerosi ricercatori come pietre di paragone di un concentrato di salute.

Un aspetto interessante che farà felice le donne e in realtà anche molti uomini è la loro benevola e potente azione rigeneratrice sulla pelle tale da eliminare molte problematiche e donare una lucentezza unica.

Vediamo allora quali sono le sostanze contenute nelle noci a beneficio della pelle e le motivazioni della loro influenza positiva che per altro va ben oltre la sola pelle.

Come primo elemento sostanziale abbiamo la vitamina E un micronutriente potente la cui mancanza genera molte problematiche e compromette diverse reazioni di prevenzione attiva, nel caso del nostro organo esterno più esteso ne garantisce la tenuta nel tempo, ne amplifica di molto la lucentezza, elasticità e morbidezza con la piacevole conseguenza di minimizzare molti degli inestetismi che si presentano con l’avanzare dell’età.

Sempre nell’ambito delle vitamine nelle noci ritroviamo abbondanti dosi di quelle del gruppo B che nel loro insieme, essendo in realtà divise in sotto categorie distinte, sono le responsabile della rigenerazione di nuove cellule della pelle attenuando di molto le sollecitazioni al prurito, gli arrossamenti di vario tipo e l’accumulo sotto pelle di elementi di disturbo alla buona salute di questo importante organo esterno.

Dobbiamo poi sapere che le noci contengono un singolare e interessante mix di Omega 3 e 6 in un equilibrio discretamente efficace visto che spesso in un cibo prevalgono i primi o i secondi.

Gli effetti di queste sostanze chiamate omega riguardano in particolare la potente attività antiinfiammatoria utile a praticamente tutto nell’organismo, ma che nel caso della pelle amplifica di molto la sua elasticità e tolleranza alle aggressioni e irritazioni contrastando anche la formazione di acne e dermatiti.

Per completare il quadro informativo, anche se in realtà più vasto e esteso, segnaliamo come le noci portano benefici concreti alla pelle anche con applicazioni esterne tramite impacchi e creme di varia formulazione.

Ma anche con il naturale olio che da questi frutti secchi, ricchi in grassi, si può ottenere, un olio quello di noci ricco di antiossidanti, sali minerali e acidi grassi essenziali, particolarmente efficace sulle pelli grasse e problematiche su cui si assorbe facilmente senza lasciare particolari residui.

Sapore e consistenza dei fagioli freschi in baccello non sono paragonabili in bontà e resa con la versione secca e né tanto meno con quella conservata in scatola, conviene quindi approfittarne quando sono presenti nei mercati e utilizzarli secondo i nostri consigli frutto dell’esperienza dello Chef Giuseppe Capano

Con la fine dell'estate arriva la raccolta massiccia dei fagioli freschi in baccelli in parte destinati alla vendita diretta e in gran parte all'essiccazione.

Il sapore delle versione fresca dei fagioli è nettamente superiore a quella dei loro omonimi secchi, la buccia ad esempio è molto più tenera e digeribile, la polpa più profumata e erbacea, la riduzione in puree e passati consente di ottenere consistenze particolarmente soffici.

Per questo motivo la fine dell’estate è il periodo migliore per provare con convinzione ricette a base di fagioli freschi lasciandosi aiutare oltre che dagli altri ortaggi di stagione anche dalle numerose e utili erbe aromatiche fresche che in questo periodo sono ancora abbondanti e particolarmente profumate.

Durante l'acquisto dei fagioli freschi ancora nei baccelli bisogna osservare che siano di colore vivo, compatti, non aperti, privi di macchie e lacerazioni superficiali e possibilmente con l’indicazione di quando sono stati raccolti.

In fine estate la varietà che domina il mercato è quella dei borlotti, ma localmente si trovano anche fagioli autoctoni chiari con le sembianze dei comuni cannellini o di altro colore come i rossi.

Per pulirli si svuotano separando i due lembi nel punto in cui si congiungono e si prelevano i fagioli all'interno mettendoli in una ciotola, l’operazione deve però essere fatta solo poco prima della cottura, in modo che le bucce dei fagioli restino a contatto dell’aria il meno possibile, risultando così più tenere.

I baccelli che rimangono sono una risorsa preziosa, consigliamo di non buttarli, servono se non altro a realizzare ottimi brodi vegetali e molte altre interessanti preparazioni di cui cercheremo di parlare presto!

Al peso grezzo dei fagioli interi non corrisponde sempre un esatto peso netto dei grani sgusciati in quanto la grandezza, la resa e la consistenza dei baccelli è variabile.

Mediamente da 1 kg di fagioli freschi in baccello si ricavano circa 350-400 g di fagioli a seconda delle varietà, peso che rimane quasi del tutto immutato con un aumento di non più del 5-10% anche dopo la cottura in acqua, al contrario della versione secca.

Una volta sgusciati e velocemente sciacquati i fagioli possono essere cotti con il metodo tradizionale o ricorrendo alla più veloce pentola a pressione.

Nel primo caso vanno coperti con abbondante acqua fredda, portati gradualmente a ebollizione e lessati per 30-40 minuti circa (in alcuni casi bastano anche solo 25 minuti), aggiungendo l’eventuale sale solo a fine cottura.

Nel secondo caso è sufficiente usare lo stesso quantitativo d'acqua dei fagioli e cuocerli dal momento del sibilo per soli 15 minuti a calore basso.

Se lasciati leggermente indietro di cottura una volta pronti i fagioli possono essere lasciati raffreddare direttamente nel loro liquido di preparazione e poi conservati in frigorifero per 3-4 giorni, in alternativa congelati, senza il loro liquido però, per 2-3 mesi.

Uno studio osservazionale di alcuni anni fa ancora attualissimo ha indicato chiaramente come esiste una relazione diretta tra la quantità di fibre consumate con la dieta e la gestione del dolore in caso di artrosi al ginocchio.

Lo studio osservazionale risale al 2017, ma la tematica affrontata rimane ancora del tutto valida e estremamente interessante visto che tocca un aspetto molto sentito per quanto riguarda i problemi di artrosi al ginocchio.

Una situazione destabilizzante che con il passare dell’età colpisce indistintamente per una lunga serie di fattori e eventi più o meno traumatici.

Sapere che vi è una relazione, anche se non ancora convalidata totalmente, tra l’alimentazione e le problematiche di osteoartrosi del ginocchio consente di portare un aiuto comunque importante verso le persone che ne soffrono.

Come spesso affermiamo dobbiamo considerare che oltre all’apporto benefico nutrizionale di determinate sostanze c’è in parallelo un apporto psicologico dato dal potere consumare con gusto e piacere i piatti portati a tavola e dare così una carica di positività in più verso chi combatte contro una patologia qualsiasi essa sia.

I dati dello studio osservazionale sono stati ottenuti dopo aver confrontato gli esiti di due ricerche statunitensi di lunga durata relative alle problematiche di osteoartrosi al ginocchio.

In particolare il focus era sulla relazione tra le fibre ingerite quotidianamente con la dieta e la gestione del dolore al ginocchio conseguente all’artrosi specifica.

Quanto più sono state le fibre presenti nei pasti quotidiani consumati lungo un esteso arco temporale tanto meno si sono registrate problematiche dolorose evidenziando un rischio minore e una gestione più facile dei decorsi clinici.

In pratica nel momento in cui cibi e ricette consumate contengono alimenti integrali, abbondanti ortaggi e verdure, frutta e legumi (solo per citare le categorie principali) le fibre che contengono portano a un rischio significativamente inferiore di peggioramento del dolore al ginocchio.

Un motivo in più per impegnarsi nella scelta di prodotti ad alta percentuale di fibre cercando le soluzioni di gusto migliore per valorizzarli, le stesse che trovate in abbondanza nel nostro sito!

Una generosa presenza e il relativo uso abbondante di erbe aromatiche e spezie nei piatti cucinati può portare a vantaggi enormi sul fronte della salute che possono diventare ancora più eclatanti con piccole azioni contemporanee come una quantità maggiore di frutta e verdura o la diminuzione del sale aggiunto. Lo conferma un nuovo studio ribadendo i risultati di precedenti ricerche e rimarcando questa volta i vantaggi concreti rispetto al contenimento della pressione alta!!

Il ruolo delle erbe aromatiche e delle spezie è rilevante in cucina e consente di godere di una lunga serie di effetti benefici rispetto alla preparazione dei piatti che così possono risultare sempre molto gustosi e appetibili pur contenendo molto gli elementi più pericolosi per la salute umana come sale e grassi.

Questa consapevolezza documentata da una lunga serie di ricerche scientifiche ha portato diverse istituzioni addette alla salute pubblica nel consigliare fortemente di utilizzare questi insaporenti naturali.

Soprattutto in relazione all’eccesso di sodio nella dieta, un problema generalizzato in ogni contesto geografico, oltre a quello più inerente una volta i paesi sviluppati e ora purtroppo anche quelli più poveri della massiccia presenza di zuccheri aggiunti nei prodotti alimentari di qualsiasi tipo.

I vantaggi sono però molto più ampi perché la presenza di ingredienti insaporiti abbondantemente da erbe aromatiche e spezie porta a una naturale diminuzione della necessità di usare grassi e condimenti, rende molto più appetibili verdure e ortaggi tendenzialmente rifiutati, aiuta a contenere le cotture, semplifica i procedimenti di cucina in generale.

Questo per quanto riguarda la cucina e il cucinare vero e proprio, ma i vantaggi sono sostanziali e importanti anche a livello di specifiche patologie come l’ipertensione.

Lo conferma uno studio portato avanti dalla Pennsylvania State University pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition e che certo non passa inosservato per come ha dimostrato chiaramente la notevole incidenza in positivo di questi insaporitori naturali testati da soli e senza l'aiuto di alcun supporto ulteriore.

Per verificare il tutto hanno pensato di selezionare tre gruppi di persone tra i 30 e i 75 anni a rischio per patologie varie legate al sistema cardiovascolare a cui hanno lasciato tranquillamente continuare la loro solita dieta in stile americano, quindi già sbilanciata di per se, indicando solamente l’aggiunta nei piatti preparati di una certa quantità di erbe aromatiche e spezie.

Le tipologie indicate erano molteplici e comprendevano spezie come cannella, curcuma, cardamomo, zenzero o coriandolo e erbe tipicamente mediterranee come basilico, prezzemolo, timo, rosmarino, menta o maggiorana.

Al prima gruppo è stata indicata una minima dose, al secondo una dose media e al terzo una dose elevata, alla fine delle 4 settimane poi hanno misurato con diversi esami lo stato di salute dei partecipanti scoprendo che uno degli effetti più incoraggianti e positivi ha riguardato una migliore pressione sanguigna nel gruppo che aveva usato le dosi maggiori.

Bisogna rilevare che tutto questo è stato raggiunto senza cambiare dieta, limitare la presenza del sale, stabilire dosaggi minimi giornalieri di frutta e verdura, correggere i tipi di grassi e condimenti usati in cucina.

Il merito quindi è dovuto alla sola abbondanza di erbe aromatiche e spezie nella dieta che se a questo punto vengono sommate a altri interventi di sana alimentazione paralleli possono far intravedere il raggiungimento di obbiettivi di salute di notevole importanza risolvendo con piacere e gusto problematiche serie e vitali come può essere considerata la pressione alta.

 

Oltre al sole dell’estate che se non si eccede può aiutare nel contrasto ai tipici dolori delle articolazioni aumentando ad esempio la presenza e accumulo della preziosa vitamina D possiamo contare anche sul contributo diretto del cibo consumato e della nostra dieta quotidiana

Dolori articolari e reumatici ruotano entrambi su schemi che hanno una stretta relazione con l’alimentazione e sono sempre di più i medici che prima di ricorrere alle terapie farmacologiche cercano di aiutare i pazienti a riflettere sullo stile alimentare, sulla propria dieta e l’attività fisica svolta o non svolta.

A livello alimentare, infatti, è risaputo da molti anni grazie a una lunga serie di studi e ricerche affidabili che determinati cibi hanno un influenza diretta in positivo sui dolori articolari e reumatici.

Sono alimenti che in linea di massima rientrano totalmente in quello schema secolare e benefico riconducibile allo stile della dieta mediterranea fondata quasi per intero sul consumo costante di frutta secca e fresca, verdura, semi oleosi, legumi e cereali con integrazione saltuaria di pesce e ancora meno carne.

Tra tutte le verdure e gli ortaggi che è bene consumare quando si hanno problemi articolari spiccano in primo piano quelle facenti parte della famiglia delle crucifere che non sono presenti solo in inverno, ma tutto l’anno.

Contengono un infinità di sostanze benefiche sia a livello preventivo che curativo portando in dote una particolare ricchezza in vitamine, fibre e potenti elementi antiossidanti.

Tra questi il più importante è il sulforafano, una sostanza inizialmente individuata nei soli broccoli circa una decina di anni fa, con la capacità notevole di neutralizzare l’azione nefasta dell’enzima responsabile dei dolori derivati dalle infiammazioni articolari.

Nella stagione calda quando i cavoli classici non sono naturalmente disponibili possiamo affidarci a altri componenti di questa famiglia botanica come rucola e ravanelli con i quali realizzare buone ricette da portare a tavola.

L’azione antidolorifica la possiamo poi amplificare utilizzando come condimento l’olio delle olive nella sua versione pregiata di riferimento extravergine l’unica in cui possiamo trovare integralmente tutti i suoi benefici organolettici e salutistici.

A cui sommare la presenza importante di spezie e erbe aromatiche, prime fra tutte zenzero e curcuma che con l’olio di qualità hanno una sintonia perfetta.

Una veloce insalatina potrebbe allora essere composta da rucola e ravanelli affettati, eventualmente del buon pomodoro estivo appena raccolto, un condimento realizzato con olio di qualità mescolato a scelta con zenzero o curcuma grattugiati di fresco, la presenza di alcuni semi oleosi tra quelli di canapa, girasole, zucca o sesamo e per finire la presenza di un poco di frutta fresca come ingrediente dell’insalata o come suo condimento.

Un bellissimo e gustoso esempio lo possiamo allora trovare in questa ricca di salute insalata estiva che viene completata dalla presenza delle grandi olive nere non indispensabili ma certamente buone e belle da vedere!!!

Ultimi articoli

Pera Abate, bontà e creatività in cucina

Pera Abate, bontà e creatività in cuci…

23-11-2022 Mangiare sano

  Conosciamo meglio una delle varietà di pe...

Ridurre i rischi di diabete mangiando meno carboidrati

Ridurre i rischi di diabete mangiando me…

15-11-2022 Diabete

È una regola conosciuta da tempo e che ancora un ...

Datteri: i preziosi e nutrienti frutti la cui forma a dito ha dato origine al nome

Datteri: i preziosi e nutrienti frutti l…

08-11-2022 Mangiare sano

Sembra infatti che il nome derivi in origine dal t...

Libri in Primo Piano

Semplicità in cucina

Semplicità in cucina

Maggio 17, 2019

Cucinare è sempre una bellissima esperienza, cons...

La pasta fatta in casa

La pasta fatta in casa

Ottobre 01, 2013

Le guide di Natura e Salute La pasta fresca emble...

La cucina a basso indice glicemico

La cucina a basso indice glicemico

Aprile 04, 2018

Le guide di Natura e Salute Cosa significa seguir...

Le ricette del mese

Composizione di patate e carote all’arancia con semi di sesamo e erba cipollina

Composizione di patate e carote all’ar…

29-11-2022 Antipasti

Nelle stagioni più propizie quando il caldo si al...

Tortino di carciofi con foglie al pomodoro limonato

Tortino di carciofi con foglie al pomodo…

27-11-2022 Secondi

Con l’inizio dell’attesa stagione dei carciofi...

Risotto con essenza intensa di mandarino e castelmagno

Risotto con essenza intensa di mandarino…

24-11-2022 Primi

In questo ottimo risotto troviamo la particolare c...

Invito alla Lettura

Il pane

Il pane

07-07-2012 Invito alla Lettura, i libri consigliati

70 Ricette classiche e innovative di pani fatti in...

Un dolcificante rivoluzionario

Un dolcificante rivoluzionario

04-04-2014 Invito alla Lettura, i libri consigliati

La stevia, la sua storia, i suoi pregi e gli usi i...

banner